Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

26 feb 2017

Perché?

Sto ricevendo un sacco di feedback positivi sul blog, e ne sono più che onorata. Sono felice di star riuscendo a scrivere in un modo tale da coinvolgere i lettori.
Una domanda che mi è stata posta spesso è: "Ma tu sei pazza, perché l'hai fatto? 6 mesi lontana da tutto!".
Che io sia pazza ormai è una certezza. Lasciando indietro l'ironia, dico che sono da sempre sta una ragazza in cerca di avventure ed esperienze nuove. E dal momento in cui la mia vita sembrava essere coperta da una nube di pesante monotonia che avvertivo giorno dopo giorno, ho deciso di andare via per un po'. Ovviamente la frase è uscita più negativa di quanto sia, ma spero abbiate capito ciò che voglio dire. 
Non è stata una cosa facile convincere i miei genitori, ma con l'aiuto di F., ho fatto un video elencando 100 motivi per i quali avrei voluto fare questa esperienza. Perché dimostrare quanto si vuole fare una cosa aiuta ad ottenerla. 
Il motivo principale, quindi, è stata la tentazione di staccarmi da tutto. Ma ce ne sono mille altri (o dovrei dire, 99?). Un altro di questi è il punto di vista pratico. Al mio ritorno penso (e spero) che parlerò l'inglese molto bene e fluentemente, il che di certo mi aiuterà. Riceverò molte certificazioni che saranno presenti nel mio curriculum vitae e sarò in grado di sostenere esami più o meno pesanti anche all'estero. Sarà, credo, più facile entrare nel mondo del lavoro dato che quasi sicuramente non rimarrò in Italia.  
Se tu che stai leggendo hai una passione, una qualsiasi passione, cerca in tutti i modi di coltivarla perché niente è impossibile se lo vuoi. (Tranne sposare Harry Styles, quello mi sa che sia impossibile.)
La mia passione? Penso sia vivere la vita al massimo. 
E ora, lo sto davvero facendo. 

21 feb 2017

A-Team

Da esattamente 20 giorni vedo una pagina bianca impaziente di essere colmata di parole. O sono io impaziente di scrivere?
Diciamo entrambe. E diciamo anche che mi è davvero difficile scrivere e vivere la vita qua, quindi mi scuso se non aggiorno costantemente. Ho così tante cose da dire che non so davvero dove iniziare.
L'ultimo post, lo ammetto, l'ho scritto in un momento di malinconia poi c'era Adele di sottofondo, quindi mi sono un po' fatta prendere la mano.

Ho appena superato la fase di adattamento iniziale e legame a ciò che ho lasciato in Italia. Ho capito che qui sto vivendo una vita completamente diversa e mi devo godere questi mesi perché chissà quando e se mi ricapiterà. Va molto meglio, la mancanza di amici e famiglia e abitudini è passata. O comunque si fa sentire molto meno spesso. Il motivo penso sia legato al fatto che faccio un sacco di cose e la famiglia a sua volta mi coinvolge in molti viaggetti alla scoperta della natura Australiana.

Adesso arriva la parte noiosa sotto forma di elenco di tutte le cose che ho fatto in questi ultimi giorni. Chiedo venia, ma forse ad alcuni interessa.
A scuola erano aperte le iscrizioni per entrare nella squadra ufficiale di pallavolo, io ho messo la firma per provare. Era ovvio che non mi prendessero. Ma al momento della partita, giuro che non ho mai giocato così bene. L'allenatrice quando gli ho detto che non ho mai fatto questo sport si è messa a ridere e non ci credeva.  Quindi faccio ufficialmente parte della squadra! E c'è di più, ci sono due squadre A e B, e sono nell'A-Team (Ed Sheeran ti penso) che è la squadra delle più brave. Ogni Giovedì abbiamo una partita in scuole diverse e la mia paura è quella di fare schifo perché non ricapiterà mai più che giochi così.
Il cielo bellissimo di ieri sera
Oggi ho completato l'iscrizione di Netball, uno sport molto seguito qui, spero di esserne capace. La settimana prossima dovrei iniziare con gli allenamenti. Ho deciso di fare, oltre pallavolo a scuola, un altro sport perché con il cambio di alimentazione e il cibo decisamente non sano, sto ingrassando a vista d'occhio quindi è meglio che mi tenga in forma.
La scuola non è facile quanto credessi. Forse alcune materie affrontano argomenti più semplici e gli insegnanti si comportano in modo completamente diverso, ma la cosa brutta è che danno un sacco di compiti e ci sono test ogni settimana quindi ogni giorno mi ritrovo a studiare tantissimo quando magari preferirei uscire e girovagare per Sydney. (Senza magari).
Il preside ha dichiarato aperto il concorso della miglior foto della stagione con il tema del tempo, io ho provato a partecipare anche se non penso proprio di vincere. Ho già visto alcune foto e sono davvero meravigliose.

