Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

15 nov 2020

Il suicidio dei social

Ma hai visto il post di quella?
Oh ma la storia di quello stronzo?
Merda ma si sono lasciati ieri e lei già è a casa di un altro?
Non ci credo sua mamma ha commentato il post.
Che sfigato, ha messo la nostra canzone sulle storie, vuole che gli risponda.
In che senso non ti guarda più le storie?
Bloccala.
Bloccalo.
Commenta così lei si ingelosisce e tu marchi il territorio.
Ma quanto sta male con quei capelli?
Ma nel 2020 c'è ancora qualcuno con il profilo privato?
Seguilo con il fake!
Bloccala.
Bloccalo.
Ma perché mi ha unfollowato?
Che commento ti ha scritto? 
Non ci credo, ha commentato di nuovo.
Bloccala.
Bloccalo.
Oddio ma è una frecciatina palese.
Hai quasi 30 anni e ancora fai frecciatine?
Fatti una vita.

I social sono il suicidio delle nostre personalità, della nostra autenticità, della nostra privacy. Io li odio, ma ne sono dipendente. Un ossimoro. Non so neanche a cosa paragonarla questa dicotomia incoerente. Se si odia qualcosa, perchè farla? Sono dipendente dalla nicotina, dalla musica, dai concerti, dagli abbracci, dalle litigate. E non odio niente di questo. 
I social li odio. E non posso farne a meno.
Mentre scrivo questo, nella mia testa già penso che quando pubblicherò questo post, la prima cosa che farò sarà aggiornare lo stato su Facebook e le storie di Instagram.
Certo, ci sono quelli che lo usano come passatempo e che se stanno senza per un mese stanno bene uguale. 
Che poi, siete la rovina, voi non social. Come pensate che riusciamo a stalkerarvi? 
Ma il peggio sono quelli non social e che HANNO ANCHE AMICI NON SOCIAL. 
Vi odio. 
Un po' di tempo fa ho deciso di disattivare tutti i miei profili di social network. 
Due settimane. 
I primi due giorni sono stata male, ma avevo proprio tachicardia e ansia. 
Poi, dal terzo giorno è andata normale. Non ne sentivo la mancanza. 
Quando uscivo con gli amici chiedevo "che hai fatto oggi?" e non "ho visto le tue storie, come è andata a Firenze?".

Togli l'ultima foto che hai messo, sei venuta male.
Fai una storia e taggami, così la riposto.
Fb mi ha bannato per una settimana, non capisco perchè, alla fine non commento cose cattive.
IG mi ha bannato. 
Seriamente mi hai bloccato? Ma quanti anni hai?
In tendenza su Twitter c'è Trump, ora faccio una storia.
Non so cosa sia Charlie Hebdo, ma metto la storia, lo fanno tutti. 
Sei una puttana, lui ti mette like.
Sei uno stronzo, che cazzo le metti like.
Devo cambiare il nome del fake, mi ha scoperta.
Che sfigata lei lì che mette le foto mentre legge un libro, il massimo che avrà letto è la prima di copertina.
Mi ha tolto dagli amici su facebook.
Mi ha bloccato su whatsapp.
Ora gli faccio una frecciatina così capisce che non me ne frega un cazzo.
Mi ha bloccata.
Che stronza, se vuoi la seguo io e ti mando le cose che posta.

