Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

14 lug 2017

Ritorno in Italia

Tutti parlano delle mille fasi che un exchange student ha durante il programma. Le quali sono piuttosto comuni: frustrazione, malinconia di casa, finto adattamento, depressione, adattamento reale, felicità e tristezza di tornare. Poi, per ogni fase ci sarebbero da scrivere migliaia di parole, ma non è l'argomento di questo post.
Vorrei invece parlare delle fasi del ritorno nella propria città. Personalmente, le ho vissute tutte in una sola settimana. La prima che ho riscontrato è stata l'emozione di rivedere tutti. Familiari, amici, conoscenti. Rivedere la mia città. Ah che bella, Bologna. E' stato molto strano perché mi era sembrato di aver visto tutto e tutti neanche un giorno prima. Subito dopo l'immensurabile felicità c'è, ahimè, la tristezza. La malinconia. Ti manca tutto. Tutti. Inizi a ricollegare ogni cosa con i tuoi amici stranieri, con le loro abitudini. Paragoni il cibo, gli odori, i colori. Le frasi che dicevo continuamente la prima settimana erano solo "Ah, sai che in Australia invece.." oppure "Il mio amico Luke fa lo stesso" o "A Sydney invece cucinano così..". E' una cosa piuttosto prevedibile. Io, lasciando Sydney, ho lasciato una parte di me. Ma che dico. Ho lasciato tutta me stessa. Ora non sono più la stessa Alice. L'Alice che il 30 Gennaio è partita da Bologna è rimasta lì. Successivamente, un po' perché penso di essere maturata, un po' perché mi è assolutamente venuto automatico vi è stata la cosiddetta rassegnazione. Probabilmente non ritornerò mai più lì, e nemmeno rivedrò più nessuna delle persone più speciali che abbia mai incontrato in tutta la mia vita. Quindi, sì, continuerò a pensare ai mesi bellissimi passati lì, ma andando avanti proverò (e riuscirò) ad eliminare ogni traccia di tristezza.
Come ricorderò i momenti belli, ricorderò anche quelli meno belli. Quindi, parlando chiaro tutti i primi tre mesi. Ho già spiegato, in post precedenti, quanto sia stato difficile per me adattarmi all'inizio. Ma non mi sono arresa e ne è valsa la pena. Ora racconto dell'Australia con un sorriso enorme e qualche lacrima di felicità. Felicità perché durante tutto il mio ultimo giorno di scuola, un sacco di persone sono venute da me a parlarmi anche solo due minuti, a firmarmi la camicia dell'uniforme. E anche se ero un seccata per il fatto che quasi nessuno mi calcolasse all'inizio, ho avuto la conferma che tutti hanno tenuto (e tengono?) un sacco a me. Semplicemente lo dimostrano diversamente.



Che poi non sempre va tutto bene. Sono tornata prima del dovuto. E' come se mi fossi svegliata durante un sogno. Come se mi fossi improvvisamente ricordata della mia vita qui in Italia. E va bene. La vita gioca brutti scherzi. Ma è proprio grazie a questi che riusciamo a riconoscere quelli belli. La positività non è mai stata parte di me. Ma in questo caso c'è. Forse troppa. Non lo so. Sono in ribellione totale al momento. Con chi? Con la mia stessa mente.
Con questo post, purtroppo, concludo il mio "racconto" sui 6 mesi all'estero. Sicuramente terrò il blog aperto. Scrivere è sempre bello.
E a te, che vuoi fare la mia esperienza. So che fa paura, tanta paura. Ma avere paura è meglio di avere rimpianti.
A presto.

10 giu 2017

Deposito di memorie

"Quindi Alice, hai ricevuto i biglietti di ritorno?"
Silenzio.
"Alice?"
Ancora silenzio.
Ieri ho fatto l'intervista di fine programma con la mia coordinatrice locale. Mi ha chiesto per almeno tre volte se avessi ricevuto la mail con i dati del volo di ritorno. Io ci ho messo un po' a rispondere.
E' stato proprio dopo ieri che ho realizzato che ormai sono giunta alla fine di questa esperienza.
6 mesi? A me sono sembrate poche settimane. Forse è questo il bello. O il brutto. Non lo so.
Io turista ai massimi livelli
In questo momento sento di avere mille emozioni. Il che, è normale. Non in questo caso, però. Perché tutte queste emozioni sono contrastanti.
Non voglio tornare.
Voglio tornare.
Mi manca l'Italia.
Dio, quanto mi mancherà l'Australia.
Sto iniziando solo adesso a legare con le persone a scuola. Ma ormai è tardi. Ed è stata colpa mia. Non mi sono buttata all'inizio con il mio solito carattere da super estroversa. Sono stata nel mio senza interagire con nessuno.
La mia classe di Drama
So però che questi nuovi amici mi rimarranno per sempre.
Durante l'intervista ho cercato con tutte le mie forze di non piangere: mai piangere davanti a qualcuno della tua associazione, penserà che tu sia depresso. Quindi ho resistito, rispondendo con un falsissimo sorriso "Sì. Ho ricevuto la mail".
La cosa però, che mi viene spontanea pensare, è di godermi gli ultimi giorni al massimo, ed è quello che sto facendo. O almeno, quello che sto provando a fare.

Vivid
A scuola abbiamo un sacco di verifiche e esami in quanto il Term sta quasi per finire. Niente di paragonabile all'Italia, ma comunque difficile. Sono felice perché sto scrivendo un sacco di temi in inglese, il che mi ha aiutato parecchio a migliorare la lingua. La mia famiglia ospitante mi ha detto che vedono il mio inglese migliorato, anche se ho ancora l'accento italiano. Ma hey, Italia sempre nel cuore. Qualcosa mi dovrà pure rimanere di lei, no?
Io turista 
Ieri mentre scleravo dato che Harry Styles ha aggiunto nuove date per il tour nel 2018, stavo accarezzando il gatto della mia sorella ospitante. Non so perché, ma in quel momento mi sono sentita felice. E' stata forse l'unica volta che il gatto non mi abbia graffiato o assalito cercando di uccidermi, ma aveva solo bisogno di un po' di coccole ed è stato molto bello. Sorseggiavo un caldo e rigorosamente zuccherato thè sotto tre coperte con un amorevole (a volte) gatto sulla mia pancia e Harry Styles di sottofondo. Sì, hai letto bene. Coperte. Qui l'inverno è ormai iniziato: la mattina ci sono 3 gradi...chi lo avrebbe mai detto? In Australia? Nel mio armadio ci sono solo costumi e pantaloncini. Non ho portato niente di caldo. La cosa più brutta è che devo mettermi sempre l'uniforme con quella gonnellina che mi fa gelare le gambe nell'arco di 30 secondi.
La scorsa settimana ho probabilmente visto uno degli spettacoli più belli di sempre. Vivid. Cosa significa? In pratica per un mesetto tutta la città di Sydney è illuminata da mille luci. E' una cosa assolutamente meravigliosa e da vedere prima di morire. L'Opera House è probabilmente la parte più bella.

