Benvenuta, lettrice; benvenuto, lettore. Qualsiasi cosa ti abbia portato qui, spero ti troverai bene.
La ragazza che si cela dietro questi post sono io.
Mi chiamo Alice, ho 21 anni (ho scritto questa introduzione cinque anni fa).
Mi fermo qui con le presentazioni che mi annoiano sempre.
Buona permanenza.

16 gen 2021

Ma perché?

Perché non ho passato l'esame?
Perché ci siamo lasciati?
Perché lui non mi ama?
Perché lei non mi ama?
Perché ora sono triste?
Perché mi hanno insultato nei commenti?
Perché mi ha detto una bugia?
Perché mi ha offesa?
Perché mi ha tradita?
Perché?

Perché è la parola più usata in assoluto dai bambini sotto i 5 anni. "Mamma ma perché?", "papà ma perché?".
E' anche una delle parole più usate da noi. 
L'ossessione di trovare una motivazione nelle cose. 
Ossessione. 
Ma attenzione, un'ossessione solamente quando si tratta di cose negative.

Perché mi ama?
Perché sono felice?
Perché ci siamo fidanzati?
Perché mi hanno fatto dei complimenti? 
Perché mi dice sempre la verità?

Nel primo blocco di domande ce ne sono almeno metà che almeno una volta sono apparse nella tua testa. 
Nel secondo blocco, ci metto la mano sul fuoco, neanche una. Forse un paio, ma solo in momenti in cui ti senti triste e credi di non meritarti il bene che hai.

Ma perché? 
E' semplice. 
La felicità è un'utopia. 
La felicità è temporanea, quando c'è.
Ogni volta che ci sembra di esserlo, inconsciamente facciamo di tutto per non farla svanire. 
E il modo di farla svanire sarebbe certamente chiedersi i motivi, pensarci. 
Puf, sparirebbe.
In questo momento siamo in macchina, magari sui colli, con Frah Quintale alla radio, guardiamo le stelle, ci sfioriamo le labbra e in questo momento non vogliamo altro. 
Che fai? Ti stacchi e inizi a pensare i motivi? 
Ti inizi a chiedere, perché sono così felice ora?
Perché sto così bene in questo momento?
No. 
Ti godi il momento: la felicità e la spensieratezza sono innate. 

Stai uscendo da casa sua, vi siete lasciati. Dopo anni di tanto amore, la fiamma si è spenta. Piangi, corri verso la macchina e speri solamente che sia un sogno. 
Ti chiudi in macchina. 
Ti inizi a chiedere, perché ci siamo lasciati?
Perché sto così male?
Perché non ho fatto tutto quello che potevo per evitare questo?
Sì.
Sei triste, l'essere umano non è stato programmato per esserlo. 
Torni a casa, il pensiero ti tormenterà per giorni, mesi, anni. 
Perché è finita?

Hai preso 30 ad un esame. 
Sul momento, l'hai appena saputo, l'hai appena letto sul sito del prof. 
Ti chiedi perché? 
No, sei già ubriac* e stai festeggiando.
(Dio, sti asterischi).

Ti boccia. 
Lo stronzo ti boccia. 
Perché cazzo mi ha bocciata? 
Perché?
Qui te lo chiedi. 

Ora potresti aspettarti una soluzione da parte mia. Ho presentato il problema, l'ho analizzato fornendo esempi e ora tocca alla soluzione. 
Ma non te la dico. 
La so, ma non voglio condizionarti. 
Cazzate, non la so nemmeno io. Forse non c'è. 
Forse questa inarrestabile ossessione di trovare soluzioni e motivazioni è deleterea. Più dell'evento che ci è capitato. 
Perché non accettare e basta? 
In questo momento sto parlando anche a me stessa, quasi un flusso di coscienza. 
Perché non accettare e basta? Non abbiamo potere di cambiare quasi niente. Anzi, a livello sociale, amoroso e simili non abbiamo per niente potere. 
Sarebbe una vita migliore e più semplice se certe cose fossero razionali o almeno razionalizzabili in certi contesti. Quel voto brutto preso, quella chiusura di un rapporto, quella caduta dalla trave in gara. Ci si pensa inevitabilmente per tanto, troppo tempo, e quasi si fa diventare più grave il pensiero piuttosto che l'avvenimento in sè. 

Quando mi succede qualcosa di brutto mi fermo a pensare a due cose:
-c'è chi sta peggio
-ho passato di peggio
La prima è probabilmente molto negativa ed egoista, ma mi aiuta. Perciò se tu hai una vita peggiore della mia, scusami ma quel giorno in cui piangevo in macchina ho pensato a te e sono stata meglio. 
Quello che ho appena detto è molto politically incorrect, ma non penso di essere l'unica nel mondo a ragionare così.
La seconda invece la trovo molto più bella. 
Molto più matura. 
Saper gerarchizzare i problemi nella nostra vita. Saper dare il giusto peso alle cose. 
Dio, io non ci riesco per niente, ma ci provo. Ci provo sempre. 
Qual è la cosa peggiore che ti sia mai capitata? Sapresti rispondere? 
Io forse no. 
D'impulso e spinta dalla pressione sociale probabilmente risponderei che la morte di mio padre tre anni fa sia la cosa pià brutta che mi sia mai successa. 
Eppure sono sicura di essere stata molto peggio per altre motivazioni. Anche solo vedere la mia mamma stare male. Ma è correlato all'evento. 
La volta in cui ho pianto di più e con più energie è stato per un altro motivo, ad esempio. 
Quindi no. Cancella la seconda. E' impossibile ordinare le cose brutte che ci sono successe. 
Sai cosa? Cancella anche la prima. 
E' tutto così difficile. 

Una cosa però è certa. Non vi dico che ce la farete ad affrontare tutto e che andrà tutto bene per forza. Perché non è così. Dico invece che se succederà, succederà solo ed esclusivamente grazie a voi. Grazie a nessun altro. 
Nessuno può sostituirvi o soffrire al posto vostro. Nè il fidanzato, nè la mamma, nè tantomeno la psicologa. Viene tutto da voi. Da noi. 
Ahahahaha mi sembro una di quelle immagini che si mandano le nonne nei gruppi di whatsapp per il buongiorno. 

I momenti dove mi chiedo più spesso il motivo e mi logoro sempre di più è quando ho l'ansia. 
Ultimamente, anche se ora va meglio, soffro di ansia e attacchi di panico. 
Non riesco nemmeno a spiegarli bene alla mia psicologa o agli amici che mi ascoltano, quindi mettere per iscritto le sensazioni sarà impossibile ma ci provo. 

Sembrano dei sogni lucidi, presente? Quando il tuo corpo dorme, ma la tua mente no. Sei conscia, ma non riesci a muoverti, a pensare razionalmente. Non capisci niente della situazione, e non puoi farci niente. Puoi solo aspettare che passino. 
Quest'ultimo punto è fondamentale, sono iniziata a stare meglio proprio quando ho accettato la cosa, ho accettato il fatto che non potessi stare sempre bene e sempre tranquilla. Anzi, pensandoci aposteriori sono grata di aver avuto momenti del genere, perchè mi rendono viva e mi rendono la persona che sono ora. 

