Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

24 mar 2020

I vostri pensieri

Due giorni fa ho chiesto di scrivermi qualche pensiero legato a questi giorni surreali di quarantena e isolamento dal resto del mondo.
Non vado oltre con la descrizione e intanto ringrazio tutti per avermi scritto, vi lascio leggere! 


La prima cosa che farò penso è la ceretta.
-Anonimo

All'inizio c'era questa cosa della "novità" che tutti si sentivano gasati e contenti di essere in quarantena perché erano tutti come i bimbi con il gioco nuovo. Poi col tempo tutti si sono dati una calmata e si è iniziato a capire che le cose o le si affronta insieme o diventano estremamente pesanti.  Quando si è lontani le attenzioni vanno triplicate e soprattutto non si deve fare (cosa che tutti fanno) l'elenco della spesa di che cosa facciamo noi all'altro. Ogni cosa va posta come se si volesse condividere qualcosa e non solo "io faccio" "io guardo" "io ho fatto" "io mi metto a fare" perché alla lunga l'altro si rompe. 
Stare un po' lontano comunque serve anche tanto a far capire a chi di queste cose non ne ha la minima idea, di cosa significhi e vedrai che, come dice lui, una volta finito tutto sarà ancora più bello ricominciare da capo, con un po' di imbarazzo, un po' di amarezza per il tempo perso ma tanta tanta voglia di recuperare!
-Andrea

...... Mi manchi tu, passante distratto che,  senza volerlo, mi sfiori la mano.....
-Paola

Questo periodo ci cambierà…per me sento già che sarà così. 
Io per esempio ho sempre odiato i luoghi troppo affollati. Quando vivevo a Roma odiavo la metro all’ora di punta, già uscendo di casa sentivo la tensione addosso perché sapevo che mi sarei dovuta infilare a pressione nell’ultimo spazio rimasto davanti le porte. Quando vado ad un concerto scelgo sempre i posti assegnati, sotto il palco in mezzo ai fan impazziti non è mai stato il mio posto preferito. Non amo andare a ballare di inverno nelle discoteche claustrofobiche, non amo le spiagge molto affollate, non amo andare a fare shopping nel weekend. 
Per carattere ho sempre preferito luoghi, situazioni che trasmettono serenità sopratutto perché preferisco avere il controllo di quello che ho intorno. 
In questi giorni invece in cui siamo tutti costretti a stare lontano, non faccio altro che immaginarmi in una piazza piena di gente. C’è chi ride, chi canta, chi si abbraccia, chi balla, chi urla, chi bacia. Potrebbe anche non essere una piazza ma un prato o una spiaggia la cosa importante è che sia un grande spazio aperto e che si veda il cielo. 
La gente è entusiasta, non c’è nessuno che si lamenta per la giornata stressante che ha avuto o che fa polemica, tutti sono felici. E c’è come un pensiero comune che li unisce, un desiderio semplice e banale cioè godersi quella serata sotto quel cielo insieme a tutte quelle persone.
Quando tutto questo finirà piano piano torneremo (io per prima) a goderci le cose banali e semplici che abbia sempre dato per scontato, impareremo ad apprezzare e a vivere ogni istante di serenità come un dono, quando tutto finirà torneremo a stare vicini gli uni agli altri ed anzi sono sicura lo staremo ancora di più.
Bene ho riletto quello che ho scritto…è ufficiale sto impazzendo.
-Anonimo

Mi manca Bologna, viverla 
-Alice

L’abbraccio del mio migliore amico
L’odore del rosmarino
La vista dell’Etna
La tranquillità del panettiere
Le urla dei miei allievi 
Il tuo papà 
Tutti gli amori lontani 
Mi mancate tutti e mi manco anche io.
-L.

A me manca il gelato della Vecchia Stalla più di tutto al mondo
-Giulia

“Anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza”
-Anonimo, citazione di Seneca

Mi manca pure chi schifo.
13esimo giorno senza alcun contatto fisico con essere vivente, a parte le piante che non sono mai state così bene.
-Sasha

C’è una probabilità minima che tu legga, ma forse è per questo che scrivo queste parole. Sono innamorato di te da mesi e tu lo sai, lo nascondi ma lo sai. Non sono mai stato bene con una persona come sto con te. Ci baciamo, usciamo, ci teniamo la mano, ma a quanto pare non è abbastanza per parlare di un “noi”. Questi giorni a casa mi fanno pensare tantissimo, più del solito. Forse devo solo lasciarti andare, anche se so che non me lo lasceresti fare, sei una cazzo di stronza ma ti amo comunque.
-Anonimo

Penso che sia un buon momento per ritrovare il piacere della lettura che, durante la nostra quotidianità frenetica, viene spesso messa in secondo piano. Non importa che genere sia, che autore, basta che ci faccia distaccare da social e tecnologia in generale, fin troppo presenti nella nostra vita “normale.
-Giacomo

A me sinceramente manca scopare.
-Anonimo

Questa quarantena mi fa pensare sempre di più a lui, prima della quarantena anche. Sono due anni che non ci parliamo e non ci vediamo, mi manchi e in questi giorni ancora di più.
-Martina

Da qualche parte nel cielo con Bob Marley, Bach e Lucio Dalla
da qualche parte del cielo tu ci proteggi 
da qualche parte del cielo…
e in ogni parte di me
-Laura 



17 mar 2020

Quarantena serale

Buon Lunedì.
No aspetta forse è Domenica. 
Sicuramente invece è Mercoledì.
Ah no, ho lezione di spagnolo è Venerdì.

Sembra Agosto, quando non hai la percezione del tempo e poco ti interessa. Ora però, siamo in una situazione leggermente diversa e un po' dovrebbe interessarci che giorno sia. Così, giusto per capire a quale lezione connetterci. 
Mancano 17 giorni alla fine della quarantena. Forse ne mancheranno ancora di più, siate pessimisti!
E' una situazione surreale, ancora non me ne capacito. Credo che sia una sensazione comune. 

I pensieri iniziano ad essere pesanti, a qualcuno dovrò pur gettarli addosso, e li getto a te, carissim*.
Io sono vicina a tutte le persone come me. Quelle che normalmente sono sempre fuori, che anche per la più stupida cosa escono. Le frasi che mi sento dire più spesso oltre a "hai rotto le palle con Harry Styles",  sono "ma sei sempre fuori, ma quanti amici hai, ma che sbatti hai". 
Ecco, ora se esco sono perseguibile dalla legge, quindi come dovrebbero fare tutti resto a casa. 
Resto a casa ad affogare nei miei pensieri. 
Spesso le persone impegnate lo sono per scelta. 
Io l'ho scelto qualche anno fa, quando non avevo più intenzione di pensare alle cose brutte. Perché, dai, non mentiamoci, più stai da solo, più pensi male. Un classico esempio è la sera, prima di addormentarti, che pensi a quel giorno in classe dove avresti potuto rispondere in un determinato modo ad una prof., e allora inizi a farti il discorso tra te e te mangiandoti le mani perché le avresti fatto il culo. Oppure pensi a come avresti potuto evitare di perdere un'amicizia così importante solo per orgoglio. E potrei continuare all'infinito. 
In questi giorni è come se fosse sempre sera per me. 
Ogni ora del giorno, è sera. Ogni ora del giorno penso a tante, troppe cose.
E' sera.
Preferirei pensare alle cose degli altri, parlare con gli altri, sentirmi vicina a loro e con la mia empatia sentirmi importante per qualcuno.
Ma non è possibile. In questi giorni ci sono io, io e basta. Ci sei tu, c'è lei, c'è lui. 