Vivid

Mi ritrovo ora, a meno di un mese dal mio ritorno a pensare. Non tanto a questo istante ma a quando tornerò a casa. Casa mia.
I miei pensieri adesso sono proiettati al momento in cui scenderò dall'aereo e toccherò la mia terra Italia. Cosa succederà? Ho paura che la mia mente giochi brutti scherzi, una volta a casa.
Tutte le immagini di una vita così repentina, magnificamente unica, sono incuneate dentro di me come tatuaggi permanenti sperando di riuscire a rimanere lì e a resistere all'alterazione che il tempo porta. 
Che forza ha, il tempo. Così potente.
E' anche per questo che scrivo. Incastro più immagini possibili dentro un mare di parole. Proprio come fotografie. Questo è il mio deposito. La mia memoria.
La mia vita.

Vivid

13 mag 2017

56 giorni

“Auguri Ali!!!” Ho sentito questa frase tantissime volte nelle ultime due ore, così tanto che ormai non so nemmeno cosa rispodere. Come quando ripeti tante volte una parola che questa perde significato.
Il mio lungo e appariscente vestito rosso è l'unica cosa che si vede nella stanza. E' rosso fuoco o meglio, rosso sangue. Dipende dallo stato d'animo di chi lo descrive.
E' arrivato il momento di soffiare le candeline, o almeno credo. C'è una gigantesca torta rigorosamente rosa di fronte a me. Amici, famiglia e conoscenti iniziano a cantare la canzone che porta più imbarazzo nella vita di chiunque. Tanti auguri a te. Tanti auguri a me. Non so cosa fare, sono immobilizzata. Non riesco a sorridere, o forse non voglio. Improvvisamente tutte le persone dentro l'enorme stanza si trasformano in mille palme, la torta si sbriciola e diventa sabbia bianca. Mi guardo intorno e sono in spiaggia. Sono in una spiaggia enorme, con l'acqua cristallina.
Faccio per entrarci, ma ho paura. Ho sempre avuto paura del mare. Sono da sola e il mio vestito elegantissimo si trasforma in un costume da bagno. Sento delle voci che continuano a cantare per me e per i miei 18 anni. Ma piano piano svaniscono e l'unico rumore che riesco a sentire sono le onde del mare. Non so cosa fare, non penso al modo in cui mi sia trovata qui improvvisamente, bensì agisco di impulso come faccio sempre. Inizio a correre, correre fortissimo come se ci fosse qualcuno che mi stesse inseguendo. Ma io non corro, non è cosa da me. Nel momento in cui lo penso mi fermo. E mi guardo intorno, sono circondata da colline di un verde chiaro, il mare ormai è così lontano che a malapena si vede, ma c'è ancora la sabbia, tanta sabbia. E ci sono le nuvole. Nuvole soffici e bianche. Improvvisamente mi trovo su un aereo e ammiro il paesaggio dall'alto. Quanto può essere devastante vedere le cose così piccole quando solitamente sono enormi? Ti senti così potente, grande. Ma alla fine è tutto un caso di prospettiva. Sull'aereo si sente una musichetta che piano piano diventa sempre più forte, quasi assordante. Non riesco più a sopportarla. Mi accorgo di avere avuto gli occhi chiusi quando li apro. Mi trovo in camera mia, a Sydney, New South Wales, Australia tentando di spegnere la sveglia più noiosa di sempre.

Ciao a tutti, sono tornata. Ho aperto questo post con un sogno che ho fatto sta notte, non so neanche perché ho voluto condividerlo con voi. Sarà che non avevo molte idee su come iniziare il post.
Non mi scuso per l'assenza, perché preferisco scrivere quando ho davvero qualcosa da dire piuttosto che buttare lì delle parole a caso.

Canguriii
In mezzo alla natura
Le vacanze di Pasqua non sono passate veloci, di più. Come avevo detto nel post precedente sono andata in campeggio con la mia host family e non penso di aver mai visto paesaggi così belli. Lo chiamano campeggio, ma non è da definire tale. E' un parco naturale con nessun tipo di attrezzatura, nessun bagno, nessuna luce. Solo la natura. E canguri che mentre ceniamo vengono a rubare il cibo. E' stata davvero un'esperienza bellissima. Avete presente quando siete al posto giusto nel momento giusto? E' stato esattamente così, per tutti i quattro giorni. Siamo stati in sentieri mozzafiato, in mezzo alla natura e a mille specie animali. Mi dispiace per tutti perché oltre a camminare lentissimamente, mi dovevo fermare ogni dieci metri per fotografare animali, paesaggi, cieli, insomma tutto. 

A scuola va tutto bene, sto studiando più di quanto mi aspettassi, ma comunque niente di drammatico. I ragazzi all'estero sono strani, molto. Pensavo di essere l'unica a non aver legato tanto con nessuno a scuola, ma sentendo altri exchange students, non sono l'unica.
7:31 pm, campeggio
Tip per i futuri exchange: NON FARETE AMICIZIA CON QUASI NESSUNO. Ok sono troppo drammatica. Il fatto è, almeno nel mio caso, che tutti all'inizio sono attratti da te e ti parlano, ti chiedono di uscire, vi fate mille foto e chiedi a te stesso cosa mai puoi aver fatto per meritarti persone così carine al tuo fianco. Sarò io esagerata, ma di amici che mi mancheranno a scuola ne conto uno, due o forse tre se proprio mi impegno. Ma va bene così, sto imparando ad apprezzare sempre di più la vita e le occasioni di questa. Ovviamente parlo per la mia esperienza, può benissimo succedere di fare amicizia con centinaia di persona durante il programma all'estero. Dico solo che è molto difficile.
Per questo sono davvero felice di aver scelto di vivere in una host family, perché alla fine sono loro le persone che mi mancheranno di più, che mi hanno aiutata, che mi aiuteranno e che si sono comportate come una vera famiglia e amici sinceri.
Ogni tanto, o meglio, spesso, penso ai miei amici in Italia. Proporzionalmente, di 20 amici stretti che ho, 3 mi hanno scritto e si sono interessati a me. Ma va bene così. Alla fine so che ci sono e ci saranno per me. Almeno credo. Vedrò quando torno.