Inizio sempre di più a pensare di essere nata nell'epoca sbagliata. E' una frase fatta (più fatta di Wiz Khalifa), ma è così. Certo, non vorrei aver vissuto nel '42 come disse la mia omonima a Miss Italia. 
Che ipocrita che sono. E' così però. Ogni qualvolta che provo a dire di non essere fan di questi anni, mi si fanno presenti cose circa "sii riconoscente di vivere in questo periodo, pensa ai diritti delle donne 50 anni fa!". E' giusto, molto giusto. 
Vorrei comunque aver vissuto anni fa. Senza internet. Senza cellulari. Solo il telefono di casa e "salve signora, sono Alice, posso parlare con sua figlia?". Che poi, l'annata dei 99 come me e annate vicine, ha vissuto la transizione dei new media. Alle medie quasi nessuno aveva il telefono, se ce l'avevi e per sbaglio aprivi internet sul tuo LG, bestemmiavi perchè avevi appena perso tre euro. Facevamo tariffe apposta, compatibili con quelli dello stesso operatore così avevamo 100 messaggi gratis e 1000 minuti di chiamate. Lo squillo per dire "ti penso, ma non ho minuti per parlare con te".
Poi all'inizio delle superiori BOOM whatsapp. E lì sono iniziate le ansie. L'ultimo accesso, lo stato, il gruppo in cui non ti avevano inserito, le spunte blu. 
Ma il peggio rimane Instagram. Io l'ho scaricato tardissimo, stavo solo su twitter (che, rimane, a mio parere il social network migliore), ma poi è toccato anche a me, dai ce l'avevano tutti. Che fai? Non te lo scarichi?
Io poi ho vissuto diverse fasi, all'inizio pubblicavo solo foto prese da internet, foto degli one direction e green day, frasi di John Green e video del giardino di casa mia. 
Poi è iniziata l'epoca dei selfie, dei filtri di snapchat. Madonna quel filtro del cane, CRINGE. 
E quindi ho iniziato a pubblicare foto di me, video mentre facevo ginnastica, le foto degli one direction continuavano e sono piaciuta. I followers arrivavano, i commenti, i likes. 
Non mi sono mai piaciuta, non mi piaccio neanche ora ma mi sembrava che più mi piace avessi, più fossi bella. Più commenti avessi, più fossi amata dalle persone. 
E poi il presente. Dei followers ora non me frega niente, ai like ci guardo, ma giusto per capire cosa piace di più alla gente. Ora uso instagram senza filtri, dico tutto quello che penso, e perdo in media 20 followers al giorno, il mio sarcasmo e ironia non sono roba per tutti, I guess. Ma meglio così. 
Non uso Instgram per far vedere il posto dove sono stata,  i nuovi pantaloni, gli amici che ho. 
Uso Instagram perchè mi piace l'idea di divertire le persone, e ogni tanto faccio anche la figa che se la tira. Insomma segui una, prendi due con me.

Ma vez, quel video è esagerato.
Che cringe che sei.
Sei imbarazzante.
Ti prego, non dirmi che è un capezzolo quello nell'ultima foto.
Sei una troia.
Bloccala.
Bloccalo.
Toglilo dai tuoi amici. 
Almeno bloccagli i commenti, è imbarazzante.
Fai schifo.
Che musica orrenda che mette nelle storie.
Fa tanto quella polemica sul covid, poi si vede con 10 persone insieme. 
Le chiedi dove ha comprato quel top? A me ha bloccato le storie non posso chiederglielo.

Pirandello disse qualcosa sulle maschere, non mi ricordo la frase esatta e non mi va di cercarla online. 
Era qualcosa tipo "Nel corso della tua vita incontrerai più maschere che volti". 
Bro, fossi qua ti offreirei una sigaretta e ti stringerei la mano (ndr: Svevo tranquillo, sempre e comunque U.S. per noi e Zeno).
Ma quanto è vero quello che ha detto Gigi Luigi Luigetto? E all'epoca neanche c'erano i social. Figurarsi ora cosa direbbe. Facciamo che lo dico io facendo finta di essere lui. Metto proprio le virgolette.

