Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

18 gen 2017

Qualche foto

Una delle mie più grandi passioni è la fotografia. In ogni occasione prendo sempre il mio telefono e scatto delle foto. Molti miei amici alzano gli occhi al cielo perché ormai dico "rega selfie" prima ancora di salutarli.
Ma alcuni di questi, gli stessi che facevano gli scocciati, mi hanno ringraziata perché a distanza di anni tutti i momenti passati sono visibili nelle fotografie ed è come se i momenti restassero impressi più di prima.
I miei genitori per Natale mi hanno regalato una bellissima macchina fotografica. Troppo per me. Non la so ancora usare, ma sto imparando. Dopotutto nessuno nasce imparato, no?
Io ho aperto un blog senza neanche saper scrivere in modo coinvolgente.
Onestamente non so ancora come si usi.
Ahh, che logorroica. Metto qualche foto che ho fatto.
(Mancano dodici giorni)

Rimini, capodanno 2017.

Napoli, Natale 2016.
Pagina di un bellissimo libro. Feltrinelli, Bologna.
Colazione con Elena. Papparè, Bologna.
            
Uno dei miei posti preferiti: Archiginnasio,
Bologna.

16 gen 2017

Ego mihi me me

Che titolo da egocentrica.
Ma forse, un po', lo sono.
E qui in questo blog voglio essere il più possibile sincera. Non userò nessun tipo di filtro.
Almeno quando si parla di me.

Mi sono resa conto di aver scritto l'ultimo post dando per scontato che già tutti mi conosceste.
Quindi qui ho deciso di parlare un po' di me.
Se non ti interessa e vuoi solo sapere della mia avventura in Australia da exchange student, semplice: non continuare a leggere.

Mi chiamo Alice e vivo a Bologna. O quasi...abito lontana dal centro in un paesino che è la frazione della frazione di Zola Predosa. Ma va bene così. Ho i miei spazi, non c'è casino e ho la moto per muovermi in autonomia.
Ho 17 anni e sono Bilancia. Il che non dice molto, dato che non ho mai creduto negli oroscopi.
Il 30 Gennaio partirò dall'aeroporto di Milano Malpensa e arriverò il 1 Febbraio in quello di Sydney.
Dopo un viaggetto di 20 minuti circa dall'aeroporto arriverò in una cittadina nella periferia di Sydney. Vivrò lì per sei lunghi (brevi) mesi. Frequenterò una scuola come tutti gli studenti, migliorerò il mio inglese e, spero, mi divertirò.

Ho deciso di partire per questo genere di esperienza circa in prima media. Ho sempre avuto la passione della lingua inglese e sono da sempre stata una ragazza in cerca di avventure. Non mi piace la monotonia, voglio sempre cambiare e avere tante cose da raccontare quando sarò vecchia.

Sono una ragazza particolare. Direi pessimista ma suona troppo male. Quindi rigiro la frase. Diciamo che cerco qualcosa che non va anche quando va tutto bene. Ho più paura della felicità piuttosto che della sofferenza.
No, non è sempre stato così. Ma qui non approfondisco il discorso perché si va troppo nel personale.

Mi piacciono molto gli sport. Ma la ginnastica artistica è il mio sport. La pratico da quando avevo solo 5 anni. Quest'anno mi sono presa una pausa per il fatto che sarei partita dopo poco, ma di certo l'anno prossimo riprenderò ad allenarmi. Da 6 anni ho cambiato polisportiva e ne sono molto grata. Ho conosciuto molti nuovi amici nella mia attuale palestra. Ed è grazie a loro che ho scoperto cosa sia la vera amicizia e lo spirito di gruppo. Sono decisamente le persone delle quali sentirò più la mancanza. Non è sempre andato rose e fiori nel gruppo. Ma nonostante questo siamo ancora qui.

Mi piace molto parlare, quasi quanto scrivere. Io apro me stessa a chiunque. E' una cosa un po' negativa perché non ci si può fidare sempre di tutti. Ma sono fatta così. Anche quando magari si parla di scuola, arte o cinema che sia, io riesco sempre a trovare il nesso per aprire un discorso su di me.
Mi è capitato di rendere un vero e proprio diario personale qualcosa che magari doveva essere indirizzato ad una persona in particolare. Scrivevo con la noncuranza del fatto che magari non potesse essere una cosa interessante sapere di me.

Amo la musica. Suono il pianoforte per hobby, non lo studio. Ho una buona mano, però. Almeno così dice mio padre. Lui lo suona bene. Insegna. Non a me, perché mi agito se studio con lui. Mi piace moltissimo anche cantare. Ma non sono brava, per niente. Vorrei. Infatti evito di farmi sentire spesso da altre persone ma nella doccia faccio concerti di ore.

Mi piacciono le persone, le adoro. Forse troppo. Quando se lo meritano, ma più spesso quando non se lo meritano, do tutta me stessa. Per chi mi conosce lo sa. A M. sto letteralmente dedicando tutta la mia vita. Sono stata per un sacco di tempo una persona molto cinica, ma conoscendo lei, ho scombussolato tutti i miei piani.

Ho già scritto troppo.
Mancano quattordici giorni.

12 gen 2017

Diciotto

Mancano diciotto giorni alla mia partenza.
Solo diciotto giorni.
Diciotto.
Mi sembrava ieri quando ero stata accettata nel programma e al count-down mancavano duecentocinquantasei giorni.
Duecentocinquantasei.
I numeri alti mi spaventano, lo hanno sempre fatto. Ora invece mi trovo in una situazione opposta:
questo numero così basso provoca in me una paura immensa. Paura ma anche adrenalina, felicità, malinconia.
E' presente in me un viavai di emozioni che, per la prima volta, non riesco a gestire.
Lasciare tutto qua. Le mie abitudini, la mia famiglia, la mia scuola, i miei amici. E, alla fine anche una parte di me. Non è semplice. Affrontabile quasi sicuramente in un ottimo modo, ma non semplice.
Forse sono troppo malinconica. Tendo ad esagerare quando scrivo, creo iperboli dappertutto. Ma sappiate che non è mia intenzione.

Mi sto tenendo in contatto con la mia famiglia australiana, sembrano persone deliziose: non vedo l'ora di conoscerli.
Il clima lì sarà parecchio caldo al mio arrivo. Così mi ha detto E., la mia host sister.
Bleah, host sister. Odio queste frasi metà italiane e metà inglesi. Mi da molto fastidio quando anche solo una parola inglese è drasticamente infilata in una frase in italiano e viceversa.
Ad esempio mi capita quando magari dei miei amici del Galvani, scientifico internazionale, mi dicono: "oh Ali, oggi ho fatto la verifica di Physics, è stata un disastro aka prenderò 4" mi infastidisco, non lo do a vedere, ma succede. Diciamo che per chi mi conosce sa che ho un temperamento considerevolmente irascibile.

Diciotto giorni.
L'ho ripetuto già quattro volte.
Sarebbe divertente se lo ripetessi diciotto volte.
Ora sono cinque.

Scrivo per respirare, è il titolo del mio blog. Iperbole anche qui. Ma mi ci ritrovo, circa.
E' una mini-citazione presa dal quasi incipit di una delle canzoni dei miei cari amici di tensione, s'intitola "Giano".
Sono meglio senza il respiro della gente che mi soffoca.
Altra citazione.
Uno dei motivi per i quali ho deciso di partire per questo lungo viaggio. La gente che mi soffoca.
Io che mi faccio soffocare dalla gente.


10 gen 2017

Un blog?

E così ho aperto un blog. Ancora devo capire come si usa.
Comunque a te che stai leggendo: Ciao! Piacere, Alice.