Ho iniziato a fare Netball, ma forse l'ho già detto e lo adoro. Ogni Sabato facciamo una partita, per ora ne abbiamo fatte due e vinta una. E quando dico alla gente che non ho mai fatto questo sport nella mia vita, nessuno mi crede. Sono portata, eheh. A scuola è iniziata la stagione invernale degli sport, quindi abbiamo dovuto scegliere quello da fare e ho scelto di nuovo pallavolo e ce l'ho fatta ad entrare nella squadra anche questa volta!

La lavagnetta di fianco al mio letto mi dice che mancano 56 giorni al mio ritorno in Italia. Che paura. Ho tanta tantissima paura. Non so se sia più per il fatto di lasciare questo posto per sempre o di tornare alle mie abitudini a Bologna.
Mi sono immaginata il mio ritorno e penso che non cambi nulla, saranno gli stessi paesaggi, le stesse persone, gli stessi odori. L'unica cosa che sarà cambiata sarò io.
Anzi, io non tornerò. La persona che abbraccerete e saluterete, non sarà la stessa alla quale avete detto arrivederci. Le avete detto addio, per sempre.

Bam, qua ci stava tipo un TUMTUM di musica per evidenziare la negatività della situa. Ma ehi, che sia vero o no, io comunque sarò la stessa, sarò un po' cambiata, ma le barzellette e l'ossessione per Harry Styles non se ne saranno andate ;).

Al prossimo aggiornamento, il quale spero arrivi presto.
Manly Beach



Paesaggio durante una delle camminate

Uno dei sentieri








10 apr 2017

Una piccola me

Scrivo per respirare? Davvero?
A quest'ora sarei morta.

Ciao a tutti, qua vi parla (scrive) un'Alice finalmente spensierata dalla scuola dato che oggi sono iniziate le vacanze di Pasqua. Due settimane di stop sono ciò di cui ho bisogno ora. Poi, tanto "stop" non sono dato che ho un sacco di compiti da fare, ma ci accontentiamo.

Mi dispiace per l'assenza lunghissima, ma volevo essere sicura dei miei sentimenti e pensieri prima di gettarli a capofitto su un foglio bianco.
Ora sono sicura? No.
Forse. Però ho tempo, quindi vomiterò parole.
E' la prima volta che inizio a scrivere senza avere nulla da dire. O meglio, ho da dire un sacco di cose ma non so da dove partire. Spero non venga fuori un casino.

Inizio con il parlare della scuola: ho fatto le verifiche di tutte le materie, ed è tutto diversissimo. Controllano tutto molto di più rispetto a quanto facciano in Italia. Bisogna lasciare gli zaini e i telefoni fuori dalla classe e per rispondere ad ogni domanda ci sono fogli diversi e inoltre bisogna scrivere con la matita. Almeno così funziona nella mia scuola, non so nelle altre.
Sono orgogliosa di me perché sono passata dal completare mini esercizi di grammatica al parlare in inglese tutti i giorni tutto il giorno e soprattutto a scrivere temi e a fare verifiche. Sono felice dei miglioramenti che sto facendo. Questa lingua serve tantissimo oggigiorno e io posso dire di saperla come l'italiano, o circa. Spero. Che tu abbia 12 anni, 20 o 57, fai corsi, viaggia, guarda film in inglese, fai in modo di impararlo un po'. Almeno le basi. E' un ordine. Scherzo. Forse.
Sono diventata inoltre fotografa ufficiale degli eventi sportivi e ciò vuol dire che tutti mi odiano perché mi salto un sacco di lezioni per poter fare le foto, modificarle e caricarle sul sito della scuola.

Ieri sera sono andata ad una festa di compleanno di una mia amica, faceva 16 anni e avrà speso 2000 dollari tra catering, fotografo, dj e soprattutto (cosa assurda!!1!1!) aveva comprato un filtro su Snapchat. La serata è stata carina, ma niente di eccezionale. Sono meglio i Regaz di Bolo per quanto riguarda l'organizzazione di serate ;). La festa è iniziata alle 6 e finita alle 10, ma metà degli invitati verso le 8 se ne sono andati dal gran che erano annoiati. Meglio, più torta per me.

Domani alle 6:30 di mattina parto con la mia host family e andiamo in campeggio in montagna. Qui le chiamano montagne ma sono collinette, sarà fighissimo comunque sono sicura. L'unica (enorme) pecca è che staremo senza bagno, elettricità, connessione per una settimana, aiuto.
L'estate se ne è definitivamente andata e io, da deficiente mi sono portata 15 costumi e neanche una felpa o cose calde. Quindi se venite in Australia in questo periodo mi raccomando portate cose calde!!!! Non tanto calde, perché ci sono comunque una ventina di gradi, ma la notte fa freschino. Ho come la sensazione che avrò freddo a dormire nella tenda con il mio pigiamino di cotone.

Io come sto? Sto bene, sono felice e ho finalmente trovato me stessa. Questa esperienza mi sta davvero aiutando a crescere.
Un consiglio? Certo. Cari futuri exchange student, non abbiate aspettative. Non immaginatevi di vivere un "sogno da film". Perché non sarà così. Troverete un sacco di differenze, le persone diverse, abitudini, paesaggi. Tutto diverso. Il mondo vi sembrerà grande, molto grande e voi così piccoli. Ma andrà tutto bene, bisogna prenderla solo per il meglio. Come sto facendo io. Ogni giorno che passa guardo l'Alice vecchia, che chiamava la mamma per un bottone rotto da ricucire e che ora ha imparato ad orientarsi in una città grande come Sydney.
Ci sono stati momenti difficili e sono sicura che ce ne saranno tanti altri ma non cambierei nulla. Anzi, silenziosamente dentro di me ringrazio ogni ostacolo, ogni difficoltà e ogni lacrima perché sono proprio loro che mi hanno aiutata a diventare ciò che sono diventata.
Cosa sono diventata?
Una ragazza che guarda tutti i giorni non più sognando
ma vivendo. 
Una me felice a Bondi Beach

Il cielo da casa mia

Io e Phoebe alla festa di compleanno






21 mar 2017

Australia VS Italia

Ed eccomi qui, dopo due mesi dal mio arrivo in Australia a fare il solito post noioso sulle differenze culturali (e non). Beh, tanto noioso forse non è per le persone a cui interessa (ma che cosa ovvia ho appena detto).
Comunque, smetto subito di fare la logorroica ed inizio. Le differenze sono tante, non sono in ordine di importanza e sicuramente me ne dimenticherò qualcuna, ma spero che qualcuno sia interessato. Io lo sarei se fossi in voi ;).

