“Auguri Ali!!!” Ho sentito questa
frase tantissime volte nelle ultime due ore, così tanto che ormai
non so nemmeno cosa rispodere. Come quando ripeti tante volte una
parola che questa perde significato.
Il mio lungo e appariscente vestito
rosso è l'unica cosa che si vede nella stanza. E' rosso fuoco o
meglio, rosso sangue. Dipende dallo stato d'animo di chi lo descrive.
E' arrivato il momento di soffiare le
candeline, o almeno credo. C'è una gigantesca torta rigorosamente rosa di fronte a
me. Amici, famiglia e conoscenti iniziano a cantare la canzone che
porta più imbarazzo nella vita di chiunque. Tanti auguri a te. Tanti auguri a me. Non
so cosa fare, sono immobilizzata. Non riesco a sorridere, o forse non
voglio. Improvvisamente tutte le persone dentro l'enorme stanza si
trasformano in mille palme, la torta si sbriciola e diventa sabbia
bianca. Mi guardo intorno e sono in spiaggia. Sono in una spiaggia
enorme, con l'acqua cristallina.
Faccio per entrarci, ma ho
paura. Ho sempre avuto paura del mare. Sono da sola e il mio vestito
elegantissimo si trasforma in un costume da bagno. Sento delle voci
che continuano a cantare per me e per i miei 18 anni. Ma piano piano
svaniscono e l'unico rumore che riesco a sentire sono le onde del
mare. Non so cosa fare, non penso al modo in cui mi sia trovata qui
improvvisamente, bensì agisco di impulso come faccio sempre. Inizio
a correre, correre fortissimo come se ci fosse qualcuno che mi stesse inseguendo. Ma io non corro, non è cosa da me. Nel momento in cui
lo penso mi fermo. E mi guardo intorno, sono circondata da colline di
un verde chiaro, il mare ormai è così lontano che a malapena si vede, ma
c'è ancora la sabbia, tanta sabbia. E ci sono le nuvole. Nuvole
soffici e bianche. Improvvisamente mi trovo su un aereo e ammiro il paesaggio dall'alto. Quanto può essere devastante vedere le cose così piccole quando solitamente sono enormi? Ti senti così potente, grande. Ma alla fine è tutto un caso di prospettiva. Sull'aereo si sente una musichetta che piano piano diventa sempre più forte, quasi assordante. Non riesco più a sopportarla. Mi accorgo di avere avuto gli occhi chiusi quando li apro. Mi trovo in camera mia, a Sydney, New South Wales, Australia tentando di spegnere la sveglia più noiosa di sempre.Ciao a tutti, sono tornata. Ho aperto questo post con un sogno che ho fatto sta notte, non so neanche perché ho voluto condividerlo con voi. Sarà che non avevo molte idee su come iniziare il post.
Non mi scuso per l'assenza, perché preferisco scrivere quando ho davvero qualcosa da dire piuttosto che buttare lì delle parole a caso.
| Canguriii |
| In mezzo alla natura |
Le vacanze di Pasqua non sono passate veloci, di più. Come avevo detto nel post precedente sono andata in campeggio con la mia host family e non penso di aver mai visto paesaggi così belli. Lo chiamano campeggio, ma non è da definire tale. E' un parco naturale con nessun tipo di attrezzatura, nessun bagno, nessuna luce. Solo la natura. E canguri che mentre ceniamo vengono a rubare il cibo. E' stata davvero un'esperienza bellissima. Avete presente quando siete al posto giusto nel momento giusto? E' stato esattamente così, per tutti i quattro giorni. Siamo stati in sentieri mozzafiato, in mezzo alla natura e a mille specie animali. Mi dispiace per tutti perché oltre a camminare lentissimamente, mi dovevo fermare ogni dieci metri per fotografare animali, paesaggi, cieli, insomma tutto.
A scuola va tutto bene, sto studiando più di quanto mi aspettassi, ma comunque niente di drammatico. I ragazzi all'estero sono strani, molto. Pensavo di essere l'unica a non aver legato tanto con nessuno a scuola, ma sentendo altri exchange students, non sono l'unica.
| 7:31 pm, campeggio |
Per questo sono davvero felice di aver scelto di vivere in una host family, perché alla fine sono loro le persone che mi mancheranno di più, che mi hanno aiutata, che mi aiuteranno e che si sono comportate come una vera famiglia e amici sinceri.
Ogni tanto, o meglio, spesso, penso ai miei amici in Italia. Proporzionalmente, di 20 amici stretti che ho, 3 mi hanno scritto e si sono interessati a me. Ma va bene così. Alla fine so che ci sono e ci saranno per me. Almeno credo. Vedrò quando torno.
Ho iniziato a fare Netball, ma forse l'ho già detto e lo adoro. Ogni Sabato facciamo una partita, per ora ne abbiamo fatte due e vinta una. E quando dico alla gente che non ho mai fatto questo sport nella mia vita, nessuno mi crede. Sono portata, eheh. A scuola è iniziata la stagione invernale degli sport, quindi abbiamo dovuto scegliere quello da fare e ho scelto di nuovo pallavolo e ce l'ho fatta ad entrare nella squadra anche questa volta!
La lavagnetta di fianco al mio letto mi dice che mancano 56 giorni al mio ritorno in Italia. Che paura. Ho tanta tantissima paura. Non so se sia più per il fatto di lasciare questo posto per sempre o di tornare alle mie abitudini a Bologna.
Mi sono immaginata il mio ritorno e penso che non cambi nulla, saranno gli stessi paesaggi, le stesse persone, gli stessi odori. L'unica cosa che sarà cambiata sarò io.
Anzi, io non tornerò. La persona che abbraccerete e saluterete, non sarà la stessa alla quale avete detto arrivederci. Le avete detto addio, per sempre.
Bam, qua ci stava tipo un TUMTUM di musica per evidenziare la negatività della situa. Ma ehi, che sia vero o no, io comunque sarò la stessa, sarò un po' cambiata, ma le barzellette e l'ossessione per Harry Styles non se ne saranno andate ;).
Al prossimo aggiornamento, il quale spero arrivi presto.
| Manly Beach |
| Paesaggio durante una delle camminate |
| Uno dei sentieri |