Ma, torniamo agli attacchi di panico. Probabilmente, se non ti è mai successo non hai nemmeno idea di cosa io stia parlando e sinceramente un po' ti invidio. Ora ho imparato a riconoscerli, ma soprattutto ho imparato a non respingerli e a non chiedermi i motivi. Si potrebbe pensare che siano sempre correlati a qualcosa in particolare: prendo un aereo ma odio volare e mi viene un attacco d'ansia, odio parlare davanti alle persone e all'esame orale sto male perchè ho tutti i miei compagni che mi ascoltano. 
E invece no, la cosa brutta è che non sai dare una motivazione. Certo, una contestualizzazione magari si riesce anche a fare, dopo tante piccole cose brutte che ti sono successe arrivi al momento in cui non riesci più a tenere tutto dentro e scoppi. Ma non non riesci a circoscrivere il problema. 

Sono fuori a cena con i miei amici, va tutto bene. Bevo la mia Coca Cola e sono felice, tranquilla. 
Improvvisamente però qualcosa non va, non capisco cosa, ma sento il cuore che inizia a battere all'impazzata, ho caldo, sto sudando. Cerco di nascondere e reprimere questa cosa, dai, proprio adesso davanti a tutti in un momento così felice? Oddio ma perché? Perché sto male? Che succede? Perché? Bevo un sorso, non va meglio. Inizio a concentrarmi su quello che mi circonda, tocco il tavolo, la tovaglia è ruvida, mi solleticano i polpastrelli. Il mio respiro inizia ad aumentare. 

Che sta succedendo? Una mia amica se ne è accorta, mi guarda. Cerco di sorridere e dire che va tutto bene. La voce si spezza e senza accorgermene ho iniziato a piangere. Non qui, non davanti a tutti. Ma perché? Che succede? Mi alzo ed esco dal ristorante. Le lacrime che mi scendono quando arrivano alle labbra mi fanno assaporare l'ansia, rendo tangibile quello che mi sta succedendo. Sto male, non so perché. Forse perché l'esame non l'ho passato. No, forse è perché ieri ho litigato con mamma. Ma abbiamo fatto pace. 

Queste luci, le persone che mi guardano, che fastidio. Lasciatemi stare. 
Le lacrime continuano a scendere, il cuore batte sempre più forte. 

Oddio, forse è perché mi sento in colpa per aver risposto male al mio amico stamattina. Mi manca il respiro, ho le mani sudate. E se in questo momento sto per morire? Sto per morire, è certo. Sta per succedere. E chi lo dice ai miei amici che sono morta? No, non posso morire, devo prima abbracciare Harry Styles. Harry Styles, ecco è un pensiero che mi mette tranquillità. Mia mamma, mio fratello, i miei amici, sono pensieri che mi mettono tranquillità. Mi vogliono bene, tante persone mi vogliono bene. 

La mia amica esce, con la faccia preoccupata quando mi vede seduta a terra con i gomiti sulle ginocchia e le mani sulla fronte. Non voglio che mi veda così. Sto bene, voglio farla stare tranquilla ma non ci riesco, continuo a piangere. Si siede vicino a me e sta in silenzio, la ringrazio per questo. 

Asciugo le lacrime con le dita e continuo a pensare alle cose belle della mia vita. Il vento gelido mi fa rabbrividire la pelle sensibile delle guance. Ricomincio a tornare alla realtà. 
Sono seduta, in una strada in centro a Bologna. E' Sabato sera. Sono vestita troppo poco. Ho freddo. Le persone parlano, ridono intorno a me. Ridono forse di me? La mia amica mi abbraccia, il respiro torna normale. Il cuore batte ancora forte.

Le chiedo scusa, odio farmi vedere così dalle persone a cui tengo. Mi sono beccata un bel vaffanculo molto meritato. E' una vera amica. Dobbiamo stare male e dobbiamo permettercelo. 

Mi alzo e mi fumo una sigaretta, sentire il fumo entrare nei polmoni mi calma. Il cuore torna a battere normalmente. Il sudore sparisce e non ansimo più. E' finita, ho passato anche questa. Sto bene.

Sono viva. 

Accogliete le emozioni, le sensazioni. Non reprimete niente. 
Non c'è niente in questo mondo di giusto e di sbagliato. 
Non c'è niente di certo in questo mondo. 
Solo una cosa è certa: siamo vivi, pensiamo, proviamo tante cose. 
E lasciatevi un po' andare accidenti. 
Che piuttosto di essere persone vuote ma apparentemente felici è meglio essere pieni di insicurezze, momenti di debolezza e forse solo a quel punto si riesce ad essere davvero felici. 

Ma che cos'è la felicità?
E io che cazzo ne so, chiedilo alla tua prof. di filosofia. 




















15 nov 2020

Il suicidio dei social

Ma hai visto il post di quella?
Oh ma la storia di quello stronzo?
Merda ma si sono lasciati ieri e lei già è a casa di un altro?
Non ci credo sua mamma ha commentato il post.
Che sfigato, ha messo la nostra canzone sulle storie, vuole che gli risponda.
In che senso non ti guarda più le storie?
Bloccala.
Bloccalo.
Commenta così lei si ingelosisce e tu marchi il territorio.
Ma quanto sta male con quei capelli?
Ma nel 2020 c'è ancora qualcuno con il profilo privato?
Seguilo con il fake!
Bloccala.
Bloccalo.
Ma perché mi ha unfollowato?
Che commento ti ha scritto? 
Non ci credo, ha commentato di nuovo.
Bloccala.
Bloccalo.
Oddio ma è una frecciatina palese.
Hai quasi 30 anni e ancora fai frecciatine?
Fatti una vita.

I social sono il suicidio delle nostre personalità, della nostra autenticità, della nostra privacy. Io li odio, ma ne sono dipendente. Un ossimoro. Non so neanche a cosa paragonarla questa dicotomia incoerente. Se si odia qualcosa, perchè farla? Sono dipendente dalla nicotina, dalla musica, dai concerti, dagli abbracci, dalle litigate. E non odio niente di questo. 
I social li odio. E non posso farne a meno.
Mentre scrivo questo, nella mia testa già penso che quando pubblicherò questo post, la prima cosa che farò sarà aggiornare lo stato su Facebook e le storie di Instagram.
Certo, ci sono quelli che lo usano come passatempo e che se stanno senza per un mese stanno bene uguale. 
Che poi, siete la rovina, voi non social. Come pensate che riusciamo a stalkerarvi? 
Ma il peggio sono quelli non social e che HANNO ANCHE AMICI NON SOCIAL. 
Vi odio. 
Un po' di tempo fa ho deciso di disattivare tutti i miei profili di social network. 
Due settimane. 
I primi due giorni sono stata male, ma avevo proprio tachicardia e ansia. 
Poi, dal terzo giorno è andata normale. Non ne sentivo la mancanza. 
Quando uscivo con gli amici chiedevo "che hai fatto oggi?" e non "ho visto le tue storie, come è andata a Firenze?".

Togli l'ultima foto che hai messo, sei venuta male.
Fai una storia e taggami, così la riposto.
Fb mi ha bannato per una settimana, non capisco perchè, alla fine non commento cose cattive.
IG mi ha bannato. 
Seriamente mi hai bloccato? Ma quanti anni hai?
In tendenza su Twitter c'è Trump, ora faccio una storia.
Non so cosa sia Charlie Hebdo, ma metto la storia, lo fanno tutti. 
Sei una puttana, lui ti mette like.
Sei uno stronzo, che cazzo le metti like.
Devo cambiare il nome del fake, mi ha scoperta.
Che sfigata lei lì che mette le foto mentre legge un libro, il massimo che avrà letto è la prima di copertina.
Mi ha tolto dagli amici su facebook.
Mi ha bloccato su whatsapp.
Ora gli faccio una frecciatina così capisce che non me ne frega un cazzo.
Mi ha bloccata.
Che stronza, se vuoi la seguo io e ti mando le cose che posta.