- Guidano a sinistra, quindi hanno il volante a destra. (Io ancora non ci sono abituata e quando attraverso la strada rischio di morire circa 27 volte al giorno. Inoltre, me ne scordo sempre quando sono sulle scale mobili, perché sto a destra e la gente mi insulta perché va di fretta e non può superarmi.)
- Iniziano a guidare a 16 anni. Eh, no. Non è così semplice. Puoi iniziare a guidare a 16 anni, con una persona patentata da più di dieci anni seduta al tuo fianco. Dopo aver guidato per almeno 120 ore, hai la patente e puoi guidare da solo. Sì, da solo. Perché non puoi caricare nessuno per un anno. Dopo un anno di solitudine puoi caricare solo due persone per un altro anno. Dopodiché puoi caricare chi vuoi ma solamente prima delle undici di sera. Dopo sei mesi puoi guidare con chi vuoi e quando vuoi. Ma a quel punto non ti interesserà più perché avrai 64 anni e a 65 non puoi nemmeno pensare di toccare un volante
- Non hanno una loro cucina tipica, quindi dovunque tu giri ci sono ristoranti di ogni tipo. (Vietnamese, Messicano, Giapponese, Cinese, Italiano (ahimè) e chi più ne ha più ne metta).
- Non vanno a scuola il Sabato
- A scuola puoi scegliere le materie da seguire, con d'obbligo solo inglese e (in alcune scuole) matematica
- Puoi iniziare a lavorare a 14 anni, qui tutti i ragazzi della mia età già lavorano perché i genitori non li mantengono
- L'Australia non ha storia. In Italia te ne accorgi subito che c'è, basta guardarsi intorno
- A scuola non hanno libri, fanno tutto al computer
- In tutte le scuole c'è l'obbligo dell'uniforme, ed è una cosa a cui tengono un sacco. Ci sono molte scuole cattoliche maschili e femminili
- L'igiene è nettamente bassa. Che sia personale, nelle case, nei ristoranti, luoghi pubblici. La gente non si lava e non lava
- Gli Australiani sono estremamente salutisti, non vedi nessuno fumare o bere in giro. Quelli che lo fanno, sono solitamente sono molto ricchi perché i prezzi sono appositamente altissimi
- Le persone sono molto carine ed educate con tutti
- I servizi pubblici sono abbastanza efficienti, non ho mai avuto problemi con ritardi di bus o treni
- La vita notturna è scarsa. Alle cinque di pomeriggio  tutti i negozi sono chiusi e alle 10:30 tutti i locali. Dopo le 11 non vedi nessuno girare
- Le stagioni sono invertite, quindi ora che lì è primavera qui è autunno (anche se non si direbbe, dato che ci sono 30 gradi)
- Per salutarsi, noi si danno uno o due baci sulla guancia, qua si abbracciano. Considerano i baci sulla guancia come mancanza di rispetto. Bella figura quando sono arrivata qui che ho sbaciucchiato (iperbole) la mia host mum
- La gente non incrocia le gambe quando si siede
- Non sono religiosi, nessuno va a messa, non sanno neanche cosa sia
- A Sydney ci sono più cinesi che Australiani (iperbole)
- Se in Italia pensate che la gente sia dipendente da social network, qua lo sono il doppio: vivono letteralmente su Snapchat, Facebook e Instagram. La scuola ha un account di Snapchat e dico solo questo
- Ci sono troppi animali, ogni giorno scopro una nuova specie di ragni
- Hanno il ballo a scuola
- Finiscono il liceo a 17 anni
- Non pagano mai con i contanti, hanno tutti una carta di credito e un conto in banca
- Se vuoi entrare in un posto dove vendono anche solo una birra non puoi se non hai 18 anni


Potrei dire altre mille cose ma ora devo rimettermi a studiare, ho trovato solo questa mezz'ora libera per scrivere un post. Scusate non aggiorno da quasi un mese.
Spero che le differenze che ho elencato siano state di vostro interesse.

Ora, ovviamente, metterò qualche foto a caso.
Alla prossima.
Foto scattata dal Ponte di Sydney alle 19:31


Un ragnetto fuori casa mia
La serata più bella della mia vita: il concerto di Adele; ANZ Stadium

Un bellissimo e dolcissimo Koala
Due canguri che riposavano prima che io li svegliassi iniziando a ridere senza motivo

9 mar 2017

Fotografa del mese

Chiedo scusa se mi seguite nei miei social network, perché ho già menzionato in tutti quello che sto per scrivere. Ma mi sembra una cosa così impossibile, quindi vi chiedo ancora scusa se lo ripeto qui.
Ho vinto il concorso di fotografia della scuola. Il tema era il tempo, e ho voluto partecipare con uno scatto che ho fatto a Napoli quest'inverno. Avevo da poco ricevuto la macchina fotografica ed era solamente un esperimento che ho voluto fare con un tempo di esposizione molto lungo. Non ho nemmeno usato un cavalletto, ed è per questo che ho ottenuto un effetto di grande movimento. Volevo eliminare la foto, non so perché l'ho tenuta. In realtà non so neanche cosa abbia a che fare con il tempo ma in un certo senso me lo ricordava e a quanto pare anche ai giudici del concorso, perché mi hanno votata. Ma veniamo alla parte divertente. Io ero completamente ignara di aver vinto, fino a che, durante l'assemblea della scuola il preside mostra la mia foto in uno schermo enorme davanti a tutti gli studenti. Io all'inizio non capivo, mi ero detta "oddio quella foto è così simile a quella che ho fatto io". Non ha saputo pronunciare il mio nome né tantomeno il mio cognome, quindi ero rimasta seduta tranquillamente al mio posto, fino a che una mia amica mi urla che avevo vinto e che dovevo salire sul palco a ritirare l'attestato. Così, dopo più di due minuti che continuavano a chiamare il mio nome, sono salita, ho stretto la mano al preside e ho ritirato il foglio. Sono sicura al 100% che la mia faccia fosse di un colore rosso acceso in quel momento. Come se non bastasse ero seduta in fondo, quindi sono dovuta passare davanti a tutti. All'inizio correndo, poi mi sono ricordata di avere la gonna e ho camminato. Il più velocemente possibile. 
Momenti di imbarazzo, ma sono molto felice. 
Ecco la foto con cui ho vinto

Il maledetto foglio che ho dovuto prendere
L'estate, purtroppo, se ne sta andando. La temperatura però è praticamente perfetta: c'è fresco, ma non troppo. Tutti però vengono a scuola con il piumino e sciarpa, mentre io sono tranquilla con la camicia dell'uniforme. Non sono abituati a queste temperature così basse (parliamo di 25 gradi, eh) infatti mi guardano male tutto il tempo.

Ormai è quasi un mese e mezzo che sono qui, il tempo sta passando davvero tanto in fretta, ma sono felice perché mi sto godendo ogni singolo momento. Ho imparato in realtà da poche settimane a godermi ogni attimo. E, a te futuro exchange student che stai leggendo, quando impari a farlo, amico mio, sei sulla buona strada. 