Con la famiglia questa Domenica siamo andati in un parco bellissimo ed enorme. Si chiama Fagan Park ed è formato da una quarantina di giardini che prendono il nome di alcuni Stati del mondo e sono allestiti con i particolari di questi. E' stato davvero interessante.
Harry che salta nel giardino Giapponese

Ho tanta voglia di scrivere. Ma non ho tempo, sto scrivendo da soli venti minuti e già ho altro da fare. Mi piace scrivere e sfogarmi, soprattutto per dare uno stacco dall'inglese e parlare un po' la mia lingua.
Ci aggiorniamo presto, spero.


Un fiore nel giardino Cinese






10 feb 2017

Amate l'Italia!

Dicono che non ci si renda conto dell'importanza delle cose fino a quando non si perdono.
Ed è proprio così. Solo dopo 10 giorni in Australia, mi rendo conto di quanto l'Italia sia meravigliosa.
Faccio una premessa: amo scrivere, ma ha molti "contro".  Uno di questi è che si può sempre fraintendere. Non voglio che leggiate questo post pensando che io stia scrivendo con negatività e disprezzo, perché non sto provando niente di tutto ciò. Sono felicissima di essere qui e non cambierei il tipo di esperienza per niente al mondo. Diciamo che indirizzo questo post a voi che state leggendo, non più a me. Cercando di farvi capire qualcosa che, in fondo, devo capire anche io.

Amate l'Italia. La vostra cittadina minuscola o grande che sia dove vivete. Amate i paesaggi. La cultura, oh la cultura. L'arte. La nostra storia. La nostra lingua, con i centinaia di accenti che comprende. La scuola. E dico davvero, amate la scuola. Perché qui, a meno che non ti metta nei corsi più difficili di tua spontanea volontà, l'importanza dell'educazione è superata dall'importanza di indossare la divisa. (Oggi due ragazze sono state sospese perché avevano i calzini grigi e non bianchi). Poi durante l'ora di chimica ho fatto una battuta BELLISSIMA su Democrito, nessuno ha riso. Neanche sapevano chi fosse.
Inutile dire, amate il cibo. Anche la più semplice pasta al pesto di tutti i giorni, qua la vedrò in cartolina. Amate la bellissima abitudine che abbiamo della Domenica in famiglia, dei pasti seduti a tavola tutti insieme. Della colazione.
Ho detto mille cose, ma ti prego. Anche se non fai colazione, se non te ne frega niente della scuola o di mangiare con la tua famiglia, dammi retta. Apri una finestra qualsiasi, guarda il paesaggio che ti ritrovi. Una collina? Una piazza? San Luca? Qualsiasi esso sia. E respira, respira l'Italia.
La nostra Italia. 
Uno dei miei scatti preferiti di Bologna. 