Inizio sempre di più a pensare di essere nata nell'epoca sbagliata. E' una frase fatta (più fatta di Wiz Khalifa), ma è così. Certo, non vorrei aver vissuto nel '42 come disse la mia omonima a Miss Italia. 
Che ipocrita che sono. E' così però. Ogni qualvolta che provo a dire di non essere fan di questi anni, mi si fanno presenti cose circa "sii riconoscente di vivere in questo periodo, pensa ai diritti delle donne 50 anni fa!". E' giusto, molto giusto. 
Vorrei comunque aver vissuto anni fa. Senza internet. Senza cellulari. Solo il telefono di casa e "salve signora, sono Alice, posso parlare con sua figlia?". Che poi, l'annata dei 99 come me e annate vicine, ha vissuto la transizione dei new media. Alle medie quasi nessuno aveva il telefono, se ce l'avevi e per sbaglio aprivi internet sul tuo LG, bestemmiavi perchè avevi appena perso tre euro. Facevamo tariffe apposta, compatibili con quelli dello stesso operatore così avevamo 100 messaggi gratis e 1000 minuti di chiamate. Lo squillo per dire "ti penso, ma non ho minuti per parlare con te".
Poi all'inizio delle superiori BOOM whatsapp. E lì sono iniziate le ansie. L'ultimo accesso, lo stato, il gruppo in cui non ti avevano inserito, le spunte blu. 
Ma il peggio rimane Instagram. Io l'ho scaricato tardissimo, stavo solo su twitter (che, rimane, a mio parere il social network migliore), ma poi è toccato anche a me, dai ce l'avevano tutti. Che fai? Non te lo scarichi?
Io poi ho vissuto diverse fasi, all'inizio pubblicavo solo foto prese da internet, foto degli one direction e green day, frasi di John Green e video del giardino di casa mia. 
Poi è iniziata l'epoca dei selfie, dei filtri di snapchat. Madonna quel filtro del cane, CRINGE. 
E quindi ho iniziato a pubblicare foto di me, video mentre facevo ginnastica, le foto degli one direction continuavano e sono piaciuta. I followers arrivavano, i commenti, i likes. 
Non mi sono mai piaciuta, non mi piaccio neanche ora ma mi sembrava che più mi piace avessi, più fossi bella. Più commenti avessi, più fossi amata dalle persone. 
E poi il presente. Dei followers ora non me frega niente, ai like ci guardo, ma giusto per capire cosa piace di più alla gente. Ora uso instagram senza filtri, dico tutto quello che penso, e perdo in media 20 followers al giorno, il mio sarcasmo e ironia non sono roba per tutti, I guess. Ma meglio così. 
Non uso Instgram per far vedere il posto dove sono stata,  i nuovi pantaloni, gli amici che ho. 
Uso Instagram perchè mi piace l'idea di divertire le persone, e ogni tanto faccio anche la figa che se la tira. Insomma segui una, prendi due con me.

Ma vez, quel video è esagerato.
Che cringe che sei.
Sei imbarazzante.
Ti prego, non dirmi che è un capezzolo quello nell'ultima foto.
Sei una troia.
Bloccala.
Bloccalo.
Toglilo dai tuoi amici. 
Almeno bloccagli i commenti, è imbarazzante.
Fai schifo.
Che musica orrenda che mette nelle storie.
Fa tanto quella polemica sul covid, poi si vede con 10 persone insieme. 
Le chiedi dove ha comprato quel top? A me ha bloccato le storie non posso chiederglielo.

Pirandello disse qualcosa sulle maschere, non mi ricordo la frase esatta e non mi va di cercarla online. 
Era qualcosa tipo "Nel corso della tua vita incontrerai più maschere che volti". 
Bro, fossi qua ti offreirei una sigaretta e ti stringerei la mano (ndr: Svevo tranquillo, sempre e comunque U.S. per noi e Zeno).
Ma quanto è vero quello che ha detto Gigi Luigi Luigetto? E all'epoca neanche c'erano i social. Figurarsi ora cosa direbbe. Facciamo che lo dico io facendo finta di essere lui. Metto proprio le virgolette.

" Siete imbarazzanti e fate schifo. Vivete in funzione dei social. In funzione di farvi vedere felici della vita, o a ostentare la vostra depressione elemosinando attenzioni dai followers che rispondono alla storia "amo mi dispiace, io ci sono per te", quando poi non c'è mai nessuno per voi, perchè a nessuno frega della vostra salute mentale.
Blocca utente.
Siete imbarazzanti perchè "fammi la storia dai, no rifalla, faccio finta di parlare e ridere". 
Unfollowa.
Siete imbarazzanti perchè non riuscite a passare una cazzo di mezz'ora il giorno dell'anniversario col moroso senza mettere la foto "365 di noi", "un anno che ti sopporto".  Quasi come per far invidia a tutti, ma senti amore tienitelo pure stretto il moroso, tanto uno che ascolta musica house può piacere solo a te.
Muta le storie. 
Siete imbarazzanti, perché ancora prima di fare una cosa pensate al filtro da usare e all'orario in cui pubblicare il video cosicché le pecore che vi seguono la vedono nella home e commentano "sei bellissima, ti amo". 
Ti amo un corno.
Siete imbarazzanti, siamo imbarazzanti. 
E lo siamo tutti. Non venitemi a raccontare che voi che non postate nulla siete migliori. Siete il peggio di tutti. 
Siete dei cazzo di fantastmi, fantasmi che fanno cose e che sono i primi a fare i bambini capricciosi che nascondono le storie, bloccano, chiedono agli amici di guardarti il profilo, perchè non sia mai lo facciate voi, no?
Ma bloccatemi la vita reale, idioti.

Internet è un ladro, ci ha rubato tanto. 
Ci ha rubato l'autenticità, la mera essenza di noi stessi.
Ma soprattutto questo stronzo ci ha fottuto prendendosi la semplicità, nutrendoci di apparente complessità, che se scavata un minimo finisce per essere solo del marcio.  "

Cit. Luigi Pirandello.

P.s. fammi uno squillo per dirmi che mi pensi, non mi rompere i coglioni su Instagram, fermami per strada, dimmi che sono carina, dimmi che il libro che ho tra le mani l'hai letto e non ti è piaciuto, chiedimi un confronto. Ma per l'amore del cielo, non mi rispondere alla storia con la reazione del fuoco. 

P.p.s. "I social hanno fatto anche cose buone". Semicit.






















28 ott 2020

Ma quanto può essere difficile la vita?

Ma quanto può essere difficile la vita? 
Che merda di inizio per un post. 
Non scrivo da mesi. Non solo non aggiorno il blog. Proprio non scrivo.
Sono anni che non mi succede di non aprire le note del telefono per scrivere una poesia, una frase, un pensiero per così tanto tempo. Ho sempre avuto voglia di rendere tangibili i miei pensieri immediatamente, a volte scrivevo su un tovagliolo per non dimenticarmi quello che volevo dire. 
Ora invece non so da quanti mesi non scrivo niente, non mi ricordo neanche più come si fa. 
Potrebbe essere una cosa positiva: sono solita a scrivere quando sono triste, quando non posso tenere solo nella mia testa qualcosa e ho bisogno di vomitarla sulla tastiera. Magari sono stata felice ultimamente.
Potrebbe essere anche una cosa negativa: sto così male che neanche l'impugnare una penna per scrivere mi salva. Magari sono stata una merda ultimamente.

Ma quanto può essere difficile la vita?