Odio trovare il lato positivo nelle cose, ma ora quasi mi sento obbligata. 
Stiamo passando più momenti con la nostra famiglia, valore che spesso ho sottovalutato, e sono sicura anche tutti voi.
Ora non mi metto ad elencare le cose belle e positive perché sarebbe noioso e poi odio le liste (positive a maggior ragione).
Soprattutto perché sono percezioni soggettive. Magari per te è positivo stare a casa, hai sempre fatto così anche i sabato sera di un periodo normale; e questa situazione non ti pesa.
Però, è un invito, pensa alle cose diverse che stai facendo.
Io mi sono messa a fare addominali e attività fisica tutti i giorni, cosa che non succedeva dal 2010 quando ero sicura di arrivare alle olimpiadi di ginnastica artistica e mi allenavo 24 ore su 24.
Ti invito, sì, ad abbandonarti nei tuoi pensieri come sto facendo io in questo momento; le mani che rincorrono i tasti del computer così velocemente, quasi per paura di perderli.

Tralasciando questo, pensate.
A cosa?
A niente, pensate e basta.
A qualsiasi cosa.
A tutto, a niente.
Alice.
(Scusate c'erano così tante A che ho scritto Alice).
Pensate, ascoltate musica, leggete.
Sembrano ordini, fate quello che volete, ma fatelo pensandoci.

Che poi oh, la vita. La vita che bella. La sua essenza, la sua mera esistenza. Detergiamoci la mente e delucidiamoci i pensieri in questi giorni. Non diamo niente per scontato, è l'errore più grande di tutti gli esseri umani.
Non diamo per scontato l'internet, ragazzi. Senza internet sì che saremmo impazziti più di quanto non lo siamo già. Pensate se non potessimo "scrollare" la home di Instagram, Facebook, Twitter. O senza le videochiamate su Houseparty!!
Non diamo per scontati i libri. Io non sono una che passa le ore a leggere, raramente mi appassionano i libri, preferisco scrivere e non sentirmi passiva. Però sicuramente molte persone ci trovano un bel rifugio, nei libri.
Non diamo per scontato nulla.

E' sera, tutto il giorno è sera e penso a me. Penso a cosa potrei fare per migliorarmi.
Penso al passato. Spesso ho bisogno di prove tangibili che sia effettivamente esistito. A volte i ricordi sembrano solo dei sogni irreali, incantesimi posti nel mio profondo inconscio.
Abbracciamo il passato, rendiamolo nostro, altrimenti il presente ci sembrerà pesante, o addirittura assente.

Ah, e comunque oggi è Martedì.
E' sera.





24 giu 2019

Tutto quello che non dico

Scrivo, sono viva.
In questo blog, ormai morto da un anno, scrivo.
Scrivo del dolore, scrivo di una felicità quasi inesistente, ma anche di quella che vive.
Scrivo di me, di lui, di noi.
Della noia, scrivo.

Cosa succede? Cosa è successo? Cosa succederà?
Sono domande che spesso mi pongo. Voi ve le ponete?
Se ve le ponete e riuscite a rispondere, fatemi sapere.

Sembrano secoli che non scrivo. Ci ho provato, davvero, a scrivere.
Incorretto, ho scritto, ho scritto tanto. Non ho mai pubblicato, però.
Avere davanti una pagina bianca porta la mente e le mani quasi a funzionare e andare da sole.
Spesso però, non escono cose belle.
Questa volta poco mi importa.
Non si contano sulle dita delle mani le volte in cui era tutto pronto, tranne me. Tante parole, pensieri ed emozioni che mi frullavano in testa pronte per essere trasformate in parola. Io però non lo ero. Per capirci, la stessa sensazione di quando stai piangendo e ti chiedono il perché. Le parole che indietreggiano in gola e tu che inizi a piangere di più.

Riassumiamo quest'ultimo anno.
E' più celere e facile di quanto possiate immaginare.
Lo riassumo con una parola: speranza.
Di tante, troppe cose.
Io ogni giorno spero.
Spero che il semaforo diventi verde prima che il mio motorino si spenga. Spero di svegliarmi in tempo per andare all'esame. Spero venga annullato, l'esame.
Spero che un giorno si rifaccia sentire con un "Come stai? E' un po' che non ci sentiamo". Che poi chi, non lo so. So solo che mi sento di star perdendo molte persone ultimamente.
O forse mi sto perdendo io.
E, non neghiamolo, spero ogni giorno di star meglio. Ci ho provato, ma man mano che trascorre il tempo i tentativi sono sempre più radi.

Senza sembrare una depressa cronica, sono anche stata bene.
Sì, tipo quella volta in cui ho mangiato un gelato buonissimo.
O quella in cui ho dormito più di 6 ore di seguito.
Ma alla fine, cosa vuol dire stare bene e stare male?
Ho imparato quanto sia importante vivere alla giornata. E' molto difficile stare "bene" per un periodo lungo. Tutti abbiamo quelle giornate "no" dove oh cazzo vuoi levati non mi parlare.
Come abbiamo quelle "sì" dove ti prego stai con me respiriamo insieme e sfioriamoci le labbra.

Uno dei miei momenti preferiti di quest'ultimo anno è stato il concerto di Billie Eilish, una cantante giovanissima che ascolto da due annetti ma che recentemente ha battuto qualsiasi record. Sono stata in fila "solo" 12 ore, dico "solo" perché per l'ultimo grande concerto ci sono stata 72, di ore.
Non parlerò molto del concerto perché non mi va e perché inizierei a scrivere troppo.

Un altro momento bellissimo è stato il primo giorno di università. E' iniziato un nuovo capitolo della mia vita. Bello o brutto ancora non lo so, sicuramente nuovo. Solitamente le cose nuove sono belle, ti danno adrenalina. Impossibile non negare che sia stato tutto rosa e fiori, perché nessuna situazione a noi nuova lo è. Sto piano piano ingranando la marcia. Di persone belle ne ho conosciute, come di brutte.

Tra pochissimo mi trasferisco, lascio la casa nella quale vivo da quando sono nata.
Che cosa brutta. Mi convinco sempre di non essere una persona materialista, ma mi è quasi inevitabile esserlo. Quella scrivania, dove ho sudato per l'esame di terza media e per la maturità. I quadri, i poster in camera. Il tavolo in cucina con quattro sedie.
Ma va bene anche così. Andrà tutto bene. Sulla prossima scrivania suderò per passare gli esami dell'università e magari ci preparerò la tesi di laurea. I quadri e i poster ci saranno ancora, magari non solo dei One Direction, lol. Ci saranno tre sedie attorno al tavolo, ma magari i pasti saranno più buoni.

Fa molto caldo, e la mia capacità di scrivere va scarseggiando. Questo post sta diventando un elenco e io odio gli elenchi. Andare fuori tema, viaggiare attraverso le parole e avere diversi argomenti per ogni riga è bello. Dispersivo, non chiaro. Un po' come me.

Comunque, o si migliora, o si muore.
Dicono.
E io, devo ancora fare paracadutismo per poter morire.
Mi tocca di migliorare.