6 feb 2017

Luna Park

La pizza dell'altra sera non era malissimo in realtà, aveva anche un bell'aspetto.
La pizza che abbiamo preso
Questo week-end è stato abbastanza pieno. Sabato mattina, felice di poter dormire qualche ora in più e magari recuperare il jet-lag, vengo svegliata alle 7 in punto da W. per le pulizie di casa. Io tutta contenta lo assecondo (ovviamente non ho ancora tanta confidenza e non posso oppormi), inizio a pulirmi la camera e la parte della casa che mi aspettava. Dopo di che stavo giusto per tornare a letto ma mi hanno detto che saremmo andati in centro al Luna Park dopo pochi minuti. Questo piano era decisamente migliore piuttosto che quello di rimanere a poltrire tutto il giorno. E' stato bellissimo, comunque. Sydney è una città meravigliosa. Bella quanto calda. Abbiamo camminato e fatto i giochi sotto un sole cocente di 45 gradi. K. lavora per la compagnia del Luna Park quindi siamo entrati e abbiamo mangiato gratis. Ad un certo punto stavano tutti entrando nella casa dell'orrore, io mi sono opposta e sono rimasta fuori. Dopo pochi minuti mi ha raggiunto W. e siamo andati in giro a fare un sacco di giostre. L'ho adorato, davvero. E' stato troppo divertente giocare con  un ultracinquantenne e vedere come era convinto di poter fare tutti giochi quando magari alcuni li poteva evitare. 
Quando siamo tornati a casa, neanche il tempo di posare le cose e cambiarci che siamo andati a casa dei nonni e abbiamo fatto un bagno in piscina. Ci siamo messi poi a giocare in acqua con tutta la famiglia e il cane ed è stato divertente.

L'entrata del Luna Park
Siamo tornati a casa tardissimo ed ero stremata, così sono andata subito a letto. Domenica è stato il compleanno dello zio, così siamo andati a casa sua e c'erano un sacco di parenti. Lo zio è cinese ed è stato molto strano vedere metà cinesi, metà australiani e i rispettivi figli con occhi a mandorla, scuri di pelle e iridi azzurro cielo. Poi, abbastanza prevedibilmente, abbiamo mangiato cinese. Anzi, passatemi il termine, ci siamo spaccati di cibo cinese. Riempivamo i piatti ininterrottamente. Ero un po' al centro di tutte le conversazioni e la cosa (stranamente) mi imbarazzava. Venivo chiama da tutte le parti e mi sono state fatte un sacco di domande. La cosa strana comunque è che quando mi ritrovo a parlare inglese davanti a così tante persone mi scordo completamente ogni cosa. Infatti ho fatto un sacco di brutte figure. Ma non importa, dai. Sono stati tutti molto carini e apprensivi. Non mi è ancora capitato di incontrare un australiano scortese. Saranno tutti così?
Quando è arrivato il momento della torta, solo nel momento in cui l'ho vista sono ingrassata di 2 chili. Era fatta tutta di panna montata, fragole e aveva una base di nutella e marshmallow sciolti. E, come se non bastasse, la zia, prima di dare la torta aggiungeva del gelato al cioccolato e vaniglia intorno.

La bellissima Sydney
La mia host family
W. che gioca con il cane e J. che fissa il vuoto 
Siamo tornati a casa verso le 8 e mi sono precipitata a dormire. Oggi sono andata a scuola ed era un caldo atroce. L'aria condizionata in 3 aule su 6 era rotta e stavo letteralmente morendo. Oggi ho avuto la prima lezione di drama ed è stato divertentissimo. Consiglio davvero a chi ne ha la possibilità di fare teatro. Avevamo un libro con delle scene e degli atti e dovevamo leggere con la giusta intonazione e interpretazione. Mi sono letteralmente aperta del tutto e non ho messo nessun filtro. Ero davvero me stessa. E' stata una cosa un po' strana perché abbiamo fatto una specie di "canone": eravamo divisi in gruppi e dovevamo leggere tutti la stessa cosa ma partire in momenti diversi. La cosa bella è che non si è creato caos.  Ho notato però che ogni studente quando ha letto le parti assegnate, è come se avesse letto se stesso. Quello che l'autore ha scritto è soltanto una specie di strumento che permette al lettore di discernere quello che, forse, se non avesse letto il libro, non avrebbe mai visto in se stesso. Forse un'altra delle mie tante iperboli. O forse mi sono fatta trascinare troppo dalla situazione come al solito, ma davvero penso quello che ho appena scritto. Domani, con il gruppo di teatro andremo in gita a vedere gli spettacoli delle classi migliori di tutte le scuole di Sydney, sarà divertente.

Ora sono le 20:13, ho sonno e fame, ma sto per uscire con J. che andiamo a correre. C'è la temperatura giusta per farlo ora.