Billie Eilish in un'intervista disse "Don't post everything you think" e poi lo ripetè "DON'T POST EVERYTHING YOU THINK". 
Non postare tutto quello che pensi. 
Il che ha senso. Ma tanto, chi cazzo se ne frega di quello che penso? O meglio, anche se lo scrivo nero su bianco chi cazzo è che mi capisce? 
Se si condivide qualcosa di felice le persone ti invidiano, sminuiscono le tue belle sensazioni. 
Se invece scrivi qualcosa di triste, dici che sei triste, diventi la vittima, diventi il "poverina, sta male". 
Sì, sto male brutt* coglion* che cazzo te ne frega? 
Sì, sto bene brutt* coglion* che cazzo te ne frega?
Quante parolacce. 

"Non postare tutto quello che pensi", come se poi la lettura non sia a libera interpretazione. Posso scrivere quello che voglio, ma essere letta come un'altra cosa. 
Percezioni, viviamo di percezioni. 
Percepite quel cazzo che volete percepire, razza di percepitori. 
Per esempio, ora potrei scrivere che c'è un pensiero che naviga nella mia testa e che mi rovina le giornate, è dipendente di queste e ne scaturisce tristezza. 
Tu che leggi magari hai la coda di paglia e pensi che sia tu questo pensiero, lo percepisci. 
Invece io sto pensando a quanto Harry Styles mi abbia travolto la vita e mi rende triste il pensiero di non vederlo mai più nella mia vita.
Che manie di protagonismo che hai, tranquill* tu non c'entri. 
Ma sti asterischi poi, li ho scoperti da poco e ora li uso troppo, scusa car*. Lol, qui l'ho fatto apposta. 
"Non postare tutto quello che pensi" e io invece lo faccio, lo faccio da sempre. 
Soprattutto con le storie su Instagram. Anche solo quando condivido una canzone, cazzo mi apro di brutto quando parlo di musica. La musica è la mia migliore amica. Ci sono degli\delle stronz* che neanche sanno della mia esistenza che hanno scritto canzoni su di me. Razza di stronz*. Io ci piango le notti per colpa vostra. Vi chiederò i copyright.
Su Instagram io non ho filtri, parlo delle cose che mi succedono, di quelle belle e di quelle brutte, parlo sempre. Poi un bel giorno neanche mi bastava più e ho aperto un profilo dove sono totalmente nuda e pubblico le mie poesie. Solamente quelle pubblicabili, perchè in alcune scrivo proprio i nomi delle persone e il numero di nei che hanno e ho una reputazione da mantenere. 
Quindi sì, pubblico quello che penso, scusa Billie. 

Ma quanto può essere difficile la vita?

Anzi, i vent'anni. 
C'è quella canzone che fa "che schifo avere vent'anni, però quant'è bello avere paura". 
E' bello avere paura? Davvero? 
Forse sì, bello come un dito in culo. 
Non è per dire, è bello anche un dito in culo. 
Credo che la paura sia l'emozione più bella.
Dai, la tachicardia, la sudorazione, l'improvviso attaccamento a Dio che magari ti aiuta, e poi quello che viene successivamente, "ma perchè avevo paura, che idiota che sono", 
il non avere più tanta paura dopo.

No, ok. Mi sto prendendo in giro. 
L'amore è l'emozione più bella. Lo dicono tutti. 
Alla fine noi nasciamo per fare soldi e innamorarci. Viva il capitalismo e l'amore (sesso)!
L'amore è l'emozione più bella. Lo dice Tizia che è innamorata e amata. 
Grazie al cazzo, poi ti lascia e sputi sul piatto in cui hai mangiato.
Ma che cos'è l'amore?
L'amore so cosa è.  L'amore è tante cose. Ma non so cosa. 
Cristo Alice, sul pezzo, ti stai contraddicendo. 
Dico, so cosa sia, ma so cosa è per me. Magari per te è un'altra cosa. Magari tu ami e ti senti amat* diversamente da me. 
Per me l'amore è paura, rabbia, felicità, orgoglio, paura, voglia, sesso, occhi, mani, gesti, paura. 
Ho detto paura tre volte apposta. 
Ecco, torniamo alla paura. 
Fanculo, la paura è l'emozione più bella. 
Amare o essere amati? 
Io dico amare. Quanto è bello amare? Io amo tante persone, tante cose e tanti concetti. Tipo il concetto di antirazzismo. 
Ok, fuoriluogo. 
Amo tante persone, mia mamma, la mia amica, il mio amico e mio fratello. 
Ma non è amore, senza offesa.
Amore è con te che sei riuscito a farmi amare. Non c'è l'asterisco.
"Don't post everything you think".
L'amore per qualcuno si fonde con le nostre identità, ci avete mai pensato? 
Quando ami qualcuno hai più paura di perdere la persona, o di perdere parti di te? Secondo me più la seconda. 


Ma quanto può essere difficile la vita?

In un'intervista Billie disse "everyone is gonna die, and no one is gonna remember you, so fuck it". 
Sempre lei sì, e tra l'altro se non vado errata nella stessa intervista citata sopra. 
"Moriremo tutti, e nessuno si ricorderà di te, quindi fanculo".
Sì, fanculo. 
A volte ho l'impressione di essere circondata da persone di merda che non fanno altro che lamentarsi, di intristirsi, di dare potere a cose minuscole di cambiargli le giornate. 
Oddio, anche io faccio così. Ma c'è il detto "predico bene razzolo male".
Perchè diamo importanza a tutto? O meglio, perchè diamo il potere a tutto di distruggerci? 
Basta, reagite cazzo. Reagiamo. Siamo esseri minuscoli nel mondo, tutti. Tutti uguali e tutti insignificanti.
Insignificanti per l'andamento generale del mondo, non insignificanti in generale. 
Gerarchicamente parlando, noi siamo la punta della piramide. La cosa più importante, la cosa imprescindibile. Se quella persona non la senti amica, ti fa stare male, che cazzo stai aspettando vattene. Cosa aspetti? Di sprofondare nel briciolo di dignità che ti rimane? Dai.
Sei all'università e ti fa schifo? Ma chissene frega, lascia. 
Muori dalla voglia di dire a qualcuno quello che pensi su di lui? Bussa alla sua porta e diglielo. Magari metti un vischio prima così poi è costretto a baciarti.
Però non è facile, lo so. Pensa solo a quanto siamo minuscoli, e quanto tutti lo siano con noi. 
Reagisci. 

Ma quanto può essere difficile la vita?

Tanto. 
La risposta a questa domanda è: tanto.










24 mar 2020

I vostri pensieri

Due giorni fa ho chiesto di scrivermi qualche pensiero legato a questi giorni surreali di quarantena e isolamento dal resto del mondo.
Non vado oltre con la descrizione e intanto ringrazio tutti per avermi scritto, vi lascio leggere! 