Piango molto. L'ho già detto e lo ripeterò tante volte. Spesso, quando magari non so neanche il motivo per cui sto piangendo, vado in bagno, accendo la luce e mi guardo negli occhi.
C'è qualcosa di catartico in quest'azione, per un attimo mi distraggo, non penso al motivo e magari non cerco di trovarlo. Mi concentro sull'estetica. Un'estetica più bella non c'è. Occhi bagnati, lacrime che scendono e magari finiscono in bocca dandoti il gusto salato dei pensieri. Gli occhi che quasi mi diventano verdi e le ciglia che si appiccicano tra di loro.
Che bello, piangere.
Che bello guardarsi, piangere.
Concentrarsi sull'involucro generale di una me che piange, è come se facesse meno male.
Al buio, invece, magari sdraiata sul letto penso solo alle motivazioni che mi hanno portato a perdere lacrime, e mi dilaniano.

Piango, sono viva. 

23 mag 2019

Ma in che senso devo votare? ELEZIONI 26 MAGGIO 2019

Che bello fare 18 anni.
Hai la patente, i tuoi genitori non ti rompono più, sei adulto, hai responsabilità, sei perseguibile legalmente, hai fatto una festa per i 18 stupenda, hai baciato davanti alla torta il tuo fidanzato, puoi entrare in discoteca senza dover uscire le tette per forza e senza avere un documento falso.

Niente di questo è vero, o almeno in parte. (Soprattuto la parte del fidanzato e dei genitori che non rompono più).
La cosa più importante (oltre al poter entrare in discoteca) E' CHE DIVENTI UN ELETTORE PASSIVO. Scusate, me la tiro con i termini solo perché faccio scienze politiche. Detto in parole spicce: puoi votare alle elezioni. Non a tutte, però. Ad esempio il senato lo puoi votare a 25 anni. Ma chi ci arriva a quell'età.


A 18 anni diventi a tutti gli effetti un cittadino del mondo che può "ribaltare i risultati solo con un voto". Un solo voto non vale nulla, è vero, ma tanti messi insieme fanno la differenza.
Ultimamente sento tantissimi ragazzi miei coetanei o poco più piccoli che credono che il singolo voto non sia importante. Ci sta pensarla così, ma immaginatevi 7 miliardi di persone che dicono questo.
Caos.
Ma adesso parliamo di cose serie.

Questo post lo sto scrivendo totalmente a scopo informativo ma sopratutto neutrale (nel miglior modo possibile). Io ho la mia sensibilità politica ma questo non è né il luogo né il momento adatto per discuterne. Chiunque voglia farlo, lo si fa davanti ad un caffè quando volete.

Parliamo del sistema elettorale Europeo, diverso da quello italiano.
E' a suffragio universale diretto: i cittadini eleggono direttamente i loro rappresentanti.
Vi faccio un esempio: Billie Eilish si vuole candidare alle elezioni europee, ma così sarebbe troppo facile: per entrare nei candidati si deve per forza appoggiare ad un gruppo parlamentare già esistente. I seggi del parlamento europeo (o Europarlamento) sono divisi non tra partiti, ma a gruppi parlamentari. La nostra Billie, è interessata al gruppo parlamentare dei ragni. Questo gruppo, racchiude in sé i vari partiti dei paesi europei (Italia, Francia, Germania et cetera), che condividono la stessa linea politica (o, in questo caso, l'amore per i ragni).
Era un esempio, non votate il partito dei ragni, mi raccomando.

L'Italia ha diritto a 73 seggi nel parlamento europeo, suddivisi in cinque circoscrizioni: Nord-Est (Veneto, Trentino, Friuli e Emilia Romagna), Nord-Ovest (Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria, Lombardia), Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio), Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) e delle Isole (Sardegna e Sicilia bedda). 

Che liste si stanno candidando in Italia?
Se ne candidano 17, qui sotto elencate in ordine sparso con alcuni degli esponenti più in vista:

Movimento 5 Stelle (Luigi Di Maio)
Forza Italia (Silvio Berlusconi)
Popolo della Famiglia
+ Europa (Emma Bonino)
Europa Verde (Pippo Civati)
La Sinistra (Eleonora Forenza)
Lega (Matteo Salvini)
Fratelli d'Italia (Giorgia Meloni)
Partito Comunista (Marco Rizzo)
Lista Animalista
Forza Nuova (Roberto Fiore)
Casapound (Simone Di Stefano)
Popolari per l'Italia
Popolo della Famiglia (Mario Adinolfi)
Partito Pirata
Autonomie per l'Europa
Partito Democratico (Nicola Zingaretti)
Sicuramente alcuni di questi nomi non vi dicono nulla, ma non preoccupatevi neanche a me. Semplicemente si tratta di partiti cosiddetti "minori".
Non posso scrivere gli ideali di ogni singola lista perché sarebbe troppo lungo, possiamo però concentrarci sulle liste più discusse negli ultimi giorni mettendo le parole chiave per ognuna e allegando link di articoli o di brevi (molto, guardateli) video di presentazione.

MOVIMENTO 5 STELLE: 
Populista.

FORZA ITALIA:
Silvio Berlusconi è la parola chiave.
https://italiasvegliati.it

+ EUROPA:
Diritti civili


LA SINISTRA:
Coalizione tra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista




LEGA:
Stop alle 4 B:
Burocrati, Buonisti, Banchieri e Barconi

PARTITO DEMOCRATICO:
Ambiente e disuguaglianze



FRATELLI D'ITALIA:
Destra sociale

EUROPA VERDE:
Ambientalismo


Qui sotto il fac simile della scheda che vi troverete davanti al momento del voto. Dovrete dunque mettere una x sula lista che preferite e, facoltativamente, scrivere da 1 a 3 cognomi collegati alla lista scelta.


Il 26 MAGGIO, cosa vi servirà:
Carta d'identità, 18 anni compiuti, tessera elettorale e un pensiero critico. 
Detto questo, spero che abbiate trovato utile questo post e spero che andiate a votare.
Votare non è un diritto è un DOVERE; è l'unico modo per cambiare le cose.
Baci e abbracci.

Fonti:
L'articolo è stato scritto con Sara Tanveer e sono stati consultati i seguenti siti:
https://www.ilpost.it/2019/05/16/leggi-elettorali-europee/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/22/europee-spot-programmi-siti-ufficiali-che-confusione-fuori-dai-social-ecco-come-i-partiti-hanno-fatto-campagna-sul-web/5168045/

https://www.ilpost.it/2019/04/02/come-si-vota-elezioni-europee-2019/

5 apr 2018

Harry Styles mi ha fatto svenire

Non scrivo da così tanto sul blog che non so nemmeno come iniziare. Ma alla fine ho già scritto qualcosa quindi queste due righe le prendiamo come un'introduzione valida di essere definita tale.
Ieri sera sono stata al concerto di Harry Styles qui a Bologna, all'Unipol Arena. Per chi mi conosce almeno un pochino sa quanto io sia pazzamente, follemente, infinitamente innamorata di lui. 
Lo ero a tredici anni e lo sono ancora a diciotto, forse anche più di prima. 
Me ne vergogno un pochino a dire il vero, ma allo stesso tempo me ne frego totalmente e vivo la mia vita come meglio credo perché è così che voglio fare. Vorrei però non essere così fissata e ossessionata, perché il troppo stroppia e si sa..se non lo fossi stata così tanto sarei andata al concerto il giorno stesso, e avrei preso un biglietto a sedere.



