Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

5 apr 2018

Harry Styles mi ha fatto svenire

Non scrivo da così tanto sul blog che non so nemmeno come iniziare. Ma alla fine ho già scritto qualcosa quindi queste due righe le prendiamo come un'introduzione valida di essere definita tale.
Ieri sera sono stata al concerto di Harry Styles qui a Bologna, all'Unipol Arena. Per chi mi conosce almeno un pochino sa quanto io sia pazzamente, follemente, infinitamente innamorata di lui. 
Lo ero a tredici anni e lo sono ancora a diciotto, forse anche più di prima. 
Me ne vergogno un pochino a dire il vero, ma allo stesso tempo me ne frego totalmente e vivo la mia vita come meglio credo perché è così che voglio fare. Vorrei però non essere così fissata e ossessionata, perché il troppo stroppia e si sa..se non lo fossi stata così tanto sarei andata al concerto il giorno stesso, e avrei preso un biglietto a sedere.



Invece no, ma figuriamoci. 
Sono stata da Domenica sera fino al giorno del concerto (Mercoledì) accampata nel parcheggio fuori l'arena. Ho passato giorni terribili, diluvio compreso, freddo inimmaginabile, scomodità tale da avere ancora male alla schiena, ma almeno ho fatto amicizia con tre ragazze carinissime. E' stato ripagato questo sforzo? 
Forse non tanto quanto speravo e credevo. 
Al momento del mio arrivo in fila mi hanno messo un braccialetto con un numero: ero il numero 26 ad entrare, dopo di me altri 600 numeri, quindi non male dai. 
Prima di me e delle altre ragazze che avevano i posti in piedi però, sarebbero entrate le "VIP", che avendo speso 370 euro per il biglietto avevano la possibilità di entrare prima di tutti. 
Fino al giorno del concerto, non sapevamo niente: dove dovevamo entrare e a che ora avrebbero aperto i cancelli. Verso le undici di mattina di ieri ci hanno detto che saremmo entrate alle 6 e mezza e che dovevamo dividerci in due file: Parterre PIT est e ovest. Ciò vuol dire che ero la tredicesima ad entrare ed ero nella parte est del palco. Sempre meno ragazze davanti a me. 

Hanno fatto entrare venti persone alla volta, quindi ero nel primo gruppo. Appena dentro, in meno di cinque secondi dovevo decidere dove mettermi prima che arrivasse il gruppo dopo facendomi finire in fondo. Le VIP avevano occupato le prime 3\4 file di fronte al palco e la prima fila lungo la passerella che portava al secondo palco. Mi sono messa in un buco e sono finita in prima fila di fianco le transenne a distanza di 5 persone dal palco principale. Una postazione non male e riuscivo anche a prendere un po' d'aria. 

Mabel, una cantante inglese ha aperto il concerto e dal momento in cui si sono spente le luci prima che entrasse lei hanno iniziato tutti a spingere, tanto che sono finita in terza fila. Ho lasciato stare e non ho detto niente, anche se il fatto che davanti avessi una ragazza che aveva il numero "478" sulla mano mi ha fatto arrabbiare e non poco. 
La cantante mi piace molto, le canzoni sono tutte un po' uguali ma molto orecchiabili. 

Dopo di lei c'è stata mezz'ora di pausa e poi è entrato lui.
Si è alzato lo schermo e Harry era illuminato da dietro, sembrava un angelo. Non a caso ha cantato "Only Angel". 
Only Angel
E' la prima volta che lo vedevo da così vicino e dal momento in cui l'ho visto mi sono scordata totalmente delle tre ore di sonno in quattro giorni che avevo, della stanchezza e del caldo. 
Mi fermo subito qua dal descrivere le emozioni fortissime provate perché scriverei troppo.
Ho cantato le prime canzoni a squarciagola con gli occhi pieni di lacrime, il cuore pieno d'amore e le gambe tremanti. 
Quando è passato davanti a me
Lui e la sua band formano una combinazione perfetta e sono riusciti a trasmettere sintonia e amore profondo. Mi piacciono tantissimo i concerti, vedere che migliaia di persone sono lì per il tuo stesso motivo, nonostante la maggior parte le avrei ammazzate lo leggevo negli occhi di tutte il "è la serata più bella della mia vita" e mi si è riempito il cuore di gioia. 
Ci sono stati due momenti perfetti. Il primo è stato quando Harry mi ha guardata negli occhi, gli ho mandato un bacio e mi ha sorriso. Quasi non ci credo ancora. 
Il secondo è quando è passato nella passerella per andare nel secondo palco, mancava pochissimo e gli toccavo la mano. Averlo avuto così vicino mi ha emozionato tanto. 
Troppo. 
Poi, vuoto. 
Dopo che è tornato sul palco normale, passando di nuovo vicinissimo a me, ha cantato "From the dining table", tutta l'arena in silenzio, si sentiva solo la sua voce e la sua chitarra. Cantava stringendo forte il microfono con gli occhi chiusi. Tra il caldo e l'emozione fortissima, sono svenuta. 
Un ragazzo della sicurezza mi ha presa e mi ha portata di fianco al palco su un lettino. 
Poi non mi ricordo niente delle successive canzoni. 
Mi sono risvegliata mentre cantava "Kiwi", l'ultima canzone del concerto, nonché la mia preferita. Dopodiché Harry è sceso dalla parte dove ero io e mi ha guardata di nuovo, poi ha fatto un cenno ad un altro signore della sicurezza per assicurarsi che io e le altre ragazze che si sono sentite male stessimo bene ed è sparito. E' corso via con il suo meraviglioso completo rosa Gucci e non l'ho più rivisto. Sono stata sdraiata fino a quando tutte le ragazze del PIT fossero uscite.

Durante i concerti siamo tutti diversi: chi è basso e non riesce a vedere niente, chi è alto e si prende i nomi dalla gente dietro, chi sa tutte le canzoni a memoria e chi sa solo le più famose e ha accompagnato un amico; ma alla fine della serata siamo uguali. Camminare lentamente verso l'uscita con gli occhi bassi e pieni di tristezza perché si vorrebbe ricominciare tutto da capo subito. 

La musica di Harry mi evoca una sorta di totalità che riempie la mia storia, sono felice di "conoscere" e seguire una persona come lui. Una persona umile, semplice, piena di amore da dare a migliaia di persone, molto più bella di qualsiasi tipo di combinazione di parole e metafore. 
Quando le persone mi chiedono chi sia lui, cosa sia per me sorrido e penso che sia qualcosa di così immenso, indescrivibile, di troppo sublime ed elevato per meritare l'umiliazione di diventare parola. Così abbasso lo sguardo e dico "il mio cantante preferito". 

Se anche tu sei stata al concerto e ti ritrovi in qualcosa che ho scritto, vorrei dirti grazie. Perchè quello che ho provato lo sai solo tu. 

A presto, 
Alice