Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

21 mar 2017

Australia VS Italia

Ed eccomi qui, dopo due mesi dal mio arrivo in Australia a fare il solito post noioso sulle differenze culturali (e non). Beh, tanto noioso forse non è per le persone a cui interessa (ma che cosa ovvia ho appena detto).
Comunque, smetto subito di fare la logorroica ed inizio. Le differenze sono tante, non sono in ordine di importanza e sicuramente me ne dimenticherò qualcuna, ma spero che qualcuno sia interessato. Io lo sarei se fossi in voi ;).

- Guidano a sinistra, quindi hanno il volante a destra. (Io ancora non ci sono abituata e quando attraverso la strada rischio di morire circa 27 volte al giorno. Inoltre, me ne scordo sempre quando sono sulle scale mobili, perché sto a destra e la gente mi insulta perché va di fretta e non può superarmi.)
- Iniziano a guidare a 16 anni. Eh, no. Non è così semplice. Puoi iniziare a guidare a 16 anni, con una persona patentata da più di dieci anni seduta al tuo fianco. Dopo aver guidato per almeno 120 ore, hai la patente e puoi guidare da solo. Sì, da solo. Perché non puoi caricare nessuno per un anno. Dopo un anno di solitudine puoi caricare solo due persone per un altro anno. Dopodiché puoi caricare chi vuoi ma solamente prima delle undici di sera. Dopo sei mesi puoi guidare con chi vuoi e quando vuoi. Ma a quel punto non ti interesserà più perché avrai 64 anni e a 65 non puoi nemmeno pensare di toccare un volante
- Non hanno una loro cucina tipica, quindi dovunque tu giri ci sono ristoranti di ogni tipo. (Vietnamese, Messicano, Giapponese, Cinese, Italiano (ahimè) e chi più ne ha più ne metta).
- Non vanno a scuola il Sabato
- A scuola puoi scegliere le materie da seguire, con d'obbligo solo inglese e (in alcune scuole) matematica
- Puoi iniziare a lavorare a 14 anni, qui tutti i ragazzi della mia età già lavorano perché i genitori non li mantengono
- L'Australia non ha storia. In Italia te ne accorgi subito che c'è, basta guardarsi intorno
- A scuola non hanno libri, fanno tutto al computer
- In tutte le scuole c'è l'obbligo dell'uniforme, ed è una cosa a cui tengono un sacco. Ci sono molte scuole cattoliche maschili e femminili
- L'igiene è nettamente bassa. Che sia personale, nelle case, nei ristoranti, luoghi pubblici. La gente non si lava e non lava
- Gli Australiani sono estremamente salutisti, non vedi nessuno fumare o bere in giro. Quelli che lo fanno, sono solitamente sono molto ricchi perché i prezzi sono appositamente altissimi
- Le persone sono molto carine ed educate con tutti
- I servizi pubblici sono abbastanza efficienti, non ho mai avuto problemi con ritardi di bus o treni
- La vita notturna è scarsa. Alle cinque di pomeriggio  tutti i negozi sono chiusi e alle 10:30 tutti i locali. Dopo le 11 non vedi nessuno girare
- Le stagioni sono invertite, quindi ora che lì è primavera qui è autunno (anche se non si direbbe, dato che ci sono 30 gradi)
- Per salutarsi, noi si danno uno o due baci sulla guancia, qua si abbracciano. Considerano i baci sulla guancia come mancanza di rispetto. Bella figura quando sono arrivata qui che ho sbaciucchiato (iperbole) la mia host mum
- La gente non incrocia le gambe quando si siede
- Non sono religiosi, nessuno va a messa, non sanno neanche cosa sia
- A Sydney ci sono più cinesi che Australiani (iperbole)
- Se in Italia pensate che la gente sia dipendente da social network, qua lo sono il doppio: vivono letteralmente su Snapchat, Facebook e Instagram. La scuola ha un account di Snapchat e dico solo questo
- Ci sono troppi animali, ogni giorno scopro una nuova specie di ragni
- Hanno il ballo a scuola
- Finiscono il liceo a 17 anni
- Non pagano mai con i contanti, hanno tutti una carta di credito e un conto in banca
- Se vuoi entrare in un posto dove vendono anche solo una birra non puoi se non hai 18 anni


Potrei dire altre mille cose ma ora devo rimettermi a studiare, ho trovato solo questa mezz'ora libera per scrivere un post. Scusate non aggiorno da quasi un mese.
Spero che le differenze che ho elencato siano state di vostro interesse.