Invece no, ma figuriamoci. 
Sono stata da Domenica sera fino al giorno del concerto (Mercoledì) accampata nel parcheggio fuori l'arena. Ho passato giorni terribili, diluvio compreso, freddo inimmaginabile, scomodità tale da avere ancora male alla schiena, ma almeno ho fatto amicizia con tre ragazze carinissime. E' stato ripagato questo sforzo? 
Forse non tanto quanto speravo e credevo. 
Al momento del mio arrivo in fila mi hanno messo un braccialetto con un numero: ero il numero 26 ad entrare, dopo di me altri 600 numeri, quindi non male dai. 
Prima di me e delle altre ragazze che avevano i posti in piedi però, sarebbero entrate le "VIP", che avendo speso 370 euro per il biglietto avevano la possibilità di entrare prima di tutti. 
Fino al giorno del concerto, non sapevamo niente: dove dovevamo entrare e a che ora avrebbero aperto i cancelli. Verso le undici di mattina di ieri ci hanno detto che saremmo entrate alle 6 e mezza e che dovevamo dividerci in due file: Parterre PIT est e ovest. Ciò vuol dire che ero la tredicesima ad entrare ed ero nella parte est del palco. Sempre meno ragazze davanti a me. 

Hanno fatto entrare venti persone alla volta, quindi ero nel primo gruppo. Appena dentro, in meno di cinque secondi dovevo decidere dove mettermi prima che arrivasse il gruppo dopo facendomi finire in fondo. Le VIP avevano occupato le prime 3\4 file di fronte al palco e la prima fila lungo la passerella che portava al secondo palco. Mi sono messa in un buco e sono finita in prima fila di fianco le transenne a distanza di 5 persone dal palco principale. Una postazione non male e riuscivo anche a prendere un po' d'aria. 

Mabel, una cantante inglese ha aperto il concerto e dal momento in cui si sono spente le luci prima che entrasse lei hanno iniziato tutti a spingere, tanto che sono finita in terza fila. Ho lasciato stare e non ho detto niente, anche se il fatto che davanti avessi una ragazza che aveva il numero "478" sulla mano mi ha fatto arrabbiare e non poco. 
La cantante mi piace molto, le canzoni sono tutte un po' uguali ma molto orecchiabili. 

Dopo di lei c'è stata mezz'ora di pausa e poi è entrato lui.
Si è alzato lo schermo e Harry era illuminato da dietro, sembrava un angelo. Non a caso ha cantato "Only Angel". 
Only Angel
E' la prima volta che lo vedevo da così vicino e dal momento in cui l'ho visto mi sono scordata totalmente delle tre ore di sonno in quattro giorni che avevo, della stanchezza e del caldo. 
Mi fermo subito qua dal descrivere le emozioni fortissime provate perché scriverei troppo.
Ho cantato le prime canzoni a squarciagola con gli occhi pieni di lacrime, il cuore pieno d'amore e le gambe tremanti. 
Quando è passato davanti a me
Lui e la sua band formano una combinazione perfetta e sono riusciti a trasmettere sintonia e amore profondo. Mi piacciono tantissimo i concerti, vedere che migliaia di persone sono lì per il tuo stesso motivo, nonostante la maggior parte le avrei ammazzate lo leggevo negli occhi di tutte il "è la serata più bella della mia vita" e mi si è riempito il cuore di gioia. 
Ci sono stati due momenti perfetti. Il primo è stato quando Harry mi ha guardata negli occhi, gli ho mandato un bacio e mi ha sorriso. Quasi non ci credo ancora. 
Il secondo è quando è passato nella passerella per andare nel secondo palco, mancava pochissimo e gli toccavo la mano. Averlo avuto così vicino mi ha emozionato tanto. 
Troppo. 
Poi, vuoto. 
Dopo che è tornato sul palco normale, passando di nuovo vicinissimo a me, ha cantato "From the dining table", tutta l'arena in silenzio, si sentiva solo la sua voce e la sua chitarra. Cantava stringendo forte il microfono con gli occhi chiusi. Tra il caldo e l'emozione fortissima, sono svenuta. 
Un ragazzo della sicurezza mi ha presa e mi ha portata di fianco al palco su un lettino. 
Poi non mi ricordo niente delle successive canzoni. 
Mi sono risvegliata mentre cantava "Kiwi", l'ultima canzone del concerto, nonché la mia preferita. Dopodiché Harry è sceso dalla parte dove ero io e mi ha guardata di nuovo, poi ha fatto un cenno ad un altro signore della sicurezza per assicurarsi che io e le altre ragazze che si sono sentite male stessimo bene ed è sparito. E' corso via con il suo meraviglioso completo rosa Gucci e non l'ho più rivisto. Sono stata sdraiata fino a quando tutte le ragazze del PIT fossero uscite.

Durante i concerti siamo tutti diversi: chi è basso e non riesce a vedere niente, chi è alto e si prende i nomi dalla gente dietro, chi sa tutte le canzoni a memoria e chi sa solo le più famose e ha accompagnato un amico; ma alla fine della serata siamo uguali. Camminare lentamente verso l'uscita con gli occhi bassi e pieni di tristezza perché si vorrebbe ricominciare tutto da capo subito. 

La musica di Harry mi evoca una sorta di totalità che riempie la mia storia, sono felice di "conoscere" e seguire una persona come lui. Una persona umile, semplice, piena di amore da dare a migliaia di persone, molto più bella di qualsiasi tipo di combinazione di parole e metafore. 
Quando le persone mi chiedono chi sia lui, cosa sia per me sorrido e penso che sia qualcosa di così immenso, indescrivibile, di troppo sublime ed elevato per meritare l'umiliazione di diventare parola. Così abbasso lo sguardo e dico "il mio cantante preferito". 

Se anche tu sei stata al concerto e ti ritrovi in qualcosa che ho scritto, vorrei dirti grazie. Perchè quello che ho provato lo sai solo tu. 

A presto, 
Alice

28 set 2017

Un po' di poesie

Ogni tanto, presa da un particolare momento o da un'emozione specifica mi viene voglia di scrivere. Sono però sempre presa dalla fretta e un po' dalla pigrizia, quindi escono testi brevi. Mi piace chiamarle poesie anche se forse non sono definibili tali. Quelle che vi lascio qui sotto sono quindi piccoli frammenti di emozioni, che ho fatto uscire in vari momenti della mia vita negli ultimi anni.
Sembrano tutte frasi scritte da una pazza innamorata ma io non lo sono mai stata veramente. Quindi non sono indirizzate a nessuno, magari pensavo a qualcuno quando le scrivevo, ma come sempre ho usato iperboli e mi sono fatta trascinare dalle situazioni facendo la drammatica.
A voi.

“Siamo tutti così. Viviamo nei ricordi, moriamo se ce li tolgono, eppure scriviamo di quanto vorremmo dimenticare. Dico siamo, ma forse solo io.”

"Che poi è il solito eterno discorso. Ogni mattina svegliarsi col rimorso." 

