Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

25 ago 2017

Ci avevo creduto

Stop, riparti, stop. 
Respira, riparti.

E' così che sono stati gli ultimi mesi della mia vita. Come sempre ho lasciato che il tempo mi regalasse la possibilità di riflettere prima di sedermi e scrivere.
Sono una ragazza parecchio abitudinaria, mi piace sempre essere organizzata. Quando succede qualcosa che mi scombina i piani mi agito. Non parlo solo di avvenimenti assurdi. Anche solo quando programmo di lavarmi i capelli un tal giorno, se non ho tempo di farlo e rimando mi viene l'ansia. Sono abitudinaria quanto testarda e anche emotiva. Emotiva nei momenti meno opportuni oppure meno ovvi. Mi dispero quando vedo la pubblicità delle mele Melinda perché il nonno guarda il nipote con degli occhi pieni di amore.
Il mio papà se ne è andato da ormai un mese e non riesco più ad essere così tanto emotiva. Non riesco più ad essere tante cose.
Magari non si tratta proprio di non riuscire, forse proprio non voglio. Non voglio e basta.
Non mi piace pensare che io non riesca a fare qualcosa. Non mi piace farmi vedere triste. Non mi piacciono tante cose.
Mi fa schifo il dolore, la sofferenza. E l'unica cosa peggiore di tutto questo è vedere le persone a me care tristi. Perché non posso prendermi tutto io, perché?
Sono forte, io lo sono per tutti. Mi nascondo, sì. E' difficile vedermi triste. Anzi, forse a parte qualche eccezione, nessuno mi ha mai vista giù di morale veramente.
La vita va avanti. La vita fa scherzi. Scherzi di merda (passatemi il termine). Ma come ha sempre detto (qualcuno, non so chi) dai la mano ai tuoi nemici. Io gliela sto dando la mano alla vita. Resisto tanto dal non stritolarla fino ad ucciderla. Ma gliela sto dando. 
Io ci ho creduto.
Ho tanto creduto alla felicità,
giuro l'ho fatto. 
Ho tanto creduto anche all'infinito
qui forse non giuro 
ma giuro invece 
che ci ho provato. 
Ho tanto creduto
a cosa? 
Non lo so, ma l'ho fatto.
Presente quando credi e basta?
Hai una sensazione che sovrasta su qualsiasi altra.
Se non hai presente, tranquillo. Nemmeno io.
Ma sento che qualcosa di grande c'è.
Qualcosa di grande che vive dentro di me e che accende le parti più buie.
Forse è lui. Forse sono io stessa che grazie a lui ho imparato. Imparato cosa? Non lo so!!! Non so più niente ormai.
So solo che i ricordi rimangono.
Quella volta al mare, in Sardegna credo. C'era vento e c'erano le onde. Eravamo tutti e quattro. Anzi cinque. C'era anche il cagnolino più bello e pazzo del mondo. Era un momento di felicità, risate di mio fratello e di mio papà che si passavano il frisbee. Scocciatura nella faccia della mamma al solo pensiero di dover ripulire i loro vestiti dalla sabbia. E io e Kira che correvamo e giocavamo. Ogni tanto mi fermavo e immortalavo dei momenti con la macchina fotografica.
Ora sono rimasti il rumore delle onde e le risate in sottofondo causate dalla spensieratezza di quei giorni.
Vorrei tornare e affidare la mia solitudine alle onde. Così magari se la portano via.
Forse per sempre. Magari.

Stop, respira. 
Riparti.