Ora, ovviamente, metterò qualche foto a caso.
Alla prossima.
Foto scattata dal Ponte di Sydney alle 19:31


Un ragnetto fuori casa mia
La serata più bella della mia vita: il concerto di Adele; ANZ Stadium

Un bellissimo e dolcissimo Koala
Due canguri che riposavano prima che io li svegliassi iniziando a ridere senza motivo

9 mar 2017

Fotografa del mese

Chiedo scusa se mi seguite nei miei social network, perché ho già menzionato in tutti quello che sto per scrivere. Ma mi sembra una cosa così impossibile, quindi vi chiedo ancora scusa se lo ripeto qui.
Ho vinto il concorso di fotografia della scuola. Il tema era il tempo, e ho voluto partecipare con uno scatto che ho fatto a Napoli quest'inverno. Avevo da poco ricevuto la macchina fotografica ed era solamente un esperimento che ho voluto fare con un tempo di esposizione molto lungo. Non ho nemmeno usato un cavalletto, ed è per questo che ho ottenuto un effetto di grande movimento. Volevo eliminare la foto, non so perché l'ho tenuta. In realtà non so neanche cosa abbia a che fare con il tempo ma in un certo senso me lo ricordava e a quanto pare anche ai giudici del concorso, perché mi hanno votata. Ma veniamo alla parte divertente. Io ero completamente ignara di aver vinto, fino a che, durante l'assemblea della scuola il preside mostra la mia foto in uno schermo enorme davanti a tutti gli studenti. Io all'inizio non capivo, mi ero detta "oddio quella foto è così simile a quella che ho fatto io". Non ha saputo pronunciare il mio nome né tantomeno il mio cognome, quindi ero rimasta seduta tranquillamente al mio posto, fino a che una mia amica mi urla che avevo vinto e che dovevo salire sul palco a ritirare l'attestato. Così, dopo più di due minuti che continuavano a chiamare il mio nome, sono salita, ho stretto la mano al preside e ho ritirato il foglio. Sono sicura al 100% che la mia faccia fosse di un colore rosso acceso in quel momento. Come se non bastasse ero seduta in fondo, quindi sono dovuta passare davanti a tutti. All'inizio correndo, poi mi sono ricordata di avere la gonna e ho camminato. Il più velocemente possibile. 
Momenti di imbarazzo, ma sono molto felice. 
Ecco la foto con cui ho vinto

Il maledetto foglio che ho dovuto prendere
L'estate, purtroppo, se ne sta andando. La temperatura però è praticamente perfetta: c'è fresco, ma non troppo. Tutti però vengono a scuola con il piumino e sciarpa, mentre io sono tranquilla con la camicia dell'uniforme. Non sono abituati a queste temperature così basse (parliamo di 25 gradi, eh) infatti mi guardano male tutto il tempo.

Ormai è quasi un mese e mezzo che sono qui, il tempo sta passando davvero tanto in fretta, ma sono felice perché mi sto godendo ogni singolo momento. Ho imparato in realtà da poche settimane a godermi ogni attimo. E, a te futuro exchange student che stai leggendo, quando impari a farlo, amico mio, sei sulla buona strada. 

Qualche giorno fa, con la mia famiglia ospitante, siamo andati in un posto bellissimo. In un momento sbagliato però. Eravamo in montagna ma c'era tantissima nebbia, purtroppo. Quindi la vista non era delle migliori. Ma ho comunque voluto fare qualche foto. 

Foggy
La scuola e il lavoro da fare si stanno facendo sentire e già non ne posso più. Sono venuta qua con l'idea che non avrei studiato niente di niente, invece mi sbagliavo. Certo, niente paragonabile all'Italia, ma comunque è difficile. La lingua sento che sta migliorando molto: ovviamente mi ritrovo a doverla parlare tutto il giorno tutti i giorni, quindi sono automatici i miglioramenti. 
Non parliamo del cibo italiano che mi manca tantissimo! Ieri ho cucinato pasta alla carbonara e tiramisù, mi sentivo a casa!
Three Sisters, Blue Mountains

Io e J., in montagna. Non ride mai :(
Anche se sto scrivendo praticamente la lista delle cose che faccio, non mi sarei mai immaginata che il blog prendesse una piega così emotiva, quasi parallela alla mia esperienza. 
Perché scrivendo, come ho già detto, non metto nessun filtro.
Ma per la prima volta nella vita, sento di non riuscire a verbalizzare del tutto il moto che c'è nella mia testa. Ho tantissime cose da dire, ma quelle "nitide" sono poche e talvolta le mischio con dei momenti sbiaditi, rendendo il tutto confusionario. Quasi come la frase che ho appena scritto. 
Ho molti pensieri in testa ed è difficile saperli classificare e sistemarli in ordine dal più importante al meno. Ma ce la farò.

Sto letteralmente vomitando parole, chiedo scusa. 
Ab imo pectore.
Al prossimo aggiornamento.