La prima cosa che farò penso è la ceretta.
-Anonimo

All'inizio c'era questa cosa della "novità" che tutti si sentivano gasati e contenti di essere in quarantena perché erano tutti come i bimbi con il gioco nuovo. Poi col tempo tutti si sono dati una calmata e si è iniziato a capire che le cose o le si affronta insieme o diventano estremamente pesanti.  Quando si è lontani le attenzioni vanno triplicate e soprattutto non si deve fare (cosa che tutti fanno) l'elenco della spesa di che cosa facciamo noi all'altro. Ogni cosa va posta come se si volesse condividere qualcosa e non solo "io faccio" "io guardo" "io ho fatto" "io mi metto a fare" perché alla lunga l'altro si rompe. 
Stare un po' lontano comunque serve anche tanto a far capire a chi di queste cose non ne ha la minima idea, di cosa significhi e vedrai che, come dice lui, una volta finito tutto sarà ancora più bello ricominciare da capo, con un po' di imbarazzo, un po' di amarezza per il tempo perso ma tanta tanta voglia di recuperare!
-Andrea

...... Mi manchi tu, passante distratto che,  senza volerlo, mi sfiori la mano.....
-Paola

Questo periodo ci cambierà…per me sento già che sarà così. 
Io per esempio ho sempre odiato i luoghi troppo affollati. Quando vivevo a Roma odiavo la metro all’ora di punta, già uscendo di casa sentivo la tensione addosso perché sapevo che mi sarei dovuta infilare a pressione nell’ultimo spazio rimasto davanti le porte. Quando vado ad un concerto scelgo sempre i posti assegnati, sotto il palco in mezzo ai fan impazziti non è mai stato il mio posto preferito. Non amo andare a ballare di inverno nelle discoteche claustrofobiche, non amo le spiagge molto affollate, non amo andare a fare shopping nel weekend. 
Per carattere ho sempre preferito luoghi, situazioni che trasmettono serenità sopratutto perché preferisco avere il controllo di quello che ho intorno. 
In questi giorni invece in cui siamo tutti costretti a stare lontano, non faccio altro che immaginarmi in una piazza piena di gente. C’è chi ride, chi canta, chi si abbraccia, chi balla, chi urla, chi bacia. Potrebbe anche non essere una piazza ma un prato o una spiaggia la cosa importante è che sia un grande spazio aperto e che si veda il cielo. 
La gente è entusiasta, non c’è nessuno che si lamenta per la giornata stressante che ha avuto o che fa polemica, tutti sono felici. E c’è come un pensiero comune che li unisce, un desiderio semplice e banale cioè godersi quella serata sotto quel cielo insieme a tutte quelle persone.
Quando tutto questo finirà piano piano torneremo (io per prima) a goderci le cose banali e semplici che abbia sempre dato per scontato, impareremo ad apprezzare e a vivere ogni istante di serenità come un dono, quando tutto finirà torneremo a stare vicini gli uni agli altri ed anzi sono sicura lo staremo ancora di più.
Bene ho riletto quello che ho scritto…è ufficiale sto impazzendo.
-Anonimo

Mi manca Bologna, viverla 
-Alice

L’abbraccio del mio migliore amico
L’odore del rosmarino
La vista dell’Etna
La tranquillità del panettiere
Le urla dei miei allievi 
Il tuo papà 
Tutti gli amori lontani 
Mi mancate tutti e mi manco anche io.
-L.

A me manca il gelato della Vecchia Stalla più di tutto al mondo
-Giulia

“Anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza”
-Anonimo, citazione di Seneca

Mi manca pure chi schifo.
13esimo giorno senza alcun contatto fisico con essere vivente, a parte le piante che non sono mai state così bene.
-Sasha

C’è una probabilità minima che tu legga, ma forse è per questo che scrivo queste parole. Sono innamorato di te da mesi e tu lo sai, lo nascondi ma lo sai. Non sono mai stato bene con una persona come sto con te. Ci baciamo, usciamo, ci teniamo la mano, ma a quanto pare non è abbastanza per parlare di un “noi”. Questi giorni a casa mi fanno pensare tantissimo, più del solito. Forse devo solo lasciarti andare, anche se so che non me lo lasceresti fare, sei una cazzo di stronza ma ti amo comunque.
-Anonimo

Penso che sia un buon momento per ritrovare il piacere della lettura che, durante la nostra quotidianità frenetica, viene spesso messa in secondo piano. Non importa che genere sia, che autore, basta che ci faccia distaccare da social e tecnologia in generale, fin troppo presenti nella nostra vita “normale.
-Giacomo

A me sinceramente manca scopare.
-Anonimo

Questa quarantena mi fa pensare sempre di più a lui, prima della quarantena anche. Sono due anni che non ci parliamo e non ci vediamo, mi manchi e in questi giorni ancora di più.
-Martina

Da qualche parte nel cielo con Bob Marley, Bach e Lucio Dalla
da qualche parte del cielo tu ci proteggi 
da qualche parte del cielo…
e in ogni parte di me
-Laura 



17 mar 2020

Quarantena serale

Buon Lunedì.
No aspetta forse è Domenica. 
Sicuramente invece è Mercoledì.
Ah no, ho lezione di spagnolo è Venerdì.

Sembra Agosto, quando non hai la percezione del tempo e poco ti interessa. Ora però, siamo in una situazione leggermente diversa e un po' dovrebbe interessarci che giorno sia. Così, giusto per capire a quale lezione connetterci. 
Mancano 17 giorni alla fine della quarantena. Forse ne mancheranno ancora di più, siate pessimisti!
E' una situazione surreale, ancora non me ne capacito. Credo che sia una sensazione comune. 

I pensieri iniziano ad essere pesanti, a qualcuno dovrò pur gettarli addosso, e li getto a te, carissim*.
Io sono vicina a tutte le persone come me. Quelle che normalmente sono sempre fuori, che anche per la più stupida cosa escono. Le frasi che mi sento dire più spesso oltre a "hai rotto le palle con Harry Styles",  sono "ma sei sempre fuori, ma quanti amici hai, ma che sbatti hai". 
Ecco, ora se esco sono perseguibile dalla legge, quindi come dovrebbero fare tutti resto a casa. 
Resto a casa ad affogare nei miei pensieri. 
Spesso le persone impegnate lo sono per scelta. 
Io l'ho scelto qualche anno fa, quando non avevo più intenzione di pensare alle cose brutte. Perché, dai, non mentiamoci, più stai da solo, più pensi male. Un classico esempio è la sera, prima di addormentarti, che pensi a quel giorno in classe dove avresti potuto rispondere in un determinato modo ad una prof., e allora inizi a farti il discorso tra te e te mangiandoti le mani perché le avresti fatto il culo. Oppure pensi a come avresti potuto evitare di perdere un'amicizia così importante solo per orgoglio. E potrei continuare all'infinito. 
In questi giorni è come se fosse sempre sera per me. 
Ogni ora del giorno, è sera. Ogni ora del giorno penso a tante, troppe cose.
E' sera.
Preferirei pensare alle cose degli altri, parlare con gli altri, sentirmi vicina a loro e con la mia empatia sentirmi importante per qualcuno.
Ma non è possibile. In questi giorni ci sono io, io e basta. Ci sei tu, c'è lei, c'è lui. 

Odio trovare il lato positivo nelle cose, ma ora quasi mi sento obbligata. 
Stiamo passando più momenti con la nostra famiglia, valore che spesso ho sottovalutato, e sono sicura anche tutti voi.
Ora non mi metto ad elencare le cose belle e positive perché sarebbe noioso e poi odio le liste (positive a maggior ragione).
Soprattutto perché sono percezioni soggettive. Magari per te è positivo stare a casa, hai sempre fatto così anche i sabato sera di un periodo normale; e questa situazione non ti pesa.
Però, è un invito, pensa alle cose diverse che stai facendo.
Io mi sono messa a fare addominali e attività fisica tutti i giorni, cosa che non succedeva dal 2010 quando ero sicura di arrivare alle olimpiadi di ginnastica artistica e mi allenavo 24 ore su 24.
Ti invito, sì, ad abbandonarti nei tuoi pensieri come sto facendo io in questo momento; le mani che rincorrono i tasti del computer così velocemente, quasi per paura di perderli.