3 feb 2017

Primo giorno di scuola e pizze da $16.70

Sono le 04:04 di notte e sono due orette che sono sveglia.
E' da altrettante ore che sento l'impulso irrefrenabile di scrivere. Quindi ho aperto il computer e ora inizio a digitare.
Ieri è stata una giornata piuttosto piena: sono andata a scuola con la mia host mum e sister, ho avuto un colloquio con il preside il quale mi ha fatto fare il giro della scuola (è enorme, mi perderò senz'altro), mi ha presentato le materie e alcuni insegnanti che avrò. Mi sono ritrovata a fare il giro turistico nel bel mezzo dello sport day, quindi tutti gli studenti si trovavano fuori e prima di varcare la soglia della scuola vigeva dentro di me uno stato di imbarazzo tale che quasi non camminavo. Ma mi è bastato incrociare lo sguardo del primo ragazzo per ricredermi: sono stata accolta benissimo, quasi tutti si fermavano per salutarmi e chiedermi qualcosa, ero considerata proprio come una di loro. Diciamo che era come se fossi la novità. Cosa che forse sono a tutti gli effetti.
Usciti da scuola siamo andati a fare la spesa, dove ho praticamente deciso tutte le cose da comprare per i pranzi che avrò a scuola, le cene a seguire e le colazioni. I supermercati sono diversissimi dai nostri. Non vado nei dettagli, perché più avanti voglio fare un post dedicato a tutte le differenze culturali con la signora Italia. Dico più avanti perché non conosco l'Australia per niente (ancora). Poi sono stata con Kitten, uno dei due meravigliosi gatti che hanno. E' molto divertente giocare con lui.

Vi presento Kitten.
Il primo giorno qui devo ammettere che è stato duro: non avendo ancora fatto conoscenza con i miei host siblings (brother and sister) mi sono ritrovata da sola per quasi tutto il giorno. Non nego che guardando tutte le foto che mi sono portata da casa, qualche lacrima è scesa e si è fatto sentire l'impulso di prendere il primo volo e tornare in Italia. Poi è passato tutto. Il problema, soprattutto nei primi giorni, ho capito essere il fatto di stare da soli senza nessun tipo di distrazione. E' ovvio che la mente si apre e si pensa tantissimo. Poi per come sono fatta io, ho pensato alle cose che non avevo al momento.
Voglio usare questo blog scrivendo nella più totale sincerità in vista di aiutare i futuri exchange student nella loro avventura. Li voglio allontanare dalla classica idea del "oddio essere un exchange student spacca, è tutto positivo, non sei mai triste ed è impossibile trovarsi male". Cazzate. Ma ci si ambienta.
Oggi pomeriggio ho parlato per la prima volta con J. il mio host brother ed è stato davvero bello: non mi ha fatto scordare dell'Italia, ovviamente, ma mi ha aiutato a capire che ho voluto tanto fare questa esperienza quindi me la devo godere fino in fondo. Tanto poi in Italia ci torno..non vi siete sbarazzati di me del tutto, tranquilli ;). E., l'host sister è un po' più timida, ma penso che riuscirò a "lavoramela" come solo l'estroversa Alice sa fare ;).

Ora provo a dormire, domani è il primo giorno di scuola.