Qualche giorno fa, con la mia famiglia ospitante, siamo andati in un posto bellissimo. In un momento sbagliato però. Eravamo in montagna ma c'era tantissima nebbia, purtroppo. Quindi la vista non era delle migliori. Ma ho comunque voluto fare qualche foto. 

Foggy
La scuola e il lavoro da fare si stanno facendo sentire e già non ne posso più. Sono venuta qua con l'idea che non avrei studiato niente di niente, invece mi sbagliavo. Certo, niente paragonabile all'Italia, ma comunque è difficile. La lingua sento che sta migliorando molto: ovviamente mi ritrovo a doverla parlare tutto il giorno tutti i giorni, quindi sono automatici i miglioramenti. 
Non parliamo del cibo italiano che mi manca tantissimo! Ieri ho cucinato pasta alla carbonara e tiramisù, mi sentivo a casa!
Three Sisters, Blue Mountains

Io e J., in montagna. Non ride mai :(
Anche se sto scrivendo praticamente la lista delle cose che faccio, non mi sarei mai immaginata che il blog prendesse una piega così emotiva, quasi parallela alla mia esperienza. 
Perché scrivendo, come ho già detto, non metto nessun filtro.
Ma per la prima volta nella vita, sento di non riuscire a verbalizzare del tutto il moto che c'è nella mia testa. Ho tantissime cose da dire, ma quelle "nitide" sono poche e talvolta le mischio con dei momenti sbiaditi, rendendo il tutto confusionario. Quasi come la frase che ho appena scritto. 
Ho molti pensieri in testa ed è difficile saperli classificare e sistemarli in ordine dal più importante al meno. Ma ce la farò.

Sto letteralmente vomitando parole, chiedo scusa. 
Ab imo pectore.
Al prossimo aggiornamento.




26 feb 2017

Perché?

Sto ricevendo un sacco di feedback positivi sul blog, e ne sono più che onorata. Sono felice di star riuscendo a scrivere in un modo tale da coinvolgere i lettori.
Una domanda che mi è stata posta spesso è: "Ma tu sei pazza, perché l'hai fatto? 6 mesi lontana da tutto!".
Che io sia pazza ormai è una certezza. Lasciando indietro l'ironia, dico che sono da sempre sta una ragazza in cerca di avventure ed esperienze nuove. E dal momento in cui la mia vita sembrava essere coperta da una nube di pesante monotonia che avvertivo giorno dopo giorno, ho deciso di andare via per un po'. Ovviamente la frase è uscita più negativa di quanto sia, ma spero abbiate capito ciò che voglio dire. 
Non è stata una cosa facile convincere i miei genitori, ma con l'aiuto di F., ho fatto un video elencando 100 motivi per i quali avrei voluto fare questa esperienza. Perché dimostrare quanto si vuole fare una cosa aiuta ad ottenerla. 
Il motivo principale, quindi, è stata la tentazione di staccarmi da tutto. Ma ce ne sono mille altri (o dovrei dire, 99?). Un altro di questi è il punto di vista pratico. Al mio ritorno penso (e spero) che parlerò l'inglese molto bene e fluentemente, il che di certo mi aiuterà. Riceverò molte certificazioni che saranno presenti nel mio curriculum vitae e sarò in grado di sostenere esami più o meno pesanti anche all'estero. Sarà, credo, più facile entrare nel mondo del lavoro dato che quasi sicuramente non rimarrò in Italia.  
Se tu che stai leggendo hai una passione, una qualsiasi passione, cerca in tutti i modi di coltivarla perché niente è impossibile se lo vuoi. (Tranne sposare Harry Styles, quello mi sa che sia impossibile.)
La mia passione? Penso sia vivere la vita al massimo. 
E ora, lo sto davvero facendo. 

21 feb 2017

A-Team

Da esattamente 20 giorni vedo una pagina bianca impaziente di essere colmata di parole. O sono io impaziente di scrivere?
Diciamo entrambe. E diciamo anche che mi è davvero difficile scrivere e vivere la vita qua, quindi mi scuso se non aggiorno costantemente. Ho così tante cose da dire che non so davvero dove iniziare.
L'ultimo post, lo ammetto, l'ho scritto in un momento di malinconia poi c'era Adele di sottofondo, quindi mi sono un po' fatta prendere la mano.

Ho appena superato la fase di adattamento iniziale e legame a ciò che ho lasciato in Italia. Ho capito che qui sto vivendo una vita completamente diversa e mi devo godere questi mesi perché chissà quando e se mi ricapiterà. Va molto meglio, la mancanza di amici e famiglia e abitudini è passata. O comunque si fa sentire molto meno spesso. Il motivo penso sia legato al fatto che faccio un sacco di cose e la famiglia a sua volta mi coinvolge in molti viaggetti alla scoperta della natura Australiana.

Adesso arriva la parte noiosa sotto forma di elenco di tutte le cose che ho fatto in questi ultimi giorni. Chiedo venia, ma forse ad alcuni interessa.
A scuola erano aperte le iscrizioni per entrare nella squadra ufficiale di pallavolo, io ho messo la firma per provare. Era ovvio che non mi prendessero. Ma al momento della partita, giuro che non ho mai giocato così bene. L'allenatrice quando gli ho detto che non ho mai fatto questo sport si è messa a ridere e non ci credeva.  Quindi faccio ufficialmente parte della squadra! E c'è di più, ci sono due squadre A e B, e sono nell'A-Team (Ed Sheeran ti penso) che è la squadra delle più brave. Ogni Giovedì abbiamo una partita in scuole diverse e la mia paura è quella di fare schifo perché non ricapiterà mai più che giochi così.
Il cielo bellissimo di ieri sera
Oggi ho completato l'iscrizione di Netball, uno sport molto seguito qui, spero di esserne capace. La settimana prossima dovrei iniziare con gli allenamenti. Ho deciso di fare, oltre pallavolo a scuola, un altro sport perché con il cambio di alimentazione e il cibo decisamente non sano, sto ingrassando a vista d'occhio quindi è meglio che mi tenga in forma.
La scuola non è facile quanto credessi. Forse alcune materie affrontano argomenti più semplici e gli insegnanti si comportano in modo completamente diverso, ma la cosa brutta è che danno un sacco di compiti e ci sono test ogni settimana quindi ogni giorno mi ritrovo a studiare tantissimo quando magari preferirei uscire e girovagare per Sydney. (Senza magari).
Il preside ha dichiarato aperto il concorso della miglior foto della stagione con il tema del tempo, io ho provato a partecipare anche se non penso proprio di vincere. Ho già visto alcune foto e sono davvero meravigliose.