Tralasciando questo, pensate.
A cosa?
A niente, pensate e basta.
A qualsiasi cosa.
A tutto, a niente.
Alice.
(Scusate c'erano così tante A che ho scritto Alice).
Pensate, ascoltate musica, leggete.
Sembrano ordini, fate quello che volete, ma fatelo pensandoci.

Che poi oh, la vita. La vita che bella. La sua essenza, la sua mera esistenza. Detergiamoci la mente e delucidiamoci i pensieri in questi giorni. Non diamo niente per scontato, è l'errore più grande di tutti gli esseri umani.
Non diamo per scontato l'internet, ragazzi. Senza internet sì che saremmo impazziti più di quanto non lo siamo già. Pensate se non potessimo "scrollare" la home di Instagram, Facebook, Twitter. O senza le videochiamate su Houseparty!!
Non diamo per scontati i libri. Io non sono una che passa le ore a leggere, raramente mi appassionano i libri, preferisco scrivere e non sentirmi passiva. Però sicuramente molte persone ci trovano un bel rifugio, nei libri.
Non diamo per scontato nulla.

E' sera, tutto il giorno è sera e penso a me. Penso a cosa potrei fare per migliorarmi.
Penso al passato. Spesso ho bisogno di prove tangibili che sia effettivamente esistito. A volte i ricordi sembrano solo dei sogni irreali, incantesimi posti nel mio profondo inconscio.
Abbracciamo il passato, rendiamolo nostro, altrimenti il presente ci sembrerà pesante, o addirittura assente.

Ah, e comunque oggi è Martedì.
E' sera.





24 giu 2019

Tutto quello che non dico

Scrivo, sono viva.
In questo blog, ormai morto da un anno, scrivo.
Scrivo del dolore, scrivo di una felicità quasi inesistente, ma anche di quella che vive.
Scrivo di me, di lui, di noi.
Della noia, scrivo.

Cosa succede? Cosa è successo? Cosa succederà?
Sono domande che spesso mi pongo. Voi ve le ponete?
Se ve le ponete e riuscite a rispondere, fatemi sapere.

Sembrano secoli che non scrivo. Ci ho provato, davvero, a scrivere.
Incorretto, ho scritto, ho scritto tanto. Non ho mai pubblicato, però.
Avere davanti una pagina bianca porta la mente e le mani quasi a funzionare e andare da sole.
Spesso però, non escono cose belle.
Questa volta poco mi importa.
Non si contano sulle dita delle mani le volte in cui era tutto pronto, tranne me. Tante parole, pensieri ed emozioni che mi frullavano in testa pronte per essere trasformate in parola. Io però non lo ero. Per capirci, la stessa sensazione di quando stai piangendo e ti chiedono il perché. Le parole che indietreggiano in gola e tu che inizi a piangere di più.

Riassumiamo quest'ultimo anno.
E' più celere e facile di quanto possiate immaginare.
Lo riassumo con una parola: speranza.
Di tante, troppe cose.
Io ogni giorno spero.
Spero che il semaforo diventi verde prima che il mio motorino si spenga. Spero di svegliarmi in tempo per andare all'esame. Spero venga annullato, l'esame.
Spero che un giorno si rifaccia sentire con un "Come stai? E' un po' che non ci sentiamo". Che poi chi, non lo so. So solo che mi sento di star perdendo molte persone ultimamente.
O forse mi sto perdendo io.
E, non neghiamolo, spero ogni giorno di star meglio. Ci ho provato, ma man mano che trascorre il tempo i tentativi sono sempre più radi.

Senza sembrare una depressa cronica, sono anche stata bene.
Sì, tipo quella volta in cui ho mangiato un gelato buonissimo.
O quella in cui ho dormito più di 6 ore di seguito.
Ma alla fine, cosa vuol dire stare bene e stare male?
Ho imparato quanto sia importante vivere alla giornata. E' molto difficile stare "bene" per un periodo lungo. Tutti abbiamo quelle giornate "no" dove oh cazzo vuoi levati non mi parlare.
Come abbiamo quelle "sì" dove ti prego stai con me respiriamo insieme e sfioriamoci le labbra.

Uno dei miei momenti preferiti di quest'ultimo anno è stato il concerto di Billie Eilish, una cantante giovanissima che ascolto da due annetti ma che recentemente ha battuto qualsiasi record. Sono stata in fila "solo" 12 ore, dico "solo" perché per l'ultimo grande concerto ci sono stata 72, di ore.
Non parlerò molto del concerto perché non mi va e perché inizierei a scrivere troppo.

Un altro momento bellissimo è stato il primo giorno di università. E' iniziato un nuovo capitolo della mia vita. Bello o brutto ancora non lo so, sicuramente nuovo. Solitamente le cose nuove sono belle, ti danno adrenalina. Impossibile non negare che sia stato tutto rosa e fiori, perché nessuna situazione a noi nuova lo è. Sto piano piano ingranando la marcia. Di persone belle ne ho conosciute, come di brutte.

Tra pochissimo mi trasferisco, lascio la casa nella quale vivo da quando sono nata.
Che cosa brutta. Mi convinco sempre di non essere una persona materialista, ma mi è quasi inevitabile esserlo. Quella scrivania, dove ho sudato per l'esame di terza media e per la maturità. I quadri, i poster in camera. Il tavolo in cucina con quattro sedie.
Ma va bene anche così. Andrà tutto bene. Sulla prossima scrivania suderò per passare gli esami dell'università e magari ci preparerò la tesi di laurea. I quadri e i poster ci saranno ancora, magari non solo dei One Direction, lol. Ci saranno tre sedie attorno al tavolo, ma magari i pasti saranno più buoni.

Fa molto caldo, e la mia capacità di scrivere va scarseggiando. Questo post sta diventando un elenco e io odio gli elenchi. Andare fuori tema, viaggiare attraverso le parole e avere diversi argomenti per ogni riga è bello. Dispersivo, non chiaro. Un po' come me.

Comunque, o si migliora, o si muore.
Dicono.
E io, devo ancora fare paracadutismo per poter morire.
Mi tocca di migliorare.

Piango molto. L'ho già detto e lo ripeterò tante volte. Spesso, quando magari non so neanche il motivo per cui sto piangendo, vado in bagno, accendo la luce e mi guardo negli occhi.
C'è qualcosa di catartico in quest'azione, per un attimo mi distraggo, non penso al motivo e magari non cerco di trovarlo. Mi concentro sull'estetica. Un'estetica più bella non c'è. Occhi bagnati, lacrime che scendono e magari finiscono in bocca dandoti il gusto salato dei pensieri. Gli occhi che quasi mi diventano verdi e le ciglia che si appiccicano tra di loro.
Che bello, piangere.
Che bello guardarsi, piangere.
Concentrarsi sull'involucro generale di una me che piange, è come se facesse meno male.
Al buio, invece, magari sdraiata sul letto penso solo alle motivazioni che mi hanno portato a perdere lacrime, e mi dilaniano.

Piango, sono viva. 

23 mag 2019

Ma in che senso devo votare? ELEZIONI 26 MAGGIO 2019

Che bello fare 18 anni.
Hai la patente, i tuoi genitori non ti rompono più, sei adulto, hai responsabilità, sei perseguibile legalmente, hai fatto una festa per i 18 stupenda, hai baciato davanti alla torta il tuo fidanzato, puoi entrare in discoteca senza dover uscire le tette per forza e senza avere un documento falso.

Niente di questo è vero, o almeno in parte. (Soprattuto la parte del fidanzato e dei genitori che non rompono più).
La cosa più importante (oltre al poter entrare in discoteca) E' CHE DIVENTI UN ELETTORE PASSIVO. Scusate, me la tiro con i termini solo perché faccio scienze politiche. Detto in parole spicce: puoi votare alle elezioni. Non a tutte, però. Ad esempio il senato lo puoi votare a 25 anni. Ma chi ci arriva a quell'età.