Il primo giorno a scuola è stato meraviglioso.
Ho preso il bus che è a due passi da casa mia con J., ed è identico a quelli americani, tranne per il fatto che è bianco, non giallo. Appena salita mi sono seduta di fianco a lui in fondo. Perché in pratica si va in ordine di età (davanti si siedono gli studenti dell'year 7, quindi prima media italiana, e poi si va a mano a mano indietro fino all'year 12, quarta superiore).
La cosa strana dell'uniforme, oltre al fatto di indossarla, è che sta bene a tutti. Non so perché, ma ho notato questa cosa. Avevo paura che in una scuola così grande, con più di 3000 studenti, la scena dell'entrata in classe fosse simile ad un branco di capre vestite uguali che cercano cibo. Invece no, è davvero bello..sono tutti molto fini.
Sono andata in presidenza a prendere il mio orario delle classi e a presentarmi con vari insegnanti, uno dei quali mi ha dato il diario per scrivere i compiti che è uguale per tutti gli studenti, la quale copertina è stata disegnata da un ragazzo che frequenta matematica con me.
Ecco il diario bellissimo.
Con me c'era A., una simpaticissima e bellissima e australianissima (?) ragazza. La quale è una delle più stimate a scuola perché sembra avere la media più alta di tutta la storia della Turramurra High School ed è davvero gentile. Come indicato dal preside mi ha fatto da Cicerone per la scuola, ma ad essere sincera non ho capito niente di quello che mi ha detto. Ma assolutamente niente. Sorridevo e annuivo pensando che stesse solamente spiegandomi la struttura della scuola.  Ma sono certa, dalle facce che faceva, che mi stava riempendo di domande e io sorridevo e basta. Parlano davvero veloci gli australiani. Non tutti, ma la maggior parte.
Le materie che ho scelto sono: Matematica, Inglese,  Drama, Fotografia, Scienze umane (psicologia, sociologia), Teologia (giuro che è più interessante di quanto sembri) e Chimica. Si può scegliere il livello delle materie e ho scelto i livelli più alti in tutte. La mia prima lezione è stata quella di matematica, e appena ho visto solo cinesi entrare ho capito: era troppo difficile. Infatti dopo che l'insegnante ha scritto il primo logaritmo alla lavagna e parlato di limiti, mi sono alzata in piedi e sono uscita, dicendo di aver accidentalmente sbagliato aula. Quindi sono andata nel livello inferiore ed è decisamente più fattibile. Per fortuna è una prassi che uno studente cambi materia se questa non gli convince, quindi ho subito detto al preside che avevo intenzione di cambiarla. Ho avuto Scienze Umane nel secondo periodo, la quale insegnante ci ha già assegnato un tema per casa e non so come lo farò, dato che sono obbligatori termini specifici che a malapena so in italiano.
Fotografia è stata bella. La cosa strana dell'Australia che ho notato è che tutto costa tantissimo, tranne le cose inerenti alla tecnologia. Infatti ci sono tre aule computer con una trentina di Mac per ogni classe. E nella mia di fotografia c'erano 20 macchine fotografiche professionali e abbiamo girato per la scuola a fare foto a tutti, perché, avendo un'ora alla settimana, si alternano i giorni di pratica e teoria.
L'unliforme della scuola.
Lacampanella ha un suono diverso, non riuscirei a descriverlo ma sono tipo tre tocchi(?) di basso. E gli orari sono stranissimi. Ad esempio la pausa pranzo è dalle 13:02 alle 13:42.
Gli orari delle classi.
Comunque come primo giorno è stato bello. La cosa più strana comunque è la pausa pranzo: non ci sono tavoli, la gente gira per la scuola a gruppetti: i secchioni, i cafoni, le fighette..ma sono classificazioni pressoché generalizzate, perchè ogni gruppo accetterebbe chiunque: io ho fatto un giro con il gruppo delle "fighette" tutte truccate benissimo, altissime, magrissime ma più simpatiche di quanto sembrino. Comunque, quasi nessuno ha un pranzo vero e proprio: tendono più a fare una merenda sostanziosa dopo scuola.
Ho già scritto troppo, avrò annoiato di sicuro.
Ora sono in camera con E.e K. sorella e mamma, che stanno ordinando da un sito la pizza per sta sera: io ho preso una margherita e costa $16.70. Sono sconvolta. Poi farà sicuramente schifo.
Ci sentiamo.
Una, sempre più felice e tranquilla,
Alice.





1 feb 2017

42 ore

Sono le 18:32 e sono più di 5 ore che sono in aereo. In realtà non sono proprio sicura dell’orario, ma il tempo passato volando non è sbagliato. E’ la prima volta che viaggio per così a lungo in aereo. 
Ho salutato tutti i miei amici più cari in questi ultimi giorni, è stato strano (nessuna accezione negativa nel termine). Le ultime persone che ho visto sono state i miei genitori e mio fratello in aeroporto. E’ stata dura ma non ho pianto, mi ero promessa di non farlo. 

