Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

10 apr 2017

Una piccola me

Scrivo per respirare? Davvero?
A quest'ora sarei morta.

Ciao a tutti, qua vi parla (scrive) un'Alice finalmente spensierata dalla scuola dato che oggi sono iniziate le vacanze di Pasqua. Due settimane di stop sono ciò di cui ho bisogno ora. Poi, tanto "stop" non sono dato che ho un sacco di compiti da fare, ma ci accontentiamo.

Mi dispiace per l'assenza lunghissima, ma volevo essere sicura dei miei sentimenti e pensieri prima di gettarli a capofitto su un foglio bianco.
Ora sono sicura? No.
Forse. Però ho tempo, quindi vomiterò parole.
E' la prima volta che inizio a scrivere senza avere nulla da dire. O meglio, ho da dire un sacco di cose ma non so da dove partire. Spero non venga fuori un casino.

Inizio con il parlare della scuola: ho fatto le verifiche di tutte le materie, ed è tutto diversissimo. Controllano tutto molto di più rispetto a quanto facciano in Italia. Bisogna lasciare gli zaini e i telefoni fuori dalla classe e per rispondere ad ogni domanda ci sono fogli diversi e inoltre bisogna scrivere con la matita. Almeno così funziona nella mia scuola, non so nelle altre.
Sono orgogliosa di me perché sono passata dal completare mini esercizi di grammatica al parlare in inglese tutti i giorni tutto il giorno e soprattutto a scrivere temi e a fare verifiche. Sono felice dei miglioramenti che sto facendo. Questa lingua serve tantissimo oggigiorno e io posso dire di saperla come l'italiano, o circa. Spero. Che tu abbia 12 anni, 20 o 57, fai corsi, viaggia, guarda film in inglese, fai in modo di impararlo un po'. Almeno le basi. E' un ordine. Scherzo. Forse.
Sono diventata inoltre fotografa ufficiale degli eventi sportivi e ciò vuol dire che tutti mi odiano perché mi salto un sacco di lezioni per poter fare le foto, modificarle e caricarle sul sito della scuola.

Ieri sera sono andata ad una festa di compleanno di una mia amica, faceva 16 anni e avrà speso 2000 dollari tra catering, fotografo, dj e soprattutto (cosa assurda!!1!1!) aveva comprato un filtro su Snapchat. La serata è stata carina, ma niente di eccezionale. Sono meglio i Regaz di Bolo per quanto riguarda l'organizzazione di serate ;). La festa è iniziata alle 6 e finita alle 10, ma metà degli invitati verso le 8 se ne sono andati dal gran che erano annoiati. Meglio, più torta per me.

Domani alle 6:30 di mattina parto con la mia host family e andiamo in campeggio in montagna. Qui le chiamano montagne ma sono collinette, sarà fighissimo comunque sono sicura. L'unica (enorme) pecca è che staremo senza bagno, elettricità, connessione per una settimana, aiuto.
L'estate se ne è definitivamente andata e io, da deficiente mi sono portata 15 costumi e neanche una felpa o cose calde. Quindi se venite in Australia in questo periodo mi raccomando portate cose calde!!!! Non tanto calde, perché ci sono comunque una ventina di gradi, ma la notte fa freschino. Ho come la sensazione che avrò freddo a dormire nella tenda con il mio pigiamino di cotone.

Io come sto? Sto bene, sono felice e ho finalmente trovato me stessa. Questa esperienza mi sta davvero aiutando a crescere.
Un consiglio? Certo. Cari futuri exchange student, non abbiate aspettative. Non immaginatevi di vivere un "sogno da film". Perché non sarà così. Troverete un sacco di differenze, le persone diverse, abitudini, paesaggi. Tutto diverso. Il mondo vi sembrerà grande, molto grande e voi così piccoli. Ma andrà tutto bene, bisogna prenderla solo per il meglio. Come sto facendo io. Ogni giorno che passa guardo l'Alice vecchia, che chiamava la mamma per un bottone rotto da ricucire e che ora ha imparato ad orientarsi in una città grande come Sydney.
Ci sono stati momenti difficili e sono sicura che ce ne saranno tanti altri ma non cambierei nulla. Anzi, silenziosamente dentro di me ringrazio ogni ostacolo, ogni difficoltà e ogni lacrima perché sono proprio loro che mi hanno aiutata a diventare ciò che sono diventata.
Cosa sono diventata?
Una ragazza che guarda tutti i giorni non più sognando
ma vivendo. 
Una me felice a Bondi Beach

Il cielo da casa mia

Io e Phoebe alla festa di compleanno