Con la famiglia questa Domenica siamo andati in un parco bellissimo ed enorme. Si chiama Fagan Park ed è formato da una quarantina di giardini che prendono il nome di alcuni Stati del mondo e sono allestiti con i particolari di questi. E' stato davvero interessante.
Harry che salta nel giardino Giapponese

Ho tanta voglia di scrivere. Ma non ho tempo, sto scrivendo da soli venti minuti e già ho altro da fare. Mi piace scrivere e sfogarmi, soprattutto per dare uno stacco dall'inglese e parlare un po' la mia lingua.
Ci aggiorniamo presto, spero.


Un fiore nel giardino Cinese






10 feb 2017

Amate l'Italia!

Dicono che non ci si renda conto dell'importanza delle cose fino a quando non si perdono.
Ed è proprio così. Solo dopo 10 giorni in Australia, mi rendo conto di quanto l'Italia sia meravigliosa.
Faccio una premessa: amo scrivere, ma ha molti "contro".  Uno di questi è che si può sempre fraintendere. Non voglio che leggiate questo post pensando che io stia scrivendo con negatività e disprezzo, perché non sto provando niente di tutto ciò. Sono felicissima di essere qui e non cambierei il tipo di esperienza per niente al mondo. Diciamo che indirizzo questo post a voi che state leggendo, non più a me. Cercando di farvi capire qualcosa che, in fondo, devo capire anche io.

Amate l'Italia. La vostra cittadina minuscola o grande che sia dove vivete. Amate i paesaggi. La cultura, oh la cultura. L'arte. La nostra storia. La nostra lingua, con i centinaia di accenti che comprende. La scuola. E dico davvero, amate la scuola. Perché qui, a meno che non ti metta nei corsi più difficili di tua spontanea volontà, l'importanza dell'educazione è superata dall'importanza di indossare la divisa. (Oggi due ragazze sono state sospese perché avevano i calzini grigi e non bianchi). Poi durante l'ora di chimica ho fatto una battuta BELLISSIMA su Democrito, nessuno ha riso. Neanche sapevano chi fosse.
Inutile dire, amate il cibo. Anche la più semplice pasta al pesto di tutti i giorni, qua la vedrò in cartolina. Amate la bellissima abitudine che abbiamo della Domenica in famiglia, dei pasti seduti a tavola tutti insieme. Della colazione.
Ho detto mille cose, ma ti prego. Anche se non fai colazione, se non te ne frega niente della scuola o di mangiare con la tua famiglia, dammi retta. Apri una finestra qualsiasi, guarda il paesaggio che ti ritrovi. Una collina? Una piazza? San Luca? Qualsiasi esso sia. E respira, respira l'Italia.
La nostra Italia. 
Uno dei miei scatti preferiti di Bologna. 

6 feb 2017

Luna Park

La pizza dell'altra sera non era malissimo in realtà, aveva anche un bell'aspetto.
La pizza che abbiamo preso
Questo week-end è stato abbastanza pieno. Sabato mattina, felice di poter dormire qualche ora in più e magari recuperare il jet-lag, vengo svegliata alle 7 in punto da W. per le pulizie di casa. Io tutta contenta lo assecondo (ovviamente non ho ancora tanta confidenza e non posso oppormi), inizio a pulirmi la camera e la parte della casa che mi aspettava. Dopo di che stavo giusto per tornare a letto ma mi hanno detto che saremmo andati in centro al Luna Park dopo pochi minuti. Questo piano era decisamente migliore piuttosto che quello di rimanere a poltrire tutto il giorno. E' stato bellissimo, comunque. Sydney è una città meravigliosa. Bella quanto calda. Abbiamo camminato e fatto i giochi sotto un sole cocente di 45 gradi. K. lavora per la compagnia del Luna Park quindi siamo entrati e abbiamo mangiato gratis. Ad un certo punto stavano tutti entrando nella casa dell'orrore, io mi sono opposta e sono rimasta fuori. Dopo pochi minuti mi ha raggiunto W. e siamo andati in giro a fare un sacco di giostre. L'ho adorato, davvero. E' stato troppo divertente giocare con  un ultracinquantenne e vedere come era convinto di poter fare tutti giochi quando magari alcuni li poteva evitare. 
Quando siamo tornati a casa, neanche il tempo di posare le cose e cambiarci che siamo andati a casa dei nonni e abbiamo fatto un bagno in piscina. Ci siamo messi poi a giocare in acqua con tutta la famiglia e il cane ed è stato divertente.

L'entrata del Luna Park
Siamo tornati a casa tardissimo ed ero stremata, così sono andata subito a letto. Domenica è stato il compleanno dello zio, così siamo andati a casa sua e c'erano un sacco di parenti. Lo zio è cinese ed è stato molto strano vedere metà cinesi, metà australiani e i rispettivi figli con occhi a mandorla, scuri di pelle e iridi azzurro cielo. Poi, abbastanza prevedibilmente, abbiamo mangiato cinese. Anzi, passatemi il termine, ci siamo spaccati di cibo cinese. Riempivamo i piatti ininterrottamente. Ero un po' al centro di tutte le conversazioni e la cosa (stranamente) mi imbarazzava. Venivo chiama da tutte le parti e mi sono state fatte un sacco di domande. La cosa strana comunque è che quando mi ritrovo a parlare inglese davanti a così tante persone mi scordo completamente ogni cosa. Infatti ho fatto un sacco di brutte figure. Ma non importa, dai. Sono stati tutti molto carini e apprensivi. Non mi è ancora capitato di incontrare un australiano scortese. Saranno tutti così?
Quando è arrivato il momento della torta, solo nel momento in cui l'ho vista sono ingrassata di 2 chili. Era fatta tutta di panna montata, fragole e aveva una base di nutella e marshmallow sciolti. E, come se non bastasse, la zia, prima di dare la torta aggiungeva del gelato al cioccolato e vaniglia intorno.

La bellissima Sydney
La mia host family
W. che gioca con il cane e J. che fissa il vuoto 
Siamo tornati a casa verso le 8 e mi sono precipitata a dormire. Oggi sono andata a scuola ed era un caldo atroce. L'aria condizionata in 3 aule su 6 era rotta e stavo letteralmente morendo. Oggi ho avuto la prima lezione di drama ed è stato divertentissimo. Consiglio davvero a chi ne ha la possibilità di fare teatro. Avevamo un libro con delle scene e degli atti e dovevamo leggere con la giusta intonazione e interpretazione. Mi sono letteralmente aperta del tutto e non ho messo nessun filtro. Ero davvero me stessa. E' stata una cosa un po' strana perché abbiamo fatto una specie di "canone": eravamo divisi in gruppi e dovevamo leggere tutti la stessa cosa ma partire in momenti diversi. La cosa bella è che non si è creato caos.  Ho notato però che ogni studente quando ha letto le parti assegnate, è come se avesse letto se stesso. Quello che l'autore ha scritto è soltanto una specie di strumento che permette al lettore di discernere quello che, forse, se non avesse letto il libro, non avrebbe mai visto in se stesso. Forse un'altra delle mie tante iperboli. O forse mi sono fatta trascinare troppo dalla situazione come al solito, ma davvero penso quello che ho appena scritto. Domani, con il gruppo di teatro andremo in gita a vedere gli spettacoli delle classi migliori di tutte le scuole di Sydney, sarà divertente.