A 18 anni diventi a tutti gli effetti un cittadino del mondo che può "ribaltare i risultati solo con un voto". Un solo voto non vale nulla, è vero, ma tanti messi insieme fanno la differenza.
Ultimamente sento tantissimi ragazzi miei coetanei o poco più piccoli che credono che il singolo voto non sia importante. Ci sta pensarla così, ma immaginatevi 7 miliardi di persone che dicono questo.
Caos.
Ma adesso parliamo di cose serie.

Questo post lo sto scrivendo totalmente a scopo informativo ma sopratutto neutrale (nel miglior modo possibile). Io ho la mia sensibilità politica ma questo non è né il luogo né il momento adatto per discuterne. Chiunque voglia farlo, lo si fa davanti ad un caffè quando volete.

Parliamo del sistema elettorale Europeo, diverso da quello italiano.
E' a suffragio universale diretto: i cittadini eleggono direttamente i loro rappresentanti.
Vi faccio un esempio: Billie Eilish si vuole candidare alle elezioni europee, ma così sarebbe troppo facile: per entrare nei candidati si deve per forza appoggiare ad un gruppo parlamentare già esistente. I seggi del parlamento europeo (o Europarlamento) sono divisi non tra partiti, ma a gruppi parlamentari. La nostra Billie, è interessata al gruppo parlamentare dei ragni. Questo gruppo, racchiude in sé i vari partiti dei paesi europei (Italia, Francia, Germania et cetera), che condividono la stessa linea politica (o, in questo caso, l'amore per i ragni).
Era un esempio, non votate il partito dei ragni, mi raccomando.

L'Italia ha diritto a 73 seggi nel parlamento europeo, suddivisi in cinque circoscrizioni: Nord-Est (Veneto, Trentino, Friuli e Emilia Romagna), Nord-Ovest (Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria, Lombardia), Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio), Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) e delle Isole (Sardegna e Sicilia bedda). 

Che liste si stanno candidando in Italia?
Se ne candidano 17, qui sotto elencate in ordine sparso con alcuni degli esponenti più in vista:

Movimento 5 Stelle (Luigi Di Maio)
Forza Italia (Silvio Berlusconi)
Popolo della Famiglia
+ Europa (Emma Bonino)
Europa Verde (Pippo Civati)
La Sinistra (Eleonora Forenza)
Lega (Matteo Salvini)
Fratelli d'Italia (Giorgia Meloni)
Partito Comunista (Marco Rizzo)
Lista Animalista
Forza Nuova (Roberto Fiore)
Casapound (Simone Di Stefano)
Popolari per l'Italia
Popolo della Famiglia (Mario Adinolfi)
Partito Pirata
Autonomie per l'Europa
Partito Democratico (Nicola Zingaretti)
Sicuramente alcuni di questi nomi non vi dicono nulla, ma non preoccupatevi neanche a me. Semplicemente si tratta di partiti cosiddetti "minori".
Non posso scrivere gli ideali di ogni singola lista perché sarebbe troppo lungo, possiamo però concentrarci sulle liste più discusse negli ultimi giorni mettendo le parole chiave per ognuna e allegando link di articoli o di brevi (molto, guardateli) video di presentazione.

MOVIMENTO 5 STELLE: 
Populista.

FORZA ITALIA:
Silvio Berlusconi è la parola chiave.
https://italiasvegliati.it

+ EUROPA:
Diritti civili


LA SINISTRA:
Coalizione tra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista




LEGA:
Stop alle 4 B:
Burocrati, Buonisti, Banchieri e Barconi

PARTITO DEMOCRATICO:
Ambiente e disuguaglianze



FRATELLI D'ITALIA:
Destra sociale

EUROPA VERDE:
Ambientalismo


Qui sotto il fac simile della scheda che vi troverete davanti al momento del voto. Dovrete dunque mettere una x sula lista che preferite e, facoltativamente, scrivere da 1 a 3 cognomi collegati alla lista scelta.


Il 26 MAGGIO, cosa vi servirà:
Carta d'identità, 18 anni compiuti, tessera elettorale e un pensiero critico. 
Detto questo, spero che abbiate trovato utile questo post e spero che andiate a votare.
Votare non è un diritto è un DOVERE; è l'unico modo per cambiare le cose.
Baci e abbracci.

Fonti:
L'articolo è stato scritto con Sara Tanveer e sono stati consultati i seguenti siti:
https://www.ilpost.it/2019/05/16/leggi-elettorali-europee/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/22/europee-spot-programmi-siti-ufficiali-che-confusione-fuori-dai-social-ecco-come-i-partiti-hanno-fatto-campagna-sul-web/5168045/

https://www.ilpost.it/2019/04/02/come-si-vota-elezioni-europee-2019/

5 apr 2018

Harry Styles mi ha fatto svenire

Non scrivo da così tanto sul blog che non so nemmeno come iniziare. Ma alla fine ho già scritto qualcosa quindi queste due righe le prendiamo come un'introduzione valida di essere definita tale.
Ieri sera sono stata al concerto di Harry Styles qui a Bologna, all'Unipol Arena. Per chi mi conosce almeno un pochino sa quanto io sia pazzamente, follemente, infinitamente innamorata di lui. 
Lo ero a tredici anni e lo sono ancora a diciotto, forse anche più di prima. 
Me ne vergogno un pochino a dire il vero, ma allo stesso tempo me ne frego totalmente e vivo la mia vita come meglio credo perché è così che voglio fare. Vorrei però non essere così fissata e ossessionata, perché il troppo stroppia e si sa..se non lo fossi stata così tanto sarei andata al concerto il giorno stesso, e avrei preso un biglietto a sedere.



Invece no, ma figuriamoci. 
Sono stata da Domenica sera fino al giorno del concerto (Mercoledì) accampata nel parcheggio fuori l'arena. Ho passato giorni terribili, diluvio compreso, freddo inimmaginabile, scomodità tale da avere ancora male alla schiena, ma almeno ho fatto amicizia con tre ragazze carinissime. E' stato ripagato questo sforzo? 
Forse non tanto quanto speravo e credevo. 
Al momento del mio arrivo in fila mi hanno messo un braccialetto con un numero: ero il numero 26 ad entrare, dopo di me altri 600 numeri, quindi non male dai. 
Prima di me e delle altre ragazze che avevano i posti in piedi però, sarebbero entrate le "VIP", che avendo speso 370 euro per il biglietto avevano la possibilità di entrare prima di tutti. 
Fino al giorno del concerto, non sapevamo niente: dove dovevamo entrare e a che ora avrebbero aperto i cancelli. Verso le undici di mattina di ieri ci hanno detto che saremmo entrate alle 6 e mezza e che dovevamo dividerci in due file: Parterre PIT est e ovest. Ciò vuol dire che ero la tredicesima ad entrare ed ero nella parte est del palco. Sempre meno ragazze davanti a me. 

Hanno fatto entrare venti persone alla volta, quindi ero nel primo gruppo. Appena dentro, in meno di cinque secondi dovevo decidere dove mettermi prima che arrivasse il gruppo dopo facendomi finire in fondo. Le VIP avevano occupato le prime 3\4 file di fronte al palco e la prima fila lungo la passerella che portava al secondo palco. Mi sono messa in un buco e sono finita in prima fila di fianco le transenne a distanza di 5 persone dal palco principale. Una postazione non male e riuscivo anche a prendere un po' d'aria. 

