Sono le 04:04 di notte e sono due orette che sono sveglia.
E' da altrettante ore che sento l'impulso irrefrenabile di scrivere. Quindi ho aperto il computer e ora inizio a digitare.
Ieri è stata una giornata piuttosto piena: sono andata a scuola con la mia
host mum e sister, ho avuto un colloquio con il preside il quale mi ha fatto fare il giro della scuola (è enorme, mi perderò senz'altro), mi ha presentato le materie e alcuni insegnanti che avrò. Mi sono ritrovata a fare il giro turistico nel bel mezzo dello sport day, quindi tutti gli studenti si trovavano fuori e prima di varcare la soglia della scuola vigeva dentro di me uno stato di imbarazzo tale che quasi non camminavo. Ma mi è bastato incrociare lo sguardo del primo ragazzo per ricredermi: sono stata accolta benissimo, quasi tutti si fermavano per salutarmi e chiedermi qualcosa, ero considerata proprio come una di loro. Diciamo che era come se fossi la novità. Cosa che forse sono a tutti gli effetti.
Usciti da scuola siamo andati a fare la spesa, dove ho praticamente deciso tutte le cose da comprare per i pranzi che avrò a scuola, le cene a seguire e le colazioni. I supermercati sono diversissimi dai nostri. Non vado nei dettagli, perché più avanti voglio fare un post dedicato a tutte le differenze culturali con la signora Italia. Dico più avanti perché non conosco l'Australia per niente (ancora). Poi sono stata con
Kitten, uno dei due meravigliosi gatti che hanno. E' molto divertente giocare con lui.
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| Vi presento Kitten. |
Il primo giorno qui devo ammettere che è stato duro: non avendo ancora fatto conoscenza con i miei
host siblings (brother and sister) mi sono ritrovata da sola per quasi tutto il giorno. Non nego che guardando tutte le foto che mi sono portata da casa, qualche lacrima è scesa e si è fatto sentire l'impulso di prendere il primo volo e tornare in Italia. Poi è passato tutto. Il problema, soprattutto nei primi giorni, ho capito essere il fatto di stare da soli senza nessun tipo di distrazione. E' ovvio che la mente si apre e si pensa tantissimo. Poi per come sono fatta io, ho pensato alle cose che non avevo al momento.
Voglio usare questo blog scrivendo nella più totale sincerità in vista di aiutare i futuri exchange student nella loro avventura. Li voglio allontanare dalla classica idea del "oddio essere un exchange student spacca, è tutto positivo, non sei mai triste ed è impossibile trovarsi male". Cazzate. Ma ci si ambienta.
Oggi pomeriggio ho parlato per la prima volta con J. il mio
host brother ed è stato davvero bello: non mi ha fatto scordare dell'Italia, ovviamente, ma mi ha aiutato a capire che ho voluto tanto fare questa esperienza quindi me la devo godere fino in fondo. Tanto poi in Italia ci torno..non vi siete sbarazzati di me del tutto, tranquilli ;). E., l'
host sister è un po' più timida, ma penso che riuscirò a "lavoramela" come solo l'estroversa Alice sa fare ;).
Ora provo a dormire, domani è il primo giorno di scuola.
Il primo giorno a scuola è stato meraviglioso.
Ho preso il bus che è a due passi da casa mia con J.
, ed è identico a quelli americani, tranne per il fatto che è bianco, non giallo. Appena salita mi sono seduta di fianco a lui in fondo. Perché in pratica si va in ordine di età (davanti si siedono gli studenti dell'
year 7, quindi prima media italiana, e poi si va a mano a mano indietro fino all'
year 12, quarta superiore).
La cosa strana dell'uniforme, oltre al fatto di indossarla, è che sta bene a tutti. Non so perché, ma ho notato questa cosa. Avevo paura che in una scuola così grande, con più di 3000 studenti, la scena dell'entrata in classe fosse simile ad un branco di capre vestite uguali che cercano cibo. Invece no, è davvero bello..sono tutti molto fini.
Sono andata in presidenza a prendere il mio orario delle classi e a presentarmi con vari insegnanti, uno dei quali mi ha dato il diario per scrivere i compiti che è uguale per tutti gli studenti, la quale copertina è stata disegnata da un ragazzo che frequenta matematica con me.
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| Ecco il diario bellissimo. |
Con me c'era A., una simpaticissima e bellissima e australianissima (?) ragazza. La quale è una delle più stimate a scuola perché sembra avere la media più alta di tutta la storia della
Turramurra High School ed è davvero gentile. Come indicato dal preside mi ha fatto da Cicerone per la scuola, ma ad essere sincera non ho capito niente di quello che mi ha detto. Ma assolutamente niente. Sorridevo e annuivo pensando che stesse solamente spiegandomi la struttura della scuola. Ma sono certa, dalle facce che faceva, che mi stava riempendo di domande e io sorridevo e basta. Parlano davvero veloci gli australiani. Non tutti, ma la maggior parte.
Le materie che ho scelto sono: Matematica, Inglese, Drama, Fotografia, Scienze umane (psicologia, sociologia), Teologia (giuro che è più interessante di quanto sembri) e Chimica. Si può scegliere il livello delle materie e ho scelto i livelli più alti in tutte. La mia prima lezione è stata quella di matematica, e appena ho visto solo cinesi entrare ho capito: era
troppo difficile. Infatti dopo che l'insegnante ha scritto il primo logaritmo alla lavagna e parlato di limiti, mi sono alzata in piedi e sono uscita, dicendo di aver accidentalmente sbagliato aula. Quindi sono andata nel livello inferiore ed è decisamente più fattibile. Per fortuna è una prassi che uno studente cambi materia se questa non gli convince, quindi ho subito detto al preside che avevo intenzione di cambiarla. Ho avuto Scienze Umane nel secondo periodo, la quale insegnante ci ha già assegnato un tema per casa e non so come lo farò, dato che sono obbligatori termini specifici che a malapena so in italiano.
Fotografia è stata bella. La cosa strana dell'Australia che ho notato è che tutto costa tantissimo, tranne le cose inerenti alla tecnologia. Infatti ci sono tre aule computer con una trentina di Mac per ogni classe. E nella mia di fotografia c'erano 20 macchine fotografiche professionali e abbiamo girato per la scuola a fare foto a tutti, perché, avendo un'ora alla settimana, si alternano i giorni di pratica e teoria.
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| L'unliforme della scuola. |
Lacampanella ha un suono diverso, non riuscirei a descriverlo ma sono tipo tre tocchi(?) di basso. E gli orari sono stranissimi. Ad esempio la pausa pranzo è dalle 13:02 alle 13:42.
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| Gli orari delle classi. |
Comunque come primo giorno è stato bello. La cosa più strana comunque è la pausa pranzo: non ci sono tavoli, la gente gira per la scuola a gruppetti: i secchioni, i cafoni, le fighette..ma sono classificazioni pressoché generalizzate, perchè ogni gruppo accetterebbe chiunque: io ho fatto un giro con il gruppo delle "fighette" tutte truccate benissimo, altissime, magrissime ma più simpatiche di quanto sembrino. Comunque, quasi nessuno ha un pranzo vero e proprio: tendono più a fare una merenda sostanziosa dopo scuola.
Ho già scritto troppo, avrò annoiato di sicuro.
Ora sono in camera con E.e K. sorella e mamma, che stanno ordinando da un sito la pizza per sta sera: io ho preso una margherita e costa $16.70. Sono sconvolta. Poi farà sicuramente schifo.
Ci sentiamo.
Una, sempre più felice e tranquilla,
Alice.