Ora sono le 20:13, ho sonno e fame, ma sto per uscire con J. che andiamo a correre. C'è la temperatura giusta per farlo ora.



3 feb 2017

Primo giorno di scuola e pizze da $16.70

Sono le 04:04 di notte e sono due orette che sono sveglia.
E' da altrettante ore che sento l'impulso irrefrenabile di scrivere. Quindi ho aperto il computer e ora inizio a digitare.
Ieri è stata una giornata piuttosto piena: sono andata a scuola con la mia host mum e sister, ho avuto un colloquio con il preside il quale mi ha fatto fare il giro della scuola (è enorme, mi perderò senz'altro), mi ha presentato le materie e alcuni insegnanti che avrò. Mi sono ritrovata a fare il giro turistico nel bel mezzo dello sport day, quindi tutti gli studenti si trovavano fuori e prima di varcare la soglia della scuola vigeva dentro di me uno stato di imbarazzo tale che quasi non camminavo. Ma mi è bastato incrociare lo sguardo del primo ragazzo per ricredermi: sono stata accolta benissimo, quasi tutti si fermavano per salutarmi e chiedermi qualcosa, ero considerata proprio come una di loro. Diciamo che era come se fossi la novità. Cosa che forse sono a tutti gli effetti.
Usciti da scuola siamo andati a fare la spesa, dove ho praticamente deciso tutte le cose da comprare per i pranzi che avrò a scuola, le cene a seguire e le colazioni. I supermercati sono diversissimi dai nostri. Non vado nei dettagli, perché più avanti voglio fare un post dedicato a tutte le differenze culturali con la signora Italia. Dico più avanti perché non conosco l'Australia per niente (ancora). Poi sono stata con Kitten, uno dei due meravigliosi gatti che hanno. E' molto divertente giocare con lui.

Vi presento Kitten.
Il primo giorno qui devo ammettere che è stato duro: non avendo ancora fatto conoscenza con i miei host siblings (brother and sister) mi sono ritrovata da sola per quasi tutto il giorno. Non nego che guardando tutte le foto che mi sono portata da casa, qualche lacrima è scesa e si è fatto sentire l'impulso di prendere il primo volo e tornare in Italia. Poi è passato tutto. Il problema, soprattutto nei primi giorni, ho capito essere il fatto di stare da soli senza nessun tipo di distrazione. E' ovvio che la mente si apre e si pensa tantissimo. Poi per come sono fatta io, ho pensato alle cose che non avevo al momento.
Voglio usare questo blog scrivendo nella più totale sincerità in vista di aiutare i futuri exchange student nella loro avventura. Li voglio allontanare dalla classica idea del "oddio essere un exchange student spacca, è tutto positivo, non sei mai triste ed è impossibile trovarsi male". Cazzate. Ma ci si ambienta.
Oggi pomeriggio ho parlato per la prima volta con J. il mio host brother ed è stato davvero bello: non mi ha fatto scordare dell'Italia, ovviamente, ma mi ha aiutato a capire che ho voluto tanto fare questa esperienza quindi me la devo godere fino in fondo. Tanto poi in Italia ci torno..non vi siete sbarazzati di me del tutto, tranquilli ;). E., l'host sister è un po' più timida, ma penso che riuscirò a "lavoramela" come solo l'estroversa Alice sa fare ;).

Ora provo a dormire, domani è il primo giorno di scuola.

Il primo giorno a scuola è stato meraviglioso.
Ho preso il bus che è a due passi da casa mia con J., ed è identico a quelli americani, tranne per il fatto che è bianco, non giallo. Appena salita mi sono seduta di fianco a lui in fondo. Perché in pratica si va in ordine di età (davanti si siedono gli studenti dell'year 7, quindi prima media italiana, e poi si va a mano a mano indietro fino all'year 12, quarta superiore).
La cosa strana dell'uniforme, oltre al fatto di indossarla, è che sta bene a tutti. Non so perché, ma ho notato questa cosa. Avevo paura che in una scuola così grande, con più di 3000 studenti, la scena dell'entrata in classe fosse simile ad un branco di capre vestite uguali che cercano cibo. Invece no, è davvero bello..sono tutti molto fini.
Sono andata in presidenza a prendere il mio orario delle classi e a presentarmi con vari insegnanti, uno dei quali mi ha dato il diario per scrivere i compiti che è uguale per tutti gli studenti, la quale copertina è stata disegnata da un ragazzo che frequenta matematica con me.
Ecco il diario bellissimo.
Con me c'era A., una simpaticissima e bellissima e australianissima (?) ragazza. La quale è una delle più stimate a scuola perché sembra avere la media più alta di tutta la storia della Turramurra High School ed è davvero gentile. Come indicato dal preside mi ha fatto da Cicerone per la scuola, ma ad essere sincera non ho capito niente di quello che mi ha detto. Ma assolutamente niente. Sorridevo e annuivo pensando che stesse solamente spiegandomi la struttura della scuola.  Ma sono certa, dalle facce che faceva, che mi stava riempendo di domande e io sorridevo e basta. Parlano davvero veloci gli australiani. Non tutti, ma la maggior parte.
Le materie che ho scelto sono: Matematica, Inglese,  Drama, Fotografia, Scienze umane (psicologia, sociologia), Teologia (giuro che è più interessante di quanto sembri) e Chimica. Si può scegliere il livello delle materie e ho scelto i livelli più alti in tutte. La mia prima lezione è stata quella di matematica, e appena ho visto solo cinesi entrare ho capito: era troppo difficile. Infatti dopo che l'insegnante ha scritto il primo logaritmo alla lavagna e parlato di limiti, mi sono alzata in piedi e sono uscita, dicendo di aver accidentalmente sbagliato aula. Quindi sono andata nel livello inferiore ed è decisamente più fattibile. Per fortuna è una prassi che uno studente cambi materia se questa non gli convince, quindi ho subito detto al preside che avevo intenzione di cambiarla. Ho avuto Scienze Umane nel secondo periodo, la quale insegnante ci ha già assegnato un tema per casa e non so come lo farò, dato che sono obbligatori termini specifici che a malapena so in italiano.
Fotografia è stata bella. La cosa strana dell'Australia che ho notato è che tutto costa tantissimo, tranne le cose inerenti alla tecnologia. Infatti ci sono tre aule computer con una trentina di Mac per ogni classe. E nella mia di fotografia c'erano 20 macchine fotografiche professionali e abbiamo girato per la scuola a fare foto a tutti, perché, avendo un'ora alla settimana, si alternano i giorni di pratica e teoria.
L'unliforme della scuola.
Lacampanella ha un suono diverso, non riuscirei a descriverlo ma sono tipo tre tocchi(?) di basso. E gli orari sono stranissimi. Ad esempio la pausa pranzo è dalle 13:02 alle 13:42.
Gli orari delle classi.
Comunque come primo giorno è stato bello. La cosa più strana comunque è la pausa pranzo: non ci sono tavoli, la gente gira per la scuola a gruppetti: i secchioni, i cafoni, le fighette..ma sono classificazioni pressoché generalizzate, perchè ogni gruppo accetterebbe chiunque: io ho fatto un giro con il gruppo delle "fighette" tutte truccate benissimo, altissime, magrissime ma più simpatiche di quanto sembrino. Comunque, quasi nessuno ha un pranzo vero e proprio: tendono più a fare una merenda sostanziosa dopo scuola.
Ho già scritto troppo, avrò annoiato di sicuro.
Ora sono in camera con E.e K. sorella e mamma, che stanno ordinando da un sito la pizza per sta sera: io ho preso una margherita e costa $16.70. Sono sconvolta. Poi farà sicuramente schifo.
Ci sentiamo.
Una, sempre più felice e tranquilla,
Alice.