" Siete imbarazzanti e fate schifo. Vivete in funzione dei social. In funzione di farvi vedere felici della vita, o a ostentare la vostra depressione elemosinando attenzioni dai followers che rispondono alla storia "amo mi dispiace, io ci sono per te", quando poi non c'è mai nessuno per voi, perchè a nessuno frega della vostra salute mentale.
Blocca utente.
Siete imbarazzanti perchè "fammi la storia dai, no rifalla, faccio finta di parlare e ridere". 
Unfollowa.
Siete imbarazzanti perchè non riuscite a passare una cazzo di mezz'ora il giorno dell'anniversario col moroso senza mettere la foto "365 di noi", "un anno che ti sopporto".  Quasi come per far invidia a tutti, ma senti amore tienitelo pure stretto il moroso, tanto uno che ascolta musica house può piacere solo a te.
Muta le storie. 
Siete imbarazzanti, perché ancora prima di fare una cosa pensate al filtro da usare e all'orario in cui pubblicare il video cosicché le pecore che vi seguono la vedono nella home e commentano "sei bellissima, ti amo". 
Ti amo un corno.
Siete imbarazzanti, siamo imbarazzanti. 
E lo siamo tutti. Non venitemi a raccontare che voi che non postate nulla siete migliori. Siete il peggio di tutti. 
Siete dei cazzo di fantastmi, fantasmi che fanno cose e che sono i primi a fare i bambini capricciosi che nascondono le storie, bloccano, chiedono agli amici di guardarti il profilo, perchè non sia mai lo facciate voi, no?
Ma bloccatemi la vita reale, idioti.

Internet è un ladro, ci ha rubato tanto. 
Ci ha rubato l'autenticità, la mera essenza di noi stessi.
Ma soprattutto questo stronzo ci ha fottuto prendendosi la semplicità, nutrendoci di apparente complessità, che se scavata un minimo finisce per essere solo del marcio.  "

Cit. Luigi Pirandello.

P.s. fammi uno squillo per dirmi che mi pensi, non mi rompere i coglioni su Instagram, fermami per strada, dimmi che sono carina, dimmi che il libro che ho tra le mani l'hai letto e non ti è piaciuto, chiedimi un confronto. Ma per l'amore del cielo, non mi rispondere alla storia con la reazione del fuoco. 

P.p.s. "I social hanno fatto anche cose buone". Semicit.






















28 ott 2020

Ma quanto può essere difficile la vita?

Ma quanto può essere difficile la vita? 
Che merda di inizio per un post. 
Non scrivo da mesi. Non solo non aggiorno il blog. Proprio non scrivo.
Sono anni che non mi succede di non aprire le note del telefono per scrivere una poesia, una frase, un pensiero per così tanto tempo. Ho sempre avuto voglia di rendere tangibili i miei pensieri immediatamente, a volte scrivevo su un tovagliolo per non dimenticarmi quello che volevo dire. 
Ora invece non so da quanti mesi non scrivo niente, non mi ricordo neanche più come si fa. 
Potrebbe essere una cosa positiva: sono solita a scrivere quando sono triste, quando non posso tenere solo nella mia testa qualcosa e ho bisogno di vomitarla sulla tastiera. Magari sono stata felice ultimamente.
Potrebbe essere anche una cosa negativa: sto così male che neanche l'impugnare una penna per scrivere mi salva. Magari sono stata una merda ultimamente.

Ma quanto può essere difficile la vita?

Billie Eilish in un'intervista disse "Don't post everything you think" e poi lo ripetè "DON'T POST EVERYTHING YOU THINK". 
Non postare tutto quello che pensi. 
Il che ha senso. Ma tanto, chi cazzo se ne frega di quello che penso? O meglio, anche se lo scrivo nero su bianco chi cazzo è che mi capisce? 
Se si condivide qualcosa di felice le persone ti invidiano, sminuiscono le tue belle sensazioni. 
Se invece scrivi qualcosa di triste, dici che sei triste, diventi la vittima, diventi il "poverina, sta male". 
Sì, sto male brutt* coglion* che cazzo te ne frega? 
Sì, sto bene brutt* coglion* che cazzo te ne frega?
Quante parolacce. 