Sono in un gruppo di circa 15 ragazze. (In realtà, fermo restando a cosa dice la grammatica italiana, dato che è presente anche un ragazzo, dovrei dire ‘“ragazzi”, ma viva le donne). 
Appena saliti sull’aereo c’erano delle cabine, non dei posti..con poltrone pieghevoli, lavandino, specchio, televisione, finestrino enorme. Ho letto “40 H” e mi sono seduta felice del viaggio che mi sarebbe aspettato nel lusso più incredibile. Dopo circa un secondo e mezzo un’hostess bellissima giapponese, vestita tutta a fiori mi dice cortesemente di alzarmi perchè ero nella prima classe e non era il posto che mi aspettava. Io sono diventata paonazza e sono andata avanti. Pensavo che l’aereo fosse finito invece continuava per almeno altri due corridoi. Poi arrivo nel corridoio dell’aereo dove riconosco la classe che mi aspetta: poltrone appiccicate, schermo minuscolo e un finestrino che neanche con il binocolo si vede.  Sono l’unica del gruppo a non avere nessuno di fianco. C’è solo una signora dalla parte del finestrino. Pochi minuti fa mi sono allargata, dato che il posto in mezzo è vuoto e volevo riposare, lei mi ha guardata malissimo e ha detto che ha comprato entrambi i posti per stare più larga. Io le ho fatto uno dei sorrisi più falsi che abbia mai sfoggiato dalle mie labbra, mi sono spostata, ho preso il computer e ho iniziato a scrivere. Dall’accento che ha penso sia americana, non che importi qualcosa. 

Ogni mezz’ora passano le hostess ad offrirci bicchieri di succo o acqua. Sono molto gentili, e anche molto belle. Ma questo penso di averlo già detto. 
Per pranzo ho preso delle lasagne, e onestamente non erano neanche male..non come quelle bolognesi ovviamente, ma le ho mangiate volentieri. 
Questo aereo è enorme. E i posti sono minuscoli. Devo alzarmi ogni mezz’ora altrimenti addio schiena. 

La lasagna del pranzo. Giuro è più buona di quanto sembra.


Questa è la colazione che ci hanno dato in aereo.




Ore 21:08 e tutto va bene, o circa. Ho appena finito di vedere il terzo film della giornata e ho gli occhi che non stanno più nelle orbite. Tra poco dovremmo arrivare.
Non so che orario usare, ma facciamo che non lo uso più perchè mi confondo e basta.

Ora sono a Singapore, nell'aeroporto. Mi aspettano 15 ore di attesa per il prossimo volo. Abbiamo prenotato il tour con il bus in giro per la città, sarà bello.
Singapore.

Sono passate 13 ore e non ce la faccio proprio più. Il tour a Singapore è stato bellissimo. Fino a quando non scendevamo dal bus: c'erano almeno 45 gradi e un'umidità che la metà basta. Così sono scesa una volta nel centro centro e poi le altre volte sono rimasta in bus con l'aria condizionata.
Singapore.

Ad un certo punto ci siamo addormentati tutti per terra in aeroporto dato che non c'erano le poltrone, la scena non era una delle migliori. Ma la cosa divertente è che ci siamo alzati 20 minuti prima della chiusura del gate che era dall'altra parte dell'aeroporto (abbiamo preso il treno per raggiungerlo). Forse divertente no, ma carino. Adrenalina a mille.

Sono in aereo per Sydney! Finalmente l'ultimo volo..durerà "solo" 10 ore questa volta. Ne è passata solo una per ora, ma penso che adesso dormirò..così non sarò tanto rincoglionita all'arrivo.

Sono sdraiata sul letto di camera mia a Normanhurst, ad una 20ina di minuti dal centro di Sydney. E mentre J., il fratello, suona al piano uno dei miei pezzi preferiti io scrivo. Oggi ho fatto un giro con la mia mamma ospitante e la sorella (sono venute loro a prendermi in aeroporto), mi sono comprata la sim e ho conosciuto i nonni. Hanno una casa bellissima. E un cane stupendo, uguale a quello che avevo io. Ora riposo un po'. Non dormo da 42 ore. 
Una bellissima farfalla nel parco delle farfalle all'aeroporto di Singapore.
Bella l'Australia, comunque. E' tutto diverso, guidano diverso, parlano diversamente (ovviamente), si comportano diversamente. Faccio fatica a capire ogni cosa che dicono, ma ce la farò. Andrà tutto bene.