“ Cos'è la tristezza? A volte certe persone quando sono tristi non desiderano che qualcuno ne chieda loro il motivo.
Lo sono e basta. Ma ora lo dico io il motivo. Rispondo alla domanda. Sono triste perché il mio umore dipende dal tuo esserci. E non ci sei. "

"Qualcosa dentro di me è sbagliato. Non ha limiti. C'è qualcosa anche dentro di te. Ci rende simili."
"Sono prigioniera 
di un'età
che non so 
che non posso 
vivere."
"Non nutrirmi di speranze.
Non me, che sono affamata di illusioni" 
"La felicità. Mi spaventa. 
Mi spaventa più della sofferenza. 
Cerco sempre qualcosa che non va anche quando va tutto bene.
Mi frantumo e poi continuo a farlo." 

" Quando mi chiedono chi sei, cosa sei. Io sorrido e penso che tu sia qualcosa di così immenso, di indescrivibile, di troppo sublime ed elevato per meritare l'umiliazione di diventare parola. Così abbasso lo sguardo e dico: nessuno."

"Sai tutto di me 
e io tutto di te
A volte mi chiedo perché
tra tutte le persone tu abbia scelto me
Irascibile, cinica e bipolare
ma alla fine forse, qualcosa di buono la so fare.
Qualcuno mi ha detto 
chi trova un amico trova un tesoro

e con te, lo giuro, ho trovato l’oro."

"E io sto zitta
non te lo dico 
non ti dico che ti penso
non ti dico che ti sogno
perché piuttosto che 
vederti triste 
dopo averti detto tutto
preferisco amarti 
in silenzio 
con la mia mente che fa 
l’amore con la tua."
"Il tuo nome è quello che
mi viene in mente 
quando mi parlano di amore
Il tuo nome è quello che
non vorrei avere in testa
quando mi parlano di mancanza
ma è così che va 
Dico di non avere bisogno di niente
ma poi sotto il tavolo
mi prendi la mano
ed è questa che definisco felicità 
e chi non ha bisogno 
di essere 
felice?"

"Tutto finisce 
non è vero che 
è per sempre
Niente è per sempre
noi non eravamo 
per sempre
è finito tutto
Anche la notte più bella
finisce
con l’alba."

"E come sempre
ti penso 
penso a te 
a me
a te che pensi 
a me 
E penso a un 
noi
che forse
che forse non ci sarà
mai."



25 ago 2017

Ci avevo creduto

Stop, riparti, stop. 
Respira, riparti.

E' così che sono stati gli ultimi mesi della mia vita. Come sempre ho lasciato che il tempo mi regalasse la possibilità di riflettere prima di sedermi e scrivere.
Sono una ragazza parecchio abitudinaria, mi piace sempre essere organizzata. Quando succede qualcosa che mi scombina i piani mi agito. Non parlo solo di avvenimenti assurdi. Anche solo quando programmo di lavarmi i capelli un tal giorno, se non ho tempo di farlo e rimando mi viene l'ansia. Sono abitudinaria quanto testarda e anche emotiva. Emotiva nei momenti meno opportuni oppure meno ovvi. Mi dispero quando vedo la pubblicità delle mele Melinda perché il nonno guarda il nipote con degli occhi pieni di amore.
Il mio papà se ne è andato da ormai un mese e non riesco più ad essere così tanto emotiva. Non riesco più ad essere tante cose.
Magari non si tratta proprio di non riuscire, forse proprio non voglio. Non voglio e basta.
Non mi piace pensare che io non riesca a fare qualcosa. Non mi piace farmi vedere triste. Non mi piacciono tante cose.
Mi fa schifo il dolore, la sofferenza. E l'unica cosa peggiore di tutto questo è vedere le persone a me care tristi. Perché non posso prendermi tutto io, perché?
Sono forte, io lo sono per tutti. Mi nascondo, sì. E' difficile vedermi triste. Anzi, forse a parte qualche eccezione, nessuno mi ha mai vista giù di morale veramente.
La vita va avanti. La vita fa scherzi. Scherzi di merda (passatemi il termine). Ma come ha sempre detto (qualcuno, non so chi) dai la mano ai tuoi nemici. Io gliela sto dando la mano alla vita. Resisto tanto dal non stritolarla fino ad ucciderla. Ma gliela sto dando. 
Io ci ho creduto.
Ho tanto creduto alla felicità,
giuro l'ho fatto. 
Ho tanto creduto anche all'infinito
qui forse non giuro 
ma giuro invece 
che ci ho provato. 
Ho tanto creduto
a cosa? 
Non lo so, ma l'ho fatto.
Presente quando credi e basta?
Hai una sensazione che sovrasta su qualsiasi altra.
Se non hai presente, tranquillo. Nemmeno io.
Ma sento che qualcosa di grande c'è.
Qualcosa di grande che vive dentro di me e che accende le parti più buie.
Forse è lui. Forse sono io stessa che grazie a lui ho imparato. Imparato cosa? Non lo so!!! Non so più niente ormai.
So solo che i ricordi rimangono.
Quella volta al mare, in Sardegna credo. C'era vento e c'erano le onde. Eravamo tutti e quattro. Anzi cinque. C'era anche il cagnolino più bello e pazzo del mondo. Era un momento di felicità, risate di mio fratello e di mio papà che si passavano il frisbee. Scocciatura nella faccia della mamma al solo pensiero di dover ripulire i loro vestiti dalla sabbia. E io e Kira che correvamo e giocavamo. Ogni tanto mi fermavo e immortalavo dei momenti con la macchina fotografica.
Ora sono rimasti il rumore delle onde e le risate in sottofondo causate dalla spensieratezza di quei giorni.
Vorrei tornare e affidare la mia solitudine alle onde. Così magari se la portano via.
Forse per sempre. Magari.

Stop, respira. 
Riparti. 



14 lug 2017

Ritorno in Italia

Tutti parlano delle mille fasi che un exchange student ha durante il programma. Le quali sono piuttosto comuni: frustrazione, malinconia di casa, finto adattamento, depressione, adattamento reale, felicità e tristezza di tornare. Poi, per ogni fase ci sarebbero da scrivere migliaia di parole, ma non è l'argomento di questo post.
Vorrei invece parlare delle fasi del ritorno nella propria città. Personalmente, le ho vissute tutte in una sola settimana. La prima che ho riscontrato è stata l'emozione di rivedere tutti. Familiari, amici, conoscenti. Rivedere la mia città. Ah che bella, Bologna. E' stato molto strano perché mi era sembrato di aver visto tutto e tutti neanche un giorno prima. Subito dopo l'immensurabile felicità c'è, ahimè, la tristezza. La malinconia. Ti manca tutto. Tutti. Inizi a ricollegare ogni cosa con i tuoi amici stranieri, con le loro abitudini. Paragoni il cibo, gli odori, i colori. Le frasi che dicevo continuamente la prima settimana erano solo "Ah, sai che in Australia invece.." oppure "Il mio amico Luke fa lo stesso" o "A Sydney invece cucinano così..". E' una cosa piuttosto prevedibile. Io, lasciando Sydney, ho lasciato una parte di me. Ma che dico. Ho lasciato tutta me stessa. Ora non sono più la stessa Alice. L'Alice che il 30 Gennaio è partita da Bologna è rimasta lì. Successivamente, un po' perché penso di essere maturata, un po' perché mi è assolutamente venuto automatico vi è stata la cosiddetta rassegnazione. Probabilmente non ritornerò mai più lì, e nemmeno rivedrò più nessuna delle persone più speciali che abbia mai incontrato in tutta la mia vita. Quindi, sì, continuerò a pensare ai mesi bellissimi passati lì, ma andando avanti proverò (e riuscirò) ad eliminare ogni traccia di tristezza.
Come ricorderò i momenti belli, ricorderò anche quelli meno belli. Quindi, parlando chiaro tutti i primi tre mesi. Ho già spiegato, in post precedenti, quanto sia stato difficile per me adattarmi all'inizio. Ma non mi sono arresa e ne è valsa la pena. Ora racconto dell'Australia con un sorriso enorme e qualche lacrima di felicità. Felicità perché durante tutto il mio ultimo giorno di scuola, un sacco di persone sono venute da me a parlarmi anche solo due minuti, a firmarmi la camicia dell'uniforme. E anche se ero un seccata per il fatto che quasi nessuno mi calcolasse all'inizio, ho avuto la conferma che tutti hanno tenuto (e tengono?) un sacco a me. Semplicemente lo dimostrano diversamente.