"Non postare tutto quello che pensi", come se poi la lettura non sia a libera interpretazione. Posso scrivere quello che voglio, ma essere letta come un'altra cosa. 
Percezioni, viviamo di percezioni. 
Percepite quel cazzo che volete percepire, razza di percepitori. 
Per esempio, ora potrei scrivere che c'è un pensiero che naviga nella mia testa e che mi rovina le giornate, è dipendente di queste e ne scaturisce tristezza. 
Tu che leggi magari hai la coda di paglia e pensi che sia tu questo pensiero, lo percepisci. 
Invece io sto pensando a quanto Harry Styles mi abbia travolto la vita e mi rende triste il pensiero di non vederlo mai più nella mia vita.
Che manie di protagonismo che hai, tranquill* tu non c'entri. 
Ma sti asterischi poi, li ho scoperti da poco e ora li uso troppo, scusa car*. Lol, qui l'ho fatto apposta. 
"Non postare tutto quello che pensi" e io invece lo faccio, lo faccio da sempre. 
Soprattutto con le storie su Instagram. Anche solo quando condivido una canzone, cazzo mi apro di brutto quando parlo di musica. La musica è la mia migliore amica. Ci sono degli\delle stronz* che neanche sanno della mia esistenza che hanno scritto canzoni su di me. Razza di stronz*. Io ci piango le notti per colpa vostra. Vi chiederò i copyright.
Su Instagram io non ho filtri, parlo delle cose che mi succedono, di quelle belle e di quelle brutte, parlo sempre. Poi un bel giorno neanche mi bastava più e ho aperto un profilo dove sono totalmente nuda e pubblico le mie poesie. Solamente quelle pubblicabili, perchè in alcune scrivo proprio i nomi delle persone e il numero di nei che hanno e ho una reputazione da mantenere. 
Quindi sì, pubblico quello che penso, scusa Billie. 

Ma quanto può essere difficile la vita?

Anzi, i vent'anni. 
C'è quella canzone che fa "che schifo avere vent'anni, però quant'è bello avere paura". 
E' bello avere paura? Davvero? 
Forse sì, bello come un dito in culo. 
Non è per dire, è bello anche un dito in culo. 
Credo che la paura sia l'emozione più bella.
Dai, la tachicardia, la sudorazione, l'improvviso attaccamento a Dio che magari ti aiuta, e poi quello che viene successivamente, "ma perchè avevo paura, che idiota che sono", 
il non avere più tanta paura dopo.

No, ok. Mi sto prendendo in giro. 
L'amore è l'emozione più bella. Lo dicono tutti. 
Alla fine noi nasciamo per fare soldi e innamorarci. Viva il capitalismo e l'amore (sesso)!
L'amore è l'emozione più bella. Lo dice Tizia che è innamorata e amata. 
Grazie al cazzo, poi ti lascia e sputi sul piatto in cui hai mangiato.
Ma che cos'è l'amore?
L'amore so cosa è.  L'amore è tante cose. Ma non so cosa. 
Cristo Alice, sul pezzo, ti stai contraddicendo. 
Dico, so cosa sia, ma so cosa è per me. Magari per te è un'altra cosa. Magari tu ami e ti senti amat* diversamente da me. 
Per me l'amore è paura, rabbia, felicità, orgoglio, paura, voglia, sesso, occhi, mani, gesti, paura. 
Ho detto paura tre volte apposta. 
Ecco, torniamo alla paura. 
Fanculo, la paura è l'emozione più bella. 
Amare o essere amati? 
Io dico amare. Quanto è bello amare? Io amo tante persone, tante cose e tanti concetti. Tipo il concetto di antirazzismo. 
Ok, fuoriluogo. 
Amo tante persone, mia mamma, la mia amica, il mio amico e mio fratello. 
Ma non è amore, senza offesa.
Amore è con te che sei riuscito a farmi amare. Non c'è l'asterisco.
"Don't post everything you think".
L'amore per qualcuno si fonde con le nostre identità, ci avete mai pensato? 
Quando ami qualcuno hai più paura di perdere la persona, o di perdere parti di te? Secondo me più la seconda. 


Ma quanto può essere difficile la vita?

