Due giorni fa ho chiesto di scrivermi qualche pensiero legato a questi giorni surreali di quarantena e isolamento dal resto del mondo.
Non vado oltre con la descrizione e intanto ringrazio tutti per avermi scritto, vi lascio leggere!
La prima cosa che farò penso è la ceretta.
-Anonimo
All'inizio c'era questa cosa della "novità" che tutti si sentivano gasati e contenti di essere in quarantena perché erano tutti come i bimbi con il gioco nuovo. Poi col tempo tutti si sono dati una calmata e si è iniziato a capire che le cose o le si affronta insieme o diventano estremamente pesanti. Quando si è lontani le attenzioni vanno triplicate e soprattutto non si deve fare (cosa che tutti fanno) l'elenco della spesa di che cosa facciamo noi all'altro. Ogni cosa va posta come se si volesse condividere qualcosa e non solo "io faccio" "io guardo" "io ho fatto" "io mi metto a fare" perché alla lunga l'altro si rompe.
Stare un po' lontano comunque serve anche tanto a far capire a chi di queste cose non ne ha la minima idea, di cosa significhi e vedrai che, come dice lui, una volta finito tutto sarà ancora più bello ricominciare da capo, con un po' di imbarazzo, un po' di amarezza per il tempo perso ma tanta tanta voglia di recuperare!
-Andrea
...... Mi manchi tu, passante distratto che, senza volerlo, mi sfiori la mano.....
-Paola
Questo periodo ci cambierà…per me sento già che sarà così.
Io per esempio ho sempre odiato i luoghi troppo affollati. Quando vivevo a Roma odiavo la metro all’ora di punta, già uscendo di casa sentivo la tensione addosso perché sapevo che mi sarei dovuta infilare a pressione nell’ultimo spazio rimasto davanti le porte. Quando vado ad un concerto scelgo sempre i posti assegnati, sotto il palco in mezzo ai fan impazziti non è mai stato il mio posto preferito. Non amo andare a ballare di inverno nelle discoteche claustrofobiche, non amo le spiagge molto affollate, non amo andare a fare shopping nel weekend.
Per carattere ho sempre preferito luoghi, situazioni che trasmettono serenità sopratutto perché preferisco avere il controllo di quello che ho intorno.
In questi giorni invece in cui siamo tutti costretti a stare lontano, non faccio altro che immaginarmi in una piazza piena di gente. C’è chi ride, chi canta, chi si abbraccia, chi balla, chi urla, chi bacia. Potrebbe anche non essere una piazza ma un prato o una spiaggia la cosa importante è che sia un grande spazio aperto e che si veda il cielo.
La gente è entusiasta, non c’è nessuno che si lamenta per la giornata stressante che ha avuto o che fa polemica, tutti sono felici. E c’è come un pensiero comune che li unisce, un desiderio semplice e banale cioè godersi quella serata sotto quel cielo insieme a tutte quelle persone.
Quando tutto questo finirà piano piano torneremo (io per prima) a goderci le cose banali e semplici che abbia sempre dato per scontato, impareremo ad apprezzare e a vivere ogni istante di serenità come un dono, quando tutto finirà torneremo a stare vicini gli uni agli altri ed anzi sono sicura lo staremo ancora di più.
Bene ho riletto quello che ho scritto…è ufficiale sto impazzendo.
-Anonimo
Mi manca Bologna, viverla
-Alice
L’abbraccio del mio migliore amico
L’odore del rosmarino
La vista dell’Etna
La tranquillità del panettiere
Le urla dei miei allievi
Il tuo papà
Tutti gli amori lontani
Mi mancate tutti e mi manco anche io.
-L.
A me manca il gelato della Vecchia Stalla più di tutto al mondo
-Giulia
“Anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza”
-Anonimo, citazione di Seneca
Mi manca pure chi schifo.
13esimo giorno senza alcun contatto fisico con essere vivente, a parte le piante che non sono mai state così bene.
-Sasha
C’è una probabilità minima che tu legga, ma forse è per questo che scrivo queste parole. Sono innamorato di te da mesi e tu lo sai, lo nascondi ma lo sai. Non sono mai stato bene con una persona come sto con te. Ci baciamo, usciamo, ci teniamo la mano, ma a quanto pare non è abbastanza per parlare di un “noi”. Questi giorni a casa mi fanno pensare tantissimo, più del solito. Forse devo solo lasciarti andare, anche se so che non me lo lasceresti fare, sei una cazzo di stronza ma ti amo comunque.
-Anonimo
Penso che sia un buon momento per ritrovare il piacere della lettura che, durante la nostra quotidianità frenetica, viene spesso messa in secondo piano. Non importa che genere sia, che autore, basta che ci faccia distaccare da social e tecnologia in generale, fin troppo presenti nella nostra vita “normale.
-Giacomo
A me sinceramente manca scopare.
-Anonimo
Questa quarantena mi fa pensare sempre di più a lui, prima della quarantena anche. Sono due anni che non ci parliamo e non ci vediamo, mi manchi e in questi giorni ancora di più.
-Martina