Che poi non sempre va tutto bene. Sono tornata prima del dovuto. E' come se mi fossi svegliata durante un sogno. Come se mi fossi improvvisamente ricordata della mia vita qui in Italia. E va bene. La vita gioca brutti scherzi. Ma è proprio grazie a questi che riusciamo a riconoscere quelli belli. La positività non è mai stata parte di me. Ma in questo caso c'è. Forse troppa. Non lo so. Sono in ribellione totale al momento. Con chi? Con la mia stessa mente.
Con questo post, purtroppo, concludo il mio "racconto" sui 6 mesi all'estero. Sicuramente terrò il blog aperto. Scrivere è sempre bello.
E a te, che vuoi fare la mia esperienza. So che fa paura, tanta paura. Ma avere paura è meglio di avere rimpianti.
A presto.

10 giu 2017

Deposito di memorie

"Quindi Alice, hai ricevuto i biglietti di ritorno?"
Silenzio.
"Alice?"
Ancora silenzio.
Ieri ho fatto l'intervista di fine programma con la mia coordinatrice locale. Mi ha chiesto per almeno tre volte se avessi ricevuto la mail con i dati del volo di ritorno. Io ci ho messo un po' a rispondere.
E' stato proprio dopo ieri che ho realizzato che ormai sono giunta alla fine di questa esperienza.
6 mesi? A me sono sembrate poche settimane. Forse è questo il bello. O il brutto. Non lo so.
Io turista ai massimi livelli
In questo momento sento di avere mille emozioni. Il che, è normale. Non in questo caso, però. Perché tutte queste emozioni sono contrastanti.
Non voglio tornare.
Voglio tornare.
Mi manca l'Italia.
Dio, quanto mi mancherà l'Australia.
Sto iniziando solo adesso a legare con le persone a scuola. Ma ormai è tardi. Ed è stata colpa mia. Non mi sono buttata all'inizio con il mio solito carattere da super estroversa. Sono stata nel mio senza interagire con nessuno.
La mia classe di Drama
So però che questi nuovi amici mi rimarranno per sempre.
Durante l'intervista ho cercato con tutte le mie forze di non piangere: mai piangere davanti a qualcuno della tua associazione, penserà che tu sia depresso. Quindi ho resistito, rispondendo con un falsissimo sorriso "Sì. Ho ricevuto la mail".
La cosa però, che mi viene spontanea pensare, è di godermi gli ultimi giorni al massimo, ed è quello che sto facendo. O almeno, quello che sto provando a fare.

Vivid
A scuola abbiamo un sacco di verifiche e esami in quanto il Term sta quasi per finire. Niente di paragonabile all'Italia, ma comunque difficile. Sono felice perché sto scrivendo un sacco di temi in inglese, il che mi ha aiutato parecchio a migliorare la lingua. La mia famiglia ospitante mi ha detto che vedono il mio inglese migliorato, anche se ho ancora l'accento italiano. Ma hey, Italia sempre nel cuore. Qualcosa mi dovrà pure rimanere di lei, no?
Io turista 
Ieri mentre scleravo dato che Harry Styles ha aggiunto nuove date per il tour nel 2018, stavo accarezzando il gatto della mia sorella ospitante. Non so perché, ma in quel momento mi sono sentita felice. E' stata forse l'unica volta che il gatto non mi abbia graffiato o assalito cercando di uccidermi, ma aveva solo bisogno di un po' di coccole ed è stato molto bello. Sorseggiavo un caldo e rigorosamente zuccherato thè sotto tre coperte con un amorevole (a volte) gatto sulla mia pancia e Harry Styles di sottofondo. Sì, hai letto bene. Coperte. Qui l'inverno è ormai iniziato: la mattina ci sono 3 gradi...chi lo avrebbe mai detto? In Australia? Nel mio armadio ci sono solo costumi e pantaloncini. Non ho portato niente di caldo. La cosa più brutta è che devo mettermi sempre l'uniforme con quella gonnellina che mi fa gelare le gambe nell'arco di 30 secondi.
La scorsa settimana ho probabilmente visto uno degli spettacoli più belli di sempre. Vivid. Cosa significa? In pratica per un mesetto tutta la città di Sydney è illuminata da mille luci. E' una cosa assolutamente meravigliosa e da vedere prima di morire. L'Opera House è probabilmente la parte più bella.

Vivid

Mi ritrovo ora, a meno di un mese dal mio ritorno a pensare. Non tanto a questo istante ma a quando tornerò a casa. Casa mia.
I miei pensieri adesso sono proiettati al momento in cui scenderò dall'aereo e toccherò la mia terra Italia. Cosa succederà? Ho paura che la mia mente giochi brutti scherzi, una volta a casa.
Tutte le immagini di una vita così repentina, magnificamente unica, sono incuneate dentro di me come tatuaggi permanenti sperando di riuscire a rimanere lì e a resistere all'alterazione che il tempo porta. 
Che forza ha, il tempo. Così potente.
E' anche per questo che scrivo. Incastro più immagini possibili dentro un mare di parole. Proprio come fotografie. Questo è il mio deposito. La mia memoria.
La mia vita.

Vivid

13 mag 2017

56 giorni

“Auguri Ali!!!” Ho sentito questa frase tantissime volte nelle ultime due ore, così tanto che ormai non so nemmeno cosa rispodere. Come quando ripeti tante volte una parola che questa perde significato.
Il mio lungo e appariscente vestito rosso è l'unica cosa che si vede nella stanza. E' rosso fuoco o meglio, rosso sangue. Dipende dallo stato d'animo di chi lo descrive.
E' arrivato il momento di soffiare le candeline, o almeno credo. C'è una gigantesca torta rigorosamente rosa di fronte a me. Amici, famiglia e conoscenti iniziano a cantare la canzone che porta più imbarazzo nella vita di chiunque. Tanti auguri a te. Tanti auguri a me. Non so cosa fare, sono immobilizzata. Non riesco a sorridere, o forse non voglio. Improvvisamente tutte le persone dentro l'enorme stanza si trasformano in mille palme, la torta si sbriciola e diventa sabbia bianca. Mi guardo intorno e sono in spiaggia. Sono in una spiaggia enorme, con l'acqua cristallina.
Faccio per entrarci, ma ho paura. Ho sempre avuto paura del mare. Sono da sola e il mio vestito elegantissimo si trasforma in un costume da bagno. Sento delle voci che continuano a cantare per me e per i miei 18 anni. Ma piano piano svaniscono e l'unico rumore che riesco a sentire sono le onde del mare. Non so cosa fare, non penso al modo in cui mi sia trovata qui improvvisamente, bensì agisco di impulso come faccio sempre. Inizio a correre, correre fortissimo come se ci fosse qualcuno che mi stesse inseguendo. Ma io non corro, non è cosa da me. Nel momento in cui lo penso mi fermo. E mi guardo intorno, sono circondata da colline di un verde chiaro, il mare ormai è così lontano che a malapena si vede, ma c'è ancora la sabbia, tanta sabbia. E ci sono le nuvole. Nuvole soffici e bianche. Improvvisamente mi trovo su un aereo e ammiro il paesaggio dall'alto. Quanto può essere devastante vedere le cose così piccole quando solitamente sono enormi? Ti senti così potente, grande. Ma alla fine è tutto un caso di prospettiva. Sull'aereo si sente una musichetta che piano piano diventa sempre più forte, quasi assordante. Non riesco più a sopportarla. Mi accorgo di avere avuto gli occhi chiusi quando li apro. Mi trovo in camera mia, a Sydney, New South Wales, Australia tentando di spegnere la sveglia più noiosa di sempre.