In un'intervista Billie disse "everyone is gonna die, and no one is gonna remember you, so fuck it". 
Sempre lei sì, e tra l'altro se non vado errata nella stessa intervista citata sopra. 
"Moriremo tutti, e nessuno si ricorderà di te, quindi fanculo".
Sì, fanculo. 
A volte ho l'impressione di essere circondata da persone di merda che non fanno altro che lamentarsi, di intristirsi, di dare potere a cose minuscole di cambiargli le giornate. 
Oddio, anche io faccio così. Ma c'è il detto "predico bene razzolo male".
Perchè diamo importanza a tutto? O meglio, perchè diamo il potere a tutto di distruggerci? 
Basta, reagite cazzo. Reagiamo. Siamo esseri minuscoli nel mondo, tutti. Tutti uguali e tutti insignificanti.
Insignificanti per l'andamento generale del mondo, non insignificanti in generale. 
Gerarchicamente parlando, noi siamo la punta della piramide. La cosa più importante, la cosa imprescindibile. Se quella persona non la senti amica, ti fa stare male, che cazzo stai aspettando vattene. Cosa aspetti? Di sprofondare nel briciolo di dignità che ti rimane? Dai.
Sei all'università e ti fa schifo? Ma chissene frega, lascia. 
Muori dalla voglia di dire a qualcuno quello che pensi su di lui? Bussa alla sua porta e diglielo. Magari metti un vischio prima così poi è costretto a baciarti.
Però non è facile, lo so. Pensa solo a quanto siamo minuscoli, e quanto tutti lo siano con noi. 
Reagisci. 

Ma quanto può essere difficile la vita?

Tanto. 
La risposta a questa domanda è: tanto.










24 mar 2020

I vostri pensieri

Due giorni fa ho chiesto di scrivermi qualche pensiero legato a questi giorni surreali di quarantena e isolamento dal resto del mondo.
Non vado oltre con la descrizione e intanto ringrazio tutti per avermi scritto, vi lascio leggere! 


La prima cosa che farò penso è la ceretta.
-Anonimo

All'inizio c'era questa cosa della "novità" che tutti si sentivano gasati e contenti di essere in quarantena perché erano tutti come i bimbi con il gioco nuovo. Poi col tempo tutti si sono dati una calmata e si è iniziato a capire che le cose o le si affronta insieme o diventano estremamente pesanti.  Quando si è lontani le attenzioni vanno triplicate e soprattutto non si deve fare (cosa che tutti fanno) l'elenco della spesa di che cosa facciamo noi all'altro. Ogni cosa va posta come se si volesse condividere qualcosa e non solo "io faccio" "io guardo" "io ho fatto" "io mi metto a fare" perché alla lunga l'altro si rompe. 
Stare un po' lontano comunque serve anche tanto a far capire a chi di queste cose non ne ha la minima idea, di cosa significhi e vedrai che, come dice lui, una volta finito tutto sarà ancora più bello ricominciare da capo, con un po' di imbarazzo, un po' di amarezza per il tempo perso ma tanta tanta voglia di recuperare!
-Andrea

...... Mi manchi tu, passante distratto che,  senza volerlo, mi sfiori la mano.....
-Paola