Mabel, una cantante inglese ha aperto il concerto e dal momento in cui si sono spente le luci prima che entrasse lei hanno iniziato tutti a spingere, tanto che sono finita in terza fila. Ho lasciato stare e non ho detto niente, anche se il fatto che davanti avessi una ragazza che aveva il numero "478" sulla mano mi ha fatto arrabbiare e non poco. 
La cantante mi piace molto, le canzoni sono tutte un po' uguali ma molto orecchiabili. 

Dopo di lei c'è stata mezz'ora di pausa e poi è entrato lui.
Si è alzato lo schermo e Harry era illuminato da dietro, sembrava un angelo. Non a caso ha cantato "Only Angel". 
Only Angel
E' la prima volta che lo vedevo da così vicino e dal momento in cui l'ho visto mi sono scordata totalmente delle tre ore di sonno in quattro giorni che avevo, della stanchezza e del caldo. 
Mi fermo subito qua dal descrivere le emozioni fortissime provate perché scriverei troppo.
Ho cantato le prime canzoni a squarciagola con gli occhi pieni di lacrime, il cuore pieno d'amore e le gambe tremanti. 
Quando è passato davanti a me
Lui e la sua band formano una combinazione perfetta e sono riusciti a trasmettere sintonia e amore profondo. Mi piacciono tantissimo i concerti, vedere che migliaia di persone sono lì per il tuo stesso motivo, nonostante la maggior parte le avrei ammazzate lo leggevo negli occhi di tutte il "è la serata più bella della mia vita" e mi si è riempito il cuore di gioia. 
Ci sono stati due momenti perfetti. Il primo è stato quando Harry mi ha guardata negli occhi, gli ho mandato un bacio e mi ha sorriso. Quasi non ci credo ancora. 
Il secondo è quando è passato nella passerella per andare nel secondo palco, mancava pochissimo e gli toccavo la mano. Averlo avuto così vicino mi ha emozionato tanto. 
Troppo. 
Poi, vuoto. 
Dopo che è tornato sul palco normale, passando di nuovo vicinissimo a me, ha cantato "From the dining table", tutta l'arena in silenzio, si sentiva solo la sua voce e la sua chitarra. Cantava stringendo forte il microfono con gli occhi chiusi. Tra il caldo e l'emozione fortissima, sono svenuta. 
Un ragazzo della sicurezza mi ha presa e mi ha portata di fianco al palco su un lettino. 
Poi non mi ricordo niente delle successive canzoni. 
Mi sono risvegliata mentre cantava "Kiwi", l'ultima canzone del concerto, nonché la mia preferita. Dopodiché Harry è sceso dalla parte dove ero io e mi ha guardata di nuovo, poi ha fatto un cenno ad un altro signore della sicurezza per assicurarsi che io e le altre ragazze che si sono sentite male stessimo bene ed è sparito. E' corso via con il suo meraviglioso completo rosa Gucci e non l'ho più rivisto. Sono stata sdraiata fino a quando tutte le ragazze del PIT fossero uscite.

Durante i concerti siamo tutti diversi: chi è basso e non riesce a vedere niente, chi è alto e si prende i nomi dalla gente dietro, chi sa tutte le canzoni a memoria e chi sa solo le più famose e ha accompagnato un amico; ma alla fine della serata siamo uguali. Camminare lentamente verso l'uscita con gli occhi bassi e pieni di tristezza perché si vorrebbe ricominciare tutto da capo subito. 

La musica di Harry mi evoca una sorta di totalità che riempie la mia storia, sono felice di "conoscere" e seguire una persona come lui. Una persona umile, semplice, piena di amore da dare a migliaia di persone, molto più bella di qualsiasi tipo di combinazione di parole e metafore. 
Quando le persone mi chiedono chi sia lui, cosa sia per me sorrido e penso che sia qualcosa di così immenso, indescrivibile, di troppo sublime ed elevato per meritare l'umiliazione di diventare parola. Così abbasso lo sguardo e dico "il mio cantante preferito". 

Se anche tu sei stata al concerto e ti ritrovi in qualcosa che ho scritto, vorrei dirti grazie. Perchè quello che ho provato lo sai solo tu. 

A presto, 
Alice

28 set 2017

Un po' di poesie

Ogni tanto, presa da un particolare momento o da un'emozione specifica mi viene voglia di scrivere. Sono però sempre presa dalla fretta e un po' dalla pigrizia, quindi escono testi brevi. Mi piace chiamarle poesie anche se forse non sono definibili tali. Quelle che vi lascio qui sotto sono quindi piccoli frammenti di emozioni, che ho fatto uscire in vari momenti della mia vita negli ultimi anni.
Sembrano tutte frasi scritte da una pazza innamorata ma io non lo sono mai stata veramente. Quindi non sono indirizzate a nessuno, magari pensavo a qualcuno quando le scrivevo, ma come sempre ho usato iperboli e mi sono fatta trascinare dalle situazioni facendo la drammatica.
A voi.

“Siamo tutti così. Viviamo nei ricordi, moriamo se ce li tolgono, eppure scriviamo di quanto vorremmo dimenticare. Dico siamo, ma forse solo io.”

"Che poi è il solito eterno discorso. Ogni mattina svegliarsi col rimorso." 

“ Cos'è la tristezza? A volte certe persone quando sono tristi non desiderano che qualcuno ne chieda loro il motivo.
Lo sono e basta. Ma ora lo dico io il motivo. Rispondo alla domanda. Sono triste perché il mio umore dipende dal tuo esserci. E non ci sei. "

"Qualcosa dentro di me è sbagliato. Non ha limiti. C'è qualcosa anche dentro di te. Ci rende simili."
"Sono prigioniera 
di un'età
che non so 
che non posso 
vivere."
"Non nutrirmi di speranze.
Non me, che sono affamata di illusioni" 
"La felicità. Mi spaventa. 
Mi spaventa più della sofferenza. 
Cerco sempre qualcosa che non va anche quando va tutto bene.
Mi frantumo e poi continuo a farlo." 

" Quando mi chiedono chi sei, cosa sei. Io sorrido e penso che tu sia qualcosa di così immenso, di indescrivibile, di troppo sublime ed elevato per meritare l'umiliazione di diventare parola. Così abbasso lo sguardo e dico: nessuno."

"Sai tutto di me 
e io tutto di te
A volte mi chiedo perché
tra tutte le persone tu abbia scelto me
Irascibile, cinica e bipolare
ma alla fine forse, qualcosa di buono la so fare.
Qualcuno mi ha detto 
chi trova un amico trova un tesoro

e con te, lo giuro, ho trovato l’oro."

"E io sto zitta
non te lo dico 
non ti dico che ti penso
non ti dico che ti sogno
perché piuttosto che 
vederti triste 
dopo averti detto tutto
preferisco amarti 
in silenzio 
con la mia mente che fa 
l’amore con la tua."
"Il tuo nome è quello che
mi viene in mente 
quando mi parlano di amore
Il tuo nome è quello che
non vorrei avere in testa
quando mi parlano di mancanza
ma è così che va 
Dico di non avere bisogno di niente
ma poi sotto il tavolo
mi prendi la mano
ed è questa che definisco felicità 
e chi non ha bisogno 
di essere 
felice?"

"Tutto finisce 
non è vero che 
è per sempre
Niente è per sempre
noi non eravamo 
per sempre
è finito tutto
Anche la notte più bella
finisce
con l’alba."

"E come sempre
ti penso 
penso a te 
a me
a te che pensi 
a me 
E penso a un 
noi
che forse
che forse non ci sarà
mai."