Ciao a tutti, sono tornata. Ho aperto questo post con un sogno che ho fatto sta notte, non so neanche perché ho voluto condividerlo con voi. Sarà che non avevo molte idee su come iniziare il post.
Non mi scuso per l'assenza, perché preferisco scrivere quando ho davvero qualcosa da dire piuttosto che buttare lì delle parole a caso.

Canguriii
In mezzo alla natura
Le vacanze di Pasqua non sono passate veloci, di più. Come avevo detto nel post precedente sono andata in campeggio con la mia host family e non penso di aver mai visto paesaggi così belli. Lo chiamano campeggio, ma non è da definire tale. E' un parco naturale con nessun tipo di attrezzatura, nessun bagno, nessuna luce. Solo la natura. E canguri che mentre ceniamo vengono a rubare il cibo. E' stata davvero un'esperienza bellissima. Avete presente quando siete al posto giusto nel momento giusto? E' stato esattamente così, per tutti i quattro giorni. Siamo stati in sentieri mozzafiato, in mezzo alla natura e a mille specie animali. Mi dispiace per tutti perché oltre a camminare lentissimamente, mi dovevo fermare ogni dieci metri per fotografare animali, paesaggi, cieli, insomma tutto. 

A scuola va tutto bene, sto studiando più di quanto mi aspettassi, ma comunque niente di drammatico. I ragazzi all'estero sono strani, molto. Pensavo di essere l'unica a non aver legato tanto con nessuno a scuola, ma sentendo altri exchange students, non sono l'unica.
7:31 pm, campeggio
Tip per i futuri exchange: NON FARETE AMICIZIA CON QUASI NESSUNO. Ok sono troppo drammatica. Il fatto è, almeno nel mio caso, che tutti all'inizio sono attratti da te e ti parlano, ti chiedono di uscire, vi fate mille foto e chiedi a te stesso cosa mai puoi aver fatto per meritarti persone così carine al tuo fianco. Sarò io esagerata, ma di amici che mi mancheranno a scuola ne conto uno, due o forse tre se proprio mi impegno. Ma va bene così, sto imparando ad apprezzare sempre di più la vita e le occasioni di questa. Ovviamente parlo per la mia esperienza, può benissimo succedere di fare amicizia con centinaia di persona durante il programma all'estero. Dico solo che è molto difficile.
Per questo sono davvero felice di aver scelto di vivere in una host family, perché alla fine sono loro le persone che mi mancheranno di più, che mi hanno aiutata, che mi aiuteranno e che si sono comportate come una vera famiglia e amici sinceri.
Ogni tanto, o meglio, spesso, penso ai miei amici in Italia. Proporzionalmente, di 20 amici stretti che ho, 3 mi hanno scritto e si sono interessati a me. Ma va bene così. Alla fine so che ci sono e ci saranno per me. Almeno credo. Vedrò quando torno.

Ho iniziato a fare Netball, ma forse l'ho già detto e lo adoro. Ogni Sabato facciamo una partita, per ora ne abbiamo fatte due e vinta una. E quando dico alla gente che non ho mai fatto questo sport nella mia vita, nessuno mi crede. Sono portata, eheh. A scuola è iniziata la stagione invernale degli sport, quindi abbiamo dovuto scegliere quello da fare e ho scelto di nuovo pallavolo e ce l'ho fatta ad entrare nella squadra anche questa volta!

La lavagnetta di fianco al mio letto mi dice che mancano 56 giorni al mio ritorno in Italia. Che paura. Ho tanta tantissima paura. Non so se sia più per il fatto di lasciare questo posto per sempre o di tornare alle mie abitudini a Bologna.
Mi sono immaginata il mio ritorno e penso che non cambi nulla, saranno gli stessi paesaggi, le stesse persone, gli stessi odori. L'unica cosa che sarà cambiata sarò io.
Anzi, io non tornerò. La persona che abbraccerete e saluterete, non sarà la stessa alla quale avete detto arrivederci. Le avete detto addio, per sempre.

Bam, qua ci stava tipo un TUMTUM di musica per evidenziare la negatività della situa. Ma ehi, che sia vero o no, io comunque sarò la stessa, sarò un po' cambiata, ma le barzellette e l'ossessione per Harry Styles non se ne saranno andate ;).

Al prossimo aggiornamento, il quale spero arrivi presto.
Manly Beach



Paesaggio durante una delle camminate

Uno dei sentieri








10 apr 2017

Una piccola me

Scrivo per respirare? Davvero?
A quest'ora sarei morta.

Ciao a tutti, qua vi parla (scrive) un'Alice finalmente spensierata dalla scuola dato che oggi sono iniziate le vacanze di Pasqua. Due settimane di stop sono ciò di cui ho bisogno ora. Poi, tanto "stop" non sono dato che ho un sacco di compiti da fare, ma ci accontentiamo.

Mi dispiace per l'assenza lunghissima, ma volevo essere sicura dei miei sentimenti e pensieri prima di gettarli a capofitto su un foglio bianco.
Ora sono sicura? No.
Forse. Però ho tempo, quindi vomiterò parole.
E' la prima volta che inizio a scrivere senza avere nulla da dire. O meglio, ho da dire un sacco di cose ma non so da dove partire. Spero non venga fuori un casino.

Inizio con il parlare della scuola: ho fatto le verifiche di tutte le materie, ed è tutto diversissimo. Controllano tutto molto di più rispetto a quanto facciano in Italia. Bisogna lasciare gli zaini e i telefoni fuori dalla classe e per rispondere ad ogni domanda ci sono fogli diversi e inoltre bisogna scrivere con la matita. Almeno così funziona nella mia scuola, non so nelle altre.
Sono orgogliosa di me perché sono passata dal completare mini esercizi di grammatica al parlare in inglese tutti i giorni tutto il giorno e soprattutto a scrivere temi e a fare verifiche. Sono felice dei miglioramenti che sto facendo. Questa lingua serve tantissimo oggigiorno e io posso dire di saperla come l'italiano, o circa. Spero. Che tu abbia 12 anni, 20 o 57, fai corsi, viaggia, guarda film in inglese, fai in modo di impararlo un po'. Almeno le basi. E' un ordine. Scherzo. Forse.
Sono diventata inoltre fotografa ufficiale degli eventi sportivi e ciò vuol dire che tutti mi odiano perché mi salto un sacco di lezioni per poter fare le foto, modificarle e caricarle sul sito della scuola.