Questo periodo ci cambierà…per me sento già che sarà così. 
Io per esempio ho sempre odiato i luoghi troppo affollati. Quando vivevo a Roma odiavo la metro all’ora di punta, già uscendo di casa sentivo la tensione addosso perché sapevo che mi sarei dovuta infilare a pressione nell’ultimo spazio rimasto davanti le porte. Quando vado ad un concerto scelgo sempre i posti assegnati, sotto il palco in mezzo ai fan impazziti non è mai stato il mio posto preferito. Non amo andare a ballare di inverno nelle discoteche claustrofobiche, non amo le spiagge molto affollate, non amo andare a fare shopping nel weekend. 
Per carattere ho sempre preferito luoghi, situazioni che trasmettono serenità sopratutto perché preferisco avere il controllo di quello che ho intorno. 
In questi giorni invece in cui siamo tutti costretti a stare lontano, non faccio altro che immaginarmi in una piazza piena di gente. C’è chi ride, chi canta, chi si abbraccia, chi balla, chi urla, chi bacia. Potrebbe anche non essere una piazza ma un prato o una spiaggia la cosa importante è che sia un grande spazio aperto e che si veda il cielo. 
La gente è entusiasta, non c’è nessuno che si lamenta per la giornata stressante che ha avuto o che fa polemica, tutti sono felici. E c’è come un pensiero comune che li unisce, un desiderio semplice e banale cioè godersi quella serata sotto quel cielo insieme a tutte quelle persone.
Quando tutto questo finirà piano piano torneremo (io per prima) a goderci le cose banali e semplici che abbia sempre dato per scontato, impareremo ad apprezzare e a vivere ogni istante di serenità come un dono, quando tutto finirà torneremo a stare vicini gli uni agli altri ed anzi sono sicura lo staremo ancora di più.
Bene ho riletto quello che ho scritto…è ufficiale sto impazzendo.
-Anonimo

Mi manca Bologna, viverla 
-Alice

L’abbraccio del mio migliore amico
L’odore del rosmarino
La vista dell’Etna
La tranquillità del panettiere
Le urla dei miei allievi 
Il tuo papà 
Tutti gli amori lontani 
Mi mancate tutti e mi manco anche io.
-L.

A me manca il gelato della Vecchia Stalla più di tutto al mondo
-Giulia

“Anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza”
-Anonimo, citazione di Seneca

Mi manca pure chi schifo.
13esimo giorno senza alcun contatto fisico con essere vivente, a parte le piante che non sono mai state così bene.
-Sasha

C’è una probabilità minima che tu legga, ma forse è per questo che scrivo queste parole. Sono innamorato di te da mesi e tu lo sai, lo nascondi ma lo sai. Non sono mai stato bene con una persona come sto con te. Ci baciamo, usciamo, ci teniamo la mano, ma a quanto pare non è abbastanza per parlare di un “noi”. Questi giorni a casa mi fanno pensare tantissimo, più del solito. Forse devo solo lasciarti andare, anche se so che non me lo lasceresti fare, sei una cazzo di stronza ma ti amo comunque.
-Anonimo

Penso che sia un buon momento per ritrovare il piacere della lettura che, durante la nostra quotidianità frenetica, viene spesso messa in secondo piano. Non importa che genere sia, che autore, basta che ci faccia distaccare da social e tecnologia in generale, fin troppo presenti nella nostra vita “normale.
-Giacomo

A me sinceramente manca scopare.
-Anonimo

Questa quarantena mi fa pensare sempre di più a lui, prima della quarantena anche. Sono due anni che non ci parliamo e non ci vediamo, mi manchi e in questi giorni ancora di più.
-Martina

Da qualche parte nel cielo con Bob Marley, Bach e Lucio Dalla
da qualche parte del cielo tu ci proteggi 
da qualche parte del cielo…
e in ogni parte di me
-Laura 



17 mar 2020

Quarantena serale

Buon Lunedì.
No aspetta forse è Domenica. 
Sicuramente invece è Mercoledì.
Ah no, ho lezione di spagnolo è Venerdì.

Sembra Agosto, quando non hai la percezione del tempo e poco ti interessa. Ora però, siamo in una situazione leggermente diversa e un po' dovrebbe interessarci che giorno sia. Così, giusto per capire a quale lezione connetterci. 
Mancano 17 giorni alla fine della quarantena. Forse ne mancheranno ancora di più, siate pessimisti!
E' una situazione surreale, ancora non me ne capacito. Credo che sia una sensazione comune. 