1 feb 2017

42 ore

Sono le 18:32 e sono più di 5 ore che sono in aereo. In realtà non sono proprio sicura dell’orario, ma il tempo passato volando non è sbagliato. E’ la prima volta che viaggio per così a lungo in aereo. 
Ho salutato tutti i miei amici più cari in questi ultimi giorni, è stato strano (nessuna accezione negativa nel termine). Le ultime persone che ho visto sono state i miei genitori e mio fratello in aeroporto. E’ stata dura ma non ho pianto, mi ero promessa di non farlo. 

Sono in un gruppo di circa 15 ragazze. (In realtà, fermo restando a cosa dice la grammatica italiana, dato che è presente anche un ragazzo, dovrei dire ‘“ragazzi”, ma viva le donne). 
Appena saliti sull’aereo c’erano delle cabine, non dei posti..con poltrone pieghevoli, lavandino, specchio, televisione, finestrino enorme. Ho letto “40 H” e mi sono seduta felice del viaggio che mi sarebbe aspettato nel lusso più incredibile. Dopo circa un secondo e mezzo un’hostess bellissima giapponese, vestita tutta a fiori mi dice cortesemente di alzarmi perchè ero nella prima classe e non era il posto che mi aspettava. Io sono diventata paonazza e sono andata avanti. Pensavo che l’aereo fosse finito invece continuava per almeno altri due corridoi. Poi arrivo nel corridoio dell’aereo dove riconosco la classe che mi aspetta: poltrone appiccicate, schermo minuscolo e un finestrino che neanche con il binocolo si vede.  Sono l’unica del gruppo a non avere nessuno di fianco. C’è solo una signora dalla parte del finestrino. Pochi minuti fa mi sono allargata, dato che il posto in mezzo è vuoto e volevo riposare, lei mi ha guardata malissimo e ha detto che ha comprato entrambi i posti per stare più larga. Io le ho fatto uno dei sorrisi più falsi che abbia mai sfoggiato dalle mie labbra, mi sono spostata, ho preso il computer e ho iniziato a scrivere. Dall’accento che ha penso sia americana, non che importi qualcosa. 

Ogni mezz’ora passano le hostess ad offrirci bicchieri di succo o acqua. Sono molto gentili, e anche molto belle. Ma questo penso di averlo già detto. 
Per pranzo ho preso delle lasagne, e onestamente non erano neanche male..non come quelle bolognesi ovviamente, ma le ho mangiate volentieri. 
Questo aereo è enorme. E i posti sono minuscoli. Devo alzarmi ogni mezz’ora altrimenti addio schiena. 

La lasagna del pranzo. Giuro è più buona di quanto sembra.


Questa è la colazione che ci hanno dato in aereo.




Ore 21:08 e tutto va bene, o circa. Ho appena finito di vedere il terzo film della giornata e ho gli occhi che non stanno più nelle orbite. Tra poco dovremmo arrivare.
Non so che orario usare, ma facciamo che non lo uso più perchè mi confondo e basta.

Ora sono a Singapore, nell'aeroporto. Mi aspettano 15 ore di attesa per il prossimo volo. Abbiamo prenotato il tour con il bus in giro per la città, sarà bello.
Singapore.

Sono passate 13 ore e non ce la faccio proprio più. Il tour a Singapore è stato bellissimo. Fino a quando non scendevamo dal bus: c'erano almeno 45 gradi e un'umidità che la metà basta. Così sono scesa una volta nel centro centro e poi le altre volte sono rimasta in bus con l'aria condizionata.
Singapore.

Ad un certo punto ci siamo addormentati tutti per terra in aeroporto dato che non c'erano le poltrone, la scena non era una delle migliori. Ma la cosa divertente è che ci siamo alzati 20 minuti prima della chiusura del gate che era dall'altra parte dell'aeroporto (abbiamo preso il treno per raggiungerlo). Forse divertente no, ma carino. Adrenalina a mille.

Sono in aereo per Sydney! Finalmente l'ultimo volo..durerà "solo" 10 ore questa volta. Ne è passata solo una per ora, ma penso che adesso dormirò..così non sarò tanto rincoglionita all'arrivo.

Sono sdraiata sul letto di camera mia a Normanhurst, ad una 20ina di minuti dal centro di Sydney. E mentre J., il fratello, suona al piano uno dei miei pezzi preferiti io scrivo. Oggi ho fatto un giro con la mia mamma ospitante e la sorella (sono venute loro a prendermi in aeroporto), mi sono comprata la sim e ho conosciuto i nonni. Hanno una casa bellissima. E un cane stupendo, uguale a quello che avevo io. Ora riposo un po'. Non dormo da 42 ore. 
Una bellissima farfalla nel parco delle farfalle all'aeroporto di Singapore.
Bella l'Australia, comunque. E' tutto diverso, guidano diverso, parlano diversamente (ovviamente), si comportano diversamente. Faccio fatica a capire ogni cosa che dicono, ma ce la farò. Andrà tutto bene.