Ieri sera sono andata ad una festa di compleanno di una mia amica, faceva 16 anni e avrà speso 2000 dollari tra catering, fotografo, dj e soprattutto (cosa assurda!!1!1!) aveva comprato un filtro su Snapchat. La serata è stata carina, ma niente di eccezionale. Sono meglio i Regaz di Bolo per quanto riguarda l'organizzazione di serate ;). La festa è iniziata alle 6 e finita alle 10, ma metà degli invitati verso le 8 se ne sono andati dal gran che erano annoiati. Meglio, più torta per me.

Domani alle 6:30 di mattina parto con la mia host family e andiamo in campeggio in montagna. Qui le chiamano montagne ma sono collinette, sarà fighissimo comunque sono sicura. L'unica (enorme) pecca è che staremo senza bagno, elettricità, connessione per una settimana, aiuto.
L'estate se ne è definitivamente andata e io, da deficiente mi sono portata 15 costumi e neanche una felpa o cose calde. Quindi se venite in Australia in questo periodo mi raccomando portate cose calde!!!! Non tanto calde, perché ci sono comunque una ventina di gradi, ma la notte fa freschino. Ho come la sensazione che avrò freddo a dormire nella tenda con il mio pigiamino di cotone.

Io come sto? Sto bene, sono felice e ho finalmente trovato me stessa. Questa esperienza mi sta davvero aiutando a crescere.
Un consiglio? Certo. Cari futuri exchange student, non abbiate aspettative. Non immaginatevi di vivere un "sogno da film". Perché non sarà così. Troverete un sacco di differenze, le persone diverse, abitudini, paesaggi. Tutto diverso. Il mondo vi sembrerà grande, molto grande e voi così piccoli. Ma andrà tutto bene, bisogna prenderla solo per il meglio. Come sto facendo io. Ogni giorno che passa guardo l'Alice vecchia, che chiamava la mamma per un bottone rotto da ricucire e che ora ha imparato ad orientarsi in una città grande come Sydney.
Ci sono stati momenti difficili e sono sicura che ce ne saranno tanti altri ma non cambierei nulla. Anzi, silenziosamente dentro di me ringrazio ogni ostacolo, ogni difficoltà e ogni lacrima perché sono proprio loro che mi hanno aiutata a diventare ciò che sono diventata.
Cosa sono diventata?
Una ragazza che guarda tutti i giorni non più sognando
ma vivendo. 
Una me felice a Bondi Beach

Il cielo da casa mia

Io e Phoebe alla festa di compleanno






21 mar 2017

Australia VS Italia

Ed eccomi qui, dopo due mesi dal mio arrivo in Australia a fare il solito post noioso sulle differenze culturali (e non). Beh, tanto noioso forse non è per le persone a cui interessa (ma che cosa ovvia ho appena detto).
Comunque, smetto subito di fare la logorroica ed inizio. Le differenze sono tante, non sono in ordine di importanza e sicuramente me ne dimenticherò qualcuna, ma spero che qualcuno sia interessato. Io lo sarei se fossi in voi ;).

- Guidano a sinistra, quindi hanno il volante a destra. (Io ancora non ci sono abituata e quando attraverso la strada rischio di morire circa 27 volte al giorno. Inoltre, me ne scordo sempre quando sono sulle scale mobili, perché sto a destra e la gente mi insulta perché va di fretta e non può superarmi.)
- Iniziano a guidare a 16 anni. Eh, no. Non è così semplice. Puoi iniziare a guidare a 16 anni, con una persona patentata da più di dieci anni seduta al tuo fianco. Dopo aver guidato per almeno 120 ore, hai la patente e puoi guidare da solo. Sì, da solo. Perché non puoi caricare nessuno per un anno. Dopo un anno di solitudine puoi caricare solo due persone per un altro anno. Dopodiché puoi caricare chi vuoi ma solamente prima delle undici di sera. Dopo sei mesi puoi guidare con chi vuoi e quando vuoi. Ma a quel punto non ti interesserà più perché avrai 64 anni e a 65 non puoi nemmeno pensare di toccare un volante
- Non hanno una loro cucina tipica, quindi dovunque tu giri ci sono ristoranti di ogni tipo. (Vietnamese, Messicano, Giapponese, Cinese, Italiano (ahimè) e chi più ne ha più ne metta).
- Non vanno a scuola il Sabato
- A scuola puoi scegliere le materie da seguire, con d'obbligo solo inglese e (in alcune scuole) matematica
- Puoi iniziare a lavorare a 14 anni, qui tutti i ragazzi della mia età già lavorano perché i genitori non li mantengono
- L'Australia non ha storia. In Italia te ne accorgi subito che c'è, basta guardarsi intorno
- A scuola non hanno libri, fanno tutto al computer
- In tutte le scuole c'è l'obbligo dell'uniforme, ed è una cosa a cui tengono un sacco. Ci sono molte scuole cattoliche maschili e femminili
- L'igiene è nettamente bassa. Che sia personale, nelle case, nei ristoranti, luoghi pubblici. La gente non si lava e non lava
- Gli Australiani sono estremamente salutisti, non vedi nessuno fumare o bere in giro. Quelli che lo fanno, sono solitamente sono molto ricchi perché i prezzi sono appositamente altissimi
- Le persone sono molto carine ed educate con tutti
- I servizi pubblici sono abbastanza efficienti, non ho mai avuto problemi con ritardi di bus o treni
- La vita notturna è scarsa. Alle cinque di pomeriggio  tutti i negozi sono chiusi e alle 10:30 tutti i locali. Dopo le 11 non vedi nessuno girare
- Le stagioni sono invertite, quindi ora che lì è primavera qui è autunno (anche se non si direbbe, dato che ci sono 30 gradi)
- Per salutarsi, noi si danno uno o due baci sulla guancia, qua si abbracciano. Considerano i baci sulla guancia come mancanza di rispetto. Bella figura quando sono arrivata qui che ho sbaciucchiato (iperbole) la mia host mum
- La gente non incrocia le gambe quando si siede
- Non sono religiosi, nessuno va a messa, non sanno neanche cosa sia
- A Sydney ci sono più cinesi che Australiani (iperbole)
- Se in Italia pensate che la gente sia dipendente da social network, qua lo sono il doppio: vivono letteralmente su Snapchat, Facebook e Instagram. La scuola ha un account di Snapchat e dico solo questo
- Ci sono troppi animali, ogni giorno scopro una nuova specie di ragni
- Hanno il ballo a scuola
- Finiscono il liceo a 17 anni
- Non pagano mai con i contanti, hanno tutti una carta di credito e un conto in banca
- Se vuoi entrare in un posto dove vendono anche solo una birra non puoi se non hai 18 anni


Potrei dire altre mille cose ma ora devo rimettermi a studiare, ho trovato solo questa mezz'ora libera per scrivere un post. Scusate non aggiorno da quasi un mese.
Spero che le differenze che ho elencato siano state di vostro interesse.

Ora, ovviamente, metterò qualche foto a caso.
Alla prossima.
Foto scattata dal Ponte di Sydney alle 19:31


Un ragnetto fuori casa mia
La serata più bella della mia vita: il concerto di Adele; ANZ Stadium

Un bellissimo e dolcissimo Koala
Due canguri che riposavano prima che io li svegliassi iniziando a ridere senza motivo