I pensieri iniziano ad essere pesanti, a qualcuno dovrò pur gettarli addosso, e li getto a te, carissim*.
Io sono vicina a tutte le persone come me. Quelle che normalmente sono sempre fuori, che anche per la più stupida cosa escono. Le frasi che mi sento dire più spesso oltre a "hai rotto le palle con Harry Styles",  sono "ma sei sempre fuori, ma quanti amici hai, ma che sbatti hai". 
Ecco, ora se esco sono perseguibile dalla legge, quindi come dovrebbero fare tutti resto a casa. 
Resto a casa ad affogare nei miei pensieri. 
Spesso le persone impegnate lo sono per scelta. 
Io l'ho scelto qualche anno fa, quando non avevo più intenzione di pensare alle cose brutte. Perché, dai, non mentiamoci, più stai da solo, più pensi male. Un classico esempio è la sera, prima di addormentarti, che pensi a quel giorno in classe dove avresti potuto rispondere in un determinato modo ad una prof., e allora inizi a farti il discorso tra te e te mangiandoti le mani perché le avresti fatto il culo. Oppure pensi a come avresti potuto evitare di perdere un'amicizia così importante solo per orgoglio. E potrei continuare all'infinito. 
In questi giorni è come se fosse sempre sera per me. 
Ogni ora del giorno, è sera. Ogni ora del giorno penso a tante, troppe cose.
E' sera.
Preferirei pensare alle cose degli altri, parlare con gli altri, sentirmi vicina a loro e con la mia empatia sentirmi importante per qualcuno.
Ma non è possibile. In questi giorni ci sono io, io e basta. Ci sei tu, c'è lei, c'è lui. 

Odio trovare il lato positivo nelle cose, ma ora quasi mi sento obbligata. 
Stiamo passando più momenti con la nostra famiglia, valore che spesso ho sottovalutato, e sono sicura anche tutti voi.
Ora non mi metto ad elencare le cose belle e positive perché sarebbe noioso e poi odio le liste (positive a maggior ragione).
Soprattutto perché sono percezioni soggettive. Magari per te è positivo stare a casa, hai sempre fatto così anche i sabato sera di un periodo normale; e questa situazione non ti pesa.
Però, è un invito, pensa alle cose diverse che stai facendo.
Io mi sono messa a fare addominali e attività fisica tutti i giorni, cosa che non succedeva dal 2010 quando ero sicura di arrivare alle olimpiadi di ginnastica artistica e mi allenavo 24 ore su 24.
Ti invito, sì, ad abbandonarti nei tuoi pensieri come sto facendo io in questo momento; le mani che rincorrono i tasti del computer così velocemente, quasi per paura di perderli.

Tralasciando questo, pensate.
A cosa?
A niente, pensate e basta.
A qualsiasi cosa.
A tutto, a niente.
Alice.
(Scusate c'erano così tante A che ho scritto Alice).
Pensate, ascoltate musica, leggete.
Sembrano ordini, fate quello che volete, ma fatelo pensandoci.

Che poi oh, la vita. La vita che bella. La sua essenza, la sua mera esistenza. Detergiamoci la mente e delucidiamoci i pensieri in questi giorni. Non diamo niente per scontato, è l'errore più grande di tutti gli esseri umani.
Non diamo per scontato l'internet, ragazzi. Senza internet sì che saremmo impazziti più di quanto non lo siamo già. Pensate se non potessimo "scrollare" la home di Instagram, Facebook, Twitter. O senza le videochiamate su Houseparty!!
Non diamo per scontati i libri. Io non sono una che passa le ore a leggere, raramente mi appassionano i libri, preferisco scrivere e non sentirmi passiva. Però sicuramente molte persone ci trovano un bel rifugio, nei libri.
Non diamo per scontato nulla.

E' sera, tutto il giorno è sera e penso a me. Penso a cosa potrei fare per migliorarmi.
Penso al passato. Spesso ho bisogno di prove tangibili che sia effettivamente esistito. A volte i ricordi sembrano solo dei sogni irreali, incantesimi posti nel mio profondo inconscio.
Abbracciamo il passato, rendiamolo nostro, altrimenti il presente ci sembrerà pesante, o addirittura assente.

Ah, e comunque oggi è